Valletti: "Big Tech: l’ora della responsabilità" (Biennale Democrazia)
E' già online la lezione di Tommaso Valletti di questa mattina a Torino (per Biennale Democrazia): *"Big Tech: l’ora della responsabilità" * https://youtu.be/1pBWyFvzsxo Vivamente consigliata! juan carlos
Il 09/10/21 18:14, J.C. DE MARTIN ha scritto:
E' già online la lezione di Tommaso Valletti di questa mattina a Torino (per Biennale Democrazia):
*"Big Tech: l’ora della responsabilità" * https://youtu.be/1pBWyFvzsxo
Vivamente consigliata!
Trovo l'intervento del Prof. Valletti semplicemente eccellente. Il caso vuole che sia anche 110% allineato ai princìpi discussi su questa lista in ambito "cloud nazionale". Valletti ha chiaramente citato: * i problemi --in termini di "mercato"-- indotti dal sostanziale monopolio dei GAFAM (nei rispettivi ambiti); * la pervasività delle "lobby", che portano i livelli politici nazionali a... credere che l'adozione delle tecnologie GAFAM "sia la cosa giusta"; * il possibile ruolo che il mondo accademico potrebbe (e dovrebbe) avere rispetto ad un qualche movimento che inizi ad invertire la rotta ed inoltre: * il fatto che da una città (meglio se proprio da Torino) tale movimento possa trarre spunto. Quasi certamente Valletti ignora le dinamiche attuali in ambito cloud. Fra gli altri: * le pressioni delle lobby di Google e Microsoft verso il nostro Governo, prima esplicite, e poi proxate da player nazionali; * la parziale inversione di rotta del governo francese su Gaia-X [con conseguente apertura a Google]; * una sostanziale incapacità dei player italiani di evidenziare le criticità [politiche, economiche e sociali] di un impianto cloud a trazione USA. Tuttavia ritengo che proprio Valletti possa essere un interlocutore in grado di fornire contributi determinanti per la definizione di una qualche strategia d'azione: a differenza dei temi toccati nella sua presentazione, la partita del "cloud" è, almeno sulla carta, ancora "aperta" e, quindi, dovrebbe essere relativamente semplice provare a riprenderne il controllo (...prima che la frittata venga fatta). Potrebbe essere un primo spunto per arrivare a chiedere una qualche visibilità in Parlamento, analogamente alla recente audizione AISA nelle Commissioni Parlamentari 2 e 8, in ambito "Copyright" [1] Da qui, la mia proposta: è possibile contattare Valletti e la Biennale Democrazia, per organizzare un nuovo incontro (sempre in presenza; sempre lo stesso Teatro), questa volta focalizzato sul tema "il Cloud Nazionale che vorremmo!"? Torino sarebbe un posto eccellente: a Torino ha sede PoliTO, unico Ateneo Italiano a NON utilizzare i servizi GAM per la propria DaD. A Torino affondano importanti radici dell'informatica del nostro Paese. Si tratterebbe di una sorta di "discussione fra amici", durante la quale si snocciolano: * le dinamiche "politiche" (i PRO; i CONTRO) che hanno portato il Rettore di PoliTO a scegliere la soluzione "in-house" (Rettore PoliTO); * qualche dato reale, sul campo, di cosa significhi allestire una piattaforma cloud "a scala 'nazionale'" (in termini di workload), magari con contributi di un player nazionale di rilievo (penso a INFN, CNR, CINECA, GARR...); * una fotografia dell'attuale scenario, specie in ambito UNIV, che evidenzi chiaramente la sudditanza ormai quasi assoluta di Google e Microsoft nell'erogazione di servizi "core" per la comunità (un docente Nexa); e, in conclusione: * una ipotesi di "scaletta di azioni" da mettere in campo per (cercare di) sensibilizzare la politica, magari partendo da Bruxelles (Valletti) Qualcuno potrebbe darmi indicazioni (anche in privato, se preferisce) su come contattare Valletti e Biennale Democrazia, per capire se c'e' disponibilita' al riguardo? Oppure ritenete che la cosa non abbia senso? Saluti, DV [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-October/022293.html -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Posso anticipare che il "cloud" sarà uno dei temi trattati durante la conferenza annuale Nexa, che quest'anno si terrà il 30 novembre (in presenza a Torino e online). jc On 11/10/21 00:27, Damiano Verzulli wrote:
Il 09/10/21 18:14, J.C. DE MARTIN ha scritto:
E' già online la lezione di Tommaso Valletti di questa mattina a Torino (per Biennale Democrazia):
*"Big Tech: l’ora della responsabilità" * https://youtu.be/1pBWyFvzsxo
Vivamente consigliata!
Trovo l'intervento del Prof. Valletti semplicemente eccellente. Il caso vuole che sia anche 110% allineato ai princìpi discussi su questa lista in ambito "cloud nazionale".
