Premialità e valorizzazione di best-practices nostrane: mastodon in un Liceo del veronese
Oggi pomeriggio mi hanno segnalato che il Liceo Statale Galileo Galilei di Verona ha attivato una istanza "mastodon" sulla quale sono attive 141 utenze. https://mastodon.galileivr.org/about Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione europea... perde. Dietro l'istanza del Galileo Galilei pare ci siano due docenti i quali --se ho capito bene-- hanno approfittato di un qualche finanziamento per allestire quello che serve e... portarlo a regime. Non ho altri dettagli. Ma ho notato che il servizio è su un server virtuale di Aruba (uno di quelli che costano una manciata di euro al mese).. La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare giovamento da quello che hanno fatto? Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-) Saluti, DV [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-April/052525.html -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Ho dato uno sguardo al loro sito e in effetti vedo alcuni docenti che fanno parte del Team per l'Innovazione Digitale (Davide Giachi, Fabio Rigoni) e alcuni studenti che hanno dato vita al progetto mastodon che risulta descritto qui: https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/notizie-galilei/4650-galiverso-apre-i... <https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/notizie-galilei/4650-galiverso-apre-i...> Non ho capito se l'amministratore dell'istanza mastodon (un certo Carlo) è uno studente oppure un docente o un soggetto esterno. Quello che però non mi è piaciuto è che nelle pagine web istituzionali della scuola si parla di tanti progetti ma non si menziona questo che sicuramente ha un valore non solo simbolico di innovazione e di apertura ai progetti opensource degno di menzione! https://www.galileivr.edu.it/it/galilei-web https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/la-nostra-storia/4308-storia-del-sito... <https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/la-nostra-storia/4308-storia-del-sito...> Questo mi ricorda tanto quello che accadde 25 anni fa nella mia scuola dove qualche docente, un preside illuminato e un ex-studente riuscirono a portare quel mondo allora poco conosciuto che chiamavamo "internet" in tutti i laboratori e le aule della scuola con workstation linux. Fu un esperimento sicuramente positivo perchè si contribuì a diffondere la cultura del software libero insieme a quella della neonata "rete" e tanti alunni di allora ebbero la possibilità, dopo il diploma, di lavorare nel campo informatico o di continuare gli studi universitari con una buona apertura mentale. Però rimase una cosa per pochi e soprattutto c'è l'amarezza di non essere riusciti a far capire a molti colleghi docenti la straordinarietà di quello che stava accadendo. Infatti poi accadde che quando il Dirigente Scolastico se ne andò, gran parte di quel lavoro è stato perso, dimenticato e la cosa più grave non è stata data l'opportunità agli studenti che sono arrivati dopo, di continuare a beneficiare di quelle formidabili esperienze che l'istituto aveva vissuto e offerto alla comunità scolastica. Speriamo che il Galilei di Verona riesca a fare meglio ma credo che fino a quando non avremo qualche burocrate illuminato ai vertici del MIUR (oggi solo MIM) non si faranno passi importanti su questo fronte. Saluti Paolo Il giorno mer 8 mag 2024 alle ore 17:40 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto:
Oggi pomeriggio mi hanno segnalato che il Liceo Statale Galileo Galilei di Verona ha attivato una istanza "mastodon" sulla quale sono attive 141 utenze.
https://mastodon.galileivr.org/about
Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione europea... perde.
Dietro l'istanza del Galileo Galilei pare ci siano due docenti i quali --se ho capito bene-- hanno approfittato di un qualche finanziamento per allestire quello che serve e... portarlo a regime.
Non ho altri dettagli. Ma ho notato che il servizio è su un server virtuale di Aruba (uno di quelli che costano una manciata di euro al mese)..
La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare giovamento da quello che hanno fatto?
Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-)
Saluti, DV
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-April/052525.html
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
-- Paolo Del Romano delromano@gmail.com
Buongiorno Paolo e Damiano, Paolo Del Romano <delromano@gmail.com> writes: [...]
Questo mi ricorda tanto quello che accadde 25 anni fa nella mia scuola dove qualche docente, un preside illuminato e un ex-studente riuscirono a
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Però rimase una cosa per pochi e soprattutto c'è l'amarezza di non essere riusciti a far capire a molti colleghi docenti la straordinarietà di quello che stava accadendo. Infatti poi accadde che quando il Dirigente Scolastico se ne andò, gran parte di quel lavoro è stato perso, dimenticato e la cosa più grave non è stata data l'opportunità agli studenti che sono arrivati dopo, di continuare a beneficiare di quelle formidabili esperienze che l'istituto aveva vissuto e offerto alla comunità scolastica.
Speriamo che il Galilei di Verona riesca a fare meglio ma credo che fino a quando non avremo qualche burocrate illuminato ai vertici del MIUR (oggi solo MIM) non si faranno passi importanti su questo fronte.
