Immuni colpisce ancora (il piano pandemico)
...o meglio, *mi* colpisce ancora. Dopo un periodo di felice tranquillità per la cosciente decisione di ignorare l'universo di discorso attorno a Immuni, qualche giorno fa sono _inciampato_ in questo articolo di Fulvio Sarzana dal titolo accattivante (mi ha fregato): https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/17/immuni-scaricano-piu-faceapp-che... «Immuni, scaricano più FaceApp che l’app anti-Covid. E il motivo è molto semplice», 17 Giugno 2020 del quale riporto quello che mi pare il passaggio saliente: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Immuni determina conseguenze molto diverse sulla nostra vita rispetto a chi scarica una semplice app e gli italiani sembrano averlo capito. Chi riceve infatti l’alert di una notifica al rischio, nonostante una martellante campagna diretta a evidenziare la totale volontarietà dell’app e quindi la possibilità di ignorare l’avvertimento, deve sapere che le norme italiane scritte durante la crisi prevedono nella migliore ipotesi l’auto-isolamento cautelativo e la necessità di comunicare a tutti l’esistenza di una possibile situazione di rischio. E quando si dice tutti, si intende proprio tutti, dalla propria famiglia al proprio datore di lavoro. Chi riceve l’alert infatti, secondo le norme del Ministero della Salute, recentemente confermate da un provvedimento del Garante Privacy, è a tutti gli effetti un “contatto stretto” di un positivo al coronavirus. È un soggetto cioè che deve essere messo in quarantena, e che può essere chiamato a rispondere qualora abbia ignorato l’alert. Se a questo obbligo di fatto seguisse una immediata risposta dello Stato in termini di tampone l’app avrebbe un senso, ma se questo non avvenisse, e magari l’allertato non venisse contattato o non venisse preso in carico dal sistema sanitario, allora sarebbe un vero problema, anche perché per come è strutturata Immuni il sistema sanitario non è in grado di conoscere i contatti stretti avvenuti tramite l’app, diversamente dal mondo fisico. [...] Si capisce dunque il perché il cittadino tra il vedersi con le fattezze dell’altro sesso e il vedersi rinchiuso in casa senza sapere cosa fare magari a tempo indefinito e senza ricevere un tampone, preferisca la prima opzione. A maggior ragione se i dati di contagio diminuiscono ed il cittadino rischia di trovarsi lui solo con il “cerino” in mano. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Quando lo lessi pensavo fosse una "ipotesi accademica" che, seppur ragionevole, non teneva in considerazione il fatto che SICURAMENTE i sistemi sanitari regionali (sic!) nel frattempo si siano già attrezzati per far fronte alle necessità del contact tracing clinico, in particolare per gestire meglio l'ipotizzato ritorno dell'aumento di contagi il prossimo autunno... NO?!? Questa mattina un amico mi segnala questo: https://www.reddit.com/r/CoronaVirus_ITALIA/comments/hcljsb/la_app_fa_una_pr... «La «app» fa una prigioniera. In quarantena senza motivo» nel quale si segnala un articolo del 20 Giugno della Gazzetta del Mezzogiorno che racconta di una signora alla quale è stata "comminata" la quarantena di 15gg senza nemmeno la previsione di effettuare un tampone... non è chiaro se ci sia stata una procedura "manuale" di contact tracing con tanto di intervista della signora. Forse si tratta di un caso isolato, forse la signora è stata solo sfortunata... oppure è un esempio di quello a cui rischieremo di assistere nel prossimo futuro. Segue a ruota la relativa difesa d'ufficio di un "avvocato" che ci tiene a precisare che - poverina - l'App Immuni non è colpevole della situazione, ma la Asl (oltre che evidenziare la creatività del titolo: eggrazie!); senza aggiungere nulla di nuovo a quello che già si sapeva: https://www.open.online/2020/06/21/coronavirus-immuni-prigioniera-chiarezza-... ...e dire che siamo in un periodo estremamente tranquillo dal punto di vista dei contagi, nel momento in cui dovesse malauguratamente esserci un ritorno dell'ondata di contagi vorrei proprio vedere quanti tamponi riuscirebbero a fare. La questione è molto semplice quanto triste: la realtà delle cose è che le "App Magiche" - indipendentemente dal loro valore informatico e dall'efficacia nella protezione della privacy - sono pensate APPOSITAMENTE per non fare quello che andrebbe fatto [1]. Sostituire un sano coinvolgimento dei cittadini nel sistema sanitario (che comprende anche la decisione sulle risorse da mettere in campo) con le FAQ di Immuni è DISONESTO. Sostituire una visita con relativo colloquio di contact tracing con un alert via App e un paio di telefonate di qualche operatore della Asl è DISUMANO. Qui siamo ben oltre il soluzionismo digitale, che non c'entra nulla con l'informatica. Cordiali saluti. Giovanni. [1] io sono ancora qui che aspetto una commissione di inchiesta parlamentare per analizzare perché il piano pandemico PARE sia stato ampiamente inapplicato https://web.archive.org/web/20200610153555/https://www.saluteinternazionale.... https://web.archive.org/web/20200531194538/https://www.saluteinternazionale.... P.S.: se qualcuno pensa ancora che la risposta a epidemie stile covid-19 debba essere analoga alla risposta al "terrorismo internazionale" dei primi anni 2000 allora... HUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA. -- Giovanni Biscuolo
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Giovanni Biscuolo