Valletti ha chiaramente citato:
* i problemi --in termini di "mercato"-- indotti dal sostanziale monopolio dei GAFAM (nei rispettivi ambiti); * la pervasività delle "lobby", che portano i livelli politici nazionali a... credere che l'adozione delle tecnologie GAFAM "sia la cosa giusta"; * il possibile ruolo che il mondo accademico potrebbe (e dovrebbe) avere rispetto ad un qualche movimento che inizi ad invertire la rotta
ed inoltre:
* il fatto che da una città (meglio se proprio da Torino) tale movimento possa trarre spunto.
Quasi certamente Valletti ignora le dinamiche attuali in ambito cloud. Fra gli altri:
* le pressioni delle lobby di Google e Microsoft verso il nostro Governo, prima esplicite, e poi proxate da player nazionali; * la parziale inversione di rotta del governo francese su Gaia-X [con conseguente apertura a Google]; * una sostanziale incapacità dei player italiani di evidenziare le criticità [politiche, economiche e sociali] di un impianto cloud a trazione USA.
Tuttavia ritengo che proprio Valletti possa essere un interlocutore in grado di fornire contributi determinanti per la definizione di una qualche strategia d'azione: a differenza dei temi toccati nella sua presentazione, la partita del "cloud" è, almeno sulla carta, ancora "aperta" e, quindi, dovrebbe essere relativamente semplice provare a riprenderne il controllo (...prima che la frittata venga fatta).
Potrebbe essere un primo spunto per arrivare a chiedere una qualche visibilità in Parlamento, analogamente alla recente audizione AISA nelle Commissioni Parlamentari 2 e 8, in ambito "Copyright" [1]
Da qui, la mia proposta: è possibile contattare Valletti e la Biennale Democrazia, per organizzare un nuovo incontro (sempre in presenza; sempre lo stesso Teatro), questa volta focalizzato sul tema "il Cloud Nazionale che vorremmo!"?
Torino sarebbe un posto eccellente: a Torino ha sede PoliTO, unico Ateneo Italiano a NON utilizzare i servizi GAM per la propria DaD. A Torino affondano importanti radici dell'informatica del nostro Paese.
Si tratterebbe di una sorta di "discussione fra amici", durante la quale si snocciolano:
* le dinamiche "politiche" (i PRO; i CONTRO) che hanno portato il Rettore di PoliTO a scegliere la soluzione "in-house" (Rettore PoliTO); * qualche dato reale, sul campo, di cosa significhi allestire una piattaforma cloud "a scala 'nazionale'" (in termini di workload), magari con contributi di un player nazionale di rilievo (penso a INFN, CNR, CINECA, GARR...); * una fotografia dell'attuale scenario, specie in ambito UNIV, che evidenzi chiaramente la sudditanza ormai quasi assoluta di Google e Microsoft nell'erogazione di servizi "core" per la comunità (un docente Nexa);
e, in conclusione:
* una ipotesi di "scaletta di azioni" da mettere in campo per (cercare di) sensibilizzare la politica, magari partendo da Bruxelles (Valletti)
Qualcuno potrebbe darmi indicazioni (anche in privato, se preferisce) su come contattare Valletti e Biennale Democrazia, per capire se c'e' disponibilita' al riguardo?
Oppure ritenete che la cosa non abbia senso?
Saluti, DV
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-October/022293.html
-- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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Il 11/10/21 07:51, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Posso anticipare che il "cloud" sarà uno dei temi trattati durante la conferenza annuale Nexa, che quest'anno si terrà il 30 novembre (in presenza a Torino e online).
Grazie per l'info. Oltre ai riferimenti data/ora che trovo on-line su: https://nexa.polito.it/conf2021 è possibile avere qualche altro dettaglio (programma / relatori, luogo di svolgimento [per la parte "fisica"], modalita' di partecipazione, etc)? Chiedo, perche' mi piacerebbe valutare l'ipotesi di ascoltare gli interventi "in diretta" e "dal vivo" :-) Saluti, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Gent.mo, ringraziandola per il gradito interesse, le segnalo che stiamo aggiornando in questi giorni la pagina web con tutti i dettagli, vi informeremo appena concordati gli ultimi dettagli tecnici e confermato il programma della giornata. Un cordiale saluto, -- Anita Botta Communication Manager Nexa Center for Internet & Society Politecnico di Torino – DAUIN Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino _web:_ https://nexa.polito.it/ <https://nexa.polito.it/> _mail:_anita.botta@polito.it <mailto:anita.botta@polito.it> tel: 011 090 7219 Il 11/10/21 11:48, Damiano Verzulli ha scritto:
Il 11/10/21 07:51, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Posso anticipare che il "cloud" sarà uno dei temi trattati durante la conferenza annuale Nexa, che quest'anno si terrà il 30 novembre (in presenza a Torino e online).
