Una notizia, in fondo è solo una notizia... o no?
"Secondo lo studio quasi il 14% dei lavoratori italiani ha bisogno di un training moderato (fino a 1 anno) per sfuggire al rischio di automazione (media Ocse 10,9%) e un altro 4,2% avrebbe bisogno fino a 3 anni di formazione per atterrare su lavori più sicuri". Abbiamo bisogno di formazione dunque, a mio giudizio abbiamo ancora più bisogno di educazione, che non esclude la prima, ma ne completa l'orizzonte di senso. Buona lettura dl https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-05-09/italia-bocciata... _________________________ www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
"don Luca Peyron" <dluca.universitari@gmail.com> wrote:
"Secondo lo studio quasi il 14% dei lavoratori italiani ha bisogno di un training moderato (fino a 1 anno) per sfuggire al rischio di automazione (media Ocse 10,9%) e un altro 4,2% avrebbe bisogno fino a 3 anni di formazione per atterrare su lavori più sicuri".
ancora spacciano la favola che basterà la formazione per risparmiare da *questa* ondata di automazione un numero significativo delle *specifiche* persone che ne subiranno l'effetto. D'altra parte, OCSE solo quella può avere di chiave di lettura e missione, non sarebbe nè realistico nè onesto chiedergli altro. A me sembra molto più realistico questo: http://stop.zona-m.net/it/2018/05/lavoro-4.0-o-cecita-0.0/
Abbiamo bisogno di formazione dunque, a mio giudizio abbiamo ancora più bisogno di educazione, che non esclude la prima, ma ne completa l'orizzonte di senso.
Qui concordo in pieno, anzi rilancio. Le due cose DEVONO rimanere distinte e complementari, altrimenti non hanno senso. Confondere educazione e formazione professionale, cioè l'idea stessa "la scuola deve preparare al **lavoro**" mi sembra sempre più un errore gravissimo. La scuola dovrebbe dare solo o quasi esclusivamente educazione, cioè preparare a essere buoni *cittadini*. La formazione professionale deve preparare specificamente a svolgere un certo tipo di lavoro. è altra cosa, separata dall'educazione. L'educazione buona aiuta tutta la vita, la formazione professionale, per definizione, andrebbe rifatta da zero o quasi periodicamente... identificare educazione (=scuola) e formazione professionale è corretto solo se uno identifica la vita con il lavoro D'altra parte, lo dice pure Krugman che l'educazione non è la risposta (alla disoccupazione): http://stop.zona-m.net/it/2011/03/se-vogliamo-una-societa-piu-prospera-ed-eq... Marco
On 10/05/2019, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
Confondere educazione e formazione professionale, cioè l'idea stessa "la scuola deve preparare al **lavoro**" mi sembra sempre più un errore gravissimo.
Sono assolutamente d'accordo. Non a caso il Programma del "Piano di Rinascita Democratica" della P2 sottolineava l'importanza di evitare "una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale" riservando "il diritto allo studio superiore per i più meritevoli"! Poche menti pensanti sono più deboli e manipolabili di tante menti pensanti. Ed il loro presunto "merito", le rende facili vittime di un elitismo miope ed arrogante che è fondamentale per il diffondersi dei populismi! Tuttavia educazione civica ed istruzione sono la stessa cosa. Non si può essere pienamente cittadini senza conoscere veramente la storia del proprio Paese o senza saper leggere, scrivere, nonché conoscere la matematica e l'informatica. La formazione professionale potremmo lasciarla/imporla alle aziende, sul campo. Ma fino al raggiungimento della maggiore età, fino all'assunzione del dovere politico che il diritto al voto realizza, lo Stato dovrebbe garantire a tutti i cittadini la Cultura necessaria ad adempiere a tale dovere in modo libero, critico, autonomo e responsabile. L'educazione non fornisce forse una soluzione definitiva ai problemi economici. Ma è l'unico strumento che abbiamo per preservare e diffondere la Democrazia. Giacomo
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don Luca Peyron -
Giacomo Tesio -
M. Fioretti