L'esperienza che racconti è la stessa identica che hanno vissuto praticamente tutti gli attivisti del software libero che hanno contribuito e/o collaborato con istituzioni scolastiche *e* rionali, comunali, regionali, statali, nazionali *e* internazionali: non sono _mai_ "scalate", non perché non siano "scalabili" ma peché attorno c'è un ambiente _sterilizzante_. In particolare potendo effettuare uno studio sociogico e politologico di tutte le attività messe in campo per il software libero e delle relazioni istituzionali (disfunzionali) che ne sono seguite, credo di non esagerare dicendo che "l'istituzione uccide le buone pratiche per questioni di interessi non dichiarati" (poi sì, c'è sempre la scusa del: eh ma è roba per /tennici/, lasciamola fare a _loro_). Qui un articolo che Damiano conosce bene perché lo citò lui in questa lista, che ripercorre notevoli esperienze del mondo dell'attivismo del software libero nelle scuole, arrivate ai massimi livelli istituzionali, a partire dal 1996: «Le tribolazioni del software libero nelle scuole italiane» (La storia di linuxdidattica.org) http://linuxdidattica.org/docs/documenti/tribolazioni_software_libero.html (Antonio Bernardi, circa 2009 ma più probabilmente 2008, l'articolo non è datato [1]) ...ci sono "tonnellate" di esperienze virtuose finite più o meno bene per motivi del tutto analoghi. [...]
Il giorno mer 8 mag 2024 alle ore 17:40 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto:
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Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione europea... perde.
Sì ma il fatto che "un liceo vince" (una piccola battaglia) così come hanno fatto decine e decine di scuole nella recente storia _non_ fa più notizia (qualche anno fa sì, almeno locale), mentre che "una istituzione europea perde" sta facendo molta notizia /internazionale/ e soprattutto "fa tendenza" e nell'immaginario collettivo viene ribadita la /narrazione/ che "chi fa da sé... perde". [...]
La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare giovamento da quello che hanno fatto?
Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-)
non vedo altra soluzione che abolire d'un botto tutte le istituzioni che governano la scuola e lasciare che le _persone_ che amano il proprio lavoro [2] si organizzino /anarchicamente/; ovviamente esagero ... esagero? un forte abbraccio, sincero e commosso, a tutti coloro che hanno speso i migliori anni della propria vita a tentare di cambiare le cose, in qualche caso riuscendoci anche in modo egregio, ma che alla fine sono (sono... siamo!) stati fregati dai "furbi" o dai "pigri" [...] Saluti, 380° [1] Articolo edito nell'antologia Il software libero in Italia, a cura di Andrea Glorioso ed. ShaKe, Milano 2009 (da http://linuxdidattica.org/) [2] ci sono, specialmente nella scuola, un sacco di persone (50%?!?) che avendo un reddito dignitoso garantito in altro modo diverso da quello "vengo a lavorare se mi paghi", lavorerebbero estremamente volentieri _gratis_ perché /amano/ infinitamente il proprio lavoro; anzi lo farebbero ancora più volentieri perché non avrebbero colleghi che lavorano NON amando il proprio lavoro. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
380° <g380@biscuolo.net> writes: [...]
un forte abbraccio, sincero e commosso, a tutti coloro che hanno speso i migliori anni della propria vita a tentare di cambiare le cose, in qualche caso riuscendoci anche in modo egregio, ma che alla fine sono (sono... siamo!) stati fregati dai "furbi" o dai "pigri"
sono stato ingeneroso: un forte abbraccio anche a quelli che /stanno/ spendendo i migliori anni della propria vita :-) nel merito della questione "che fare", segnalo a coloro che ancora non lo sapessero che: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- La lista di discussione (mailing list) abbinata a questo progetto è scuola@lists.linux.it ed è aperta a persone che lavorano per l'introduzione del software libero nella didattica. L'iscrizione è libera e può essere gestita facilmente a partire da http://www.linux.it/mailman/listinfo/scuola/. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (via http://linuxdidattica.org/) Gli archivi sono qui: https://lists.linux.it/pipermail/scuola/ e l'attività in lista suggerisce che la community è in modalità /sopravvivenza/; lo dico con tutto l'affetto per tutte le persone che si stanno sbattendo! Grazie a Valerio Bozzolan [1] scopro che alcuni fornitori si sono organizzati proprio bene per facilitare la vergognosissima burokratia PNRR per le scuole: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Molti fornitori aiutano nella presentazione dei progetti per ricevere fondi PNRR. Qui alcuni fornitori noti che operano su scala nazionale: https://scuola.linux.it/fornitori/ Per esempio, contattando "Continuity.space" via email pr@continuity.space - quel fornitore può mandarvi un template di progetto PNRR per invio veloce. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (da [1]) ...poi però Antonio Faccioli [2] fa il rompiscatole e ci informa che: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Guarda, per quello che sto vedendo, con la modifica del codice degli appalti tutte le scuole che sto sentendo qui a Verona (circa una trentina) hanno intenzione di andare in affidamento diretto attraverso il MEPA. Nessuna ha intenzione di passare attraverso bandi, ma hanno intenzione di acquistare prodotti caricati dai fornitori sul mercato elettronico. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- La mia sensazione da diverso tempo è questa: potete mettere in piedi tutte le iniziative locali che volete in tema di software libero e dintorni, basta che le fate "coi fichi secchi". Quando si tratta di sganciare i fondi, tipo quelli del PNRR, lasciate che siamo /noi/ a gestirli (e cercate di non fare troppo rumore, neh!); se volete che vi finanziamo un progetto dovete presentare il modello XZK019 corredato di dichiarazione 98/FJDGSF... ...altrimenti comperate sulla /piattaforma/, dove la conformità dei progetti a /QUAICOS/ è autocertificata da noi, che sappiamo