Grazie per l'info.
Oltre ai riferimenti data/ora che trovo on-line su:
https://nexa.polito.it/conf2021
è possibile avere qualche altro dettaglio (programma / relatori, luogo di svolgimento [per la parte "fisica"], modalita' di partecipazione, etc)?
Chiedo, perche' mi piacerebbe valutare l'ipotesi di ascoltare gli interventi "in diretta" e "dal vivo" :-)
Saluti, DV
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Grazie della segnalazione Juan Carlos, anche io ho apprezzato moltissimo l'intervento del professor Valletti. Credo sia stata una delle analisi più lucide del potere dei GAFAM che io abbia ascoltato da molto tempo. Certamente l'analisi più lucida che un economista in buona fede possa fare. Mi è piaciuta la proposta di fermarsi a pensare a come vorremmo che fosse il mondo se non ci fossero i GAFAM. Anche l'idea di puntare sulla città come alternativa fisica al regno "virtuale" dei GAFAM mi sembra molto interessante (sebbene non scevra da rischi: la città non è esente da una intricata dimensione cibernetica che è spesso ad una o due acquisizioni di distanza da Google&friends). Inoltre ho apprezzato moltissimo la considerazione che Valletti ha fatto sull'importanza di ascoltare gli informatici anche a livello politico e decisionale. Il problema purtroppo è sempre valutarne competenza ed indipendenza. I limiti di questa analisi risiedono invece nel framework concettuale di partenza. Li ha espressi bene il professor Cambini presentando la sessione: ``` L'oggetto di questa sessione è l'interazione fra tecnologia e democrazia. Democrazia in senso lato: non solo in senso istituzionale ma anche mercato e comportamento dei consumatori. [...] Un tema non nuovo [...] ma che continua a permanere come problema rilevante nell'economia e nei mercati in generale. Il problema rilevante sta nel fatto che noi siamo consumatori... ``` In questo framework interpretativo, per citare Valletti, "i GAFAM ci sguazzano"! Ed infatti il lobbista di turno ha subito obiettato che la dimensione globale e la sorveglianza pervasiva dell'AdTech permettono economie di scala che FAVORISCONO i consumatori che godono di "prezzi quasi simbolici"[1]. Giustamente Valletti ha definito tale obiezione "superficiale" [2]: parlare di sistemi cibernetici in termini economici è come rappresentare una ipersfera in movimento su un foglio di carta. Il problema che i GAFAM costituiscono per la democrazia non può essere compreso in termini di consumatori, concorrenza, prezzi e quote di mercato. E senza essere compreso, non può essere affrontato. Infatti le asimmetrie descritte da Valletti (disparità fra i team legali dell'UE e quelli messi in campo da Google) o le influenze "accademiche" o l'impatto politico e culturale delle lobby vanno proiettate su scala globale: Google mette in campo questi strumenti, non solo in UE, ma in ogni stato e in ogni regione, in Africa come in Sud America o in Australia. L'investimento è enorme. È giustificato solo dal potere che queste aziende ottengono attraverso i dati degli individui sulle società del mondo intero. Se anche tassassero Google al 99%, continuerebbe a fornire GMail o Google Analytics gratuitamente. E continuerebbe ad imporre Android con Chrome, Play Store e Google Assistant preinstallato ai produttori. E questo semplicemente perché il potere conferito dai dati che raccoglie è nettamente maggiore da quello fornito denaro che fattura. Il potere conferito dal denaro cresce in modo lineare, mentre quello veicolato dai dati raddoppia con ogni nuovo bit. Questo potere a crescita esponenziale rende le soluzioni ai problemi di concentrazione sviluppati dai sistemi anti-trust liberali semplicemente obsoleti. È vero che in questo sistema interpretativo i GAFAM ci sguazzano, perché ragionano già in modo informatico. La situazione odierna degli economisti è quella degli abitanti di Flatland [3] alle prese con un bambino che strappa il loro mondo bidimensionale per gioco: non hanno modo di concepirlo, figurarsi ideare strumenti per contenerlo. Urgono nuove prospettive e nuovi strumenti concettuali. Giacomo [1] il "quasi" aveva la funzione di evitare la contraddizione del prezzo a zero, che un po' come una divisione per zero mostra una falla nel modello interpretativo liberista. [2] e lo è anche da una prospettiva economica, giacché gli enormi profitti del AdTech derivano dai prezzi pagati dai consumatori, che aumentano sia per l'aumento della domanda che per il rincaro dovuto al costo del marketing personalizzato. [3] https://en.m.wikipedia.org/wiki/Flatland
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Damiano Verzulli -
Giacomo Tesio -
J.C. DE MARTIN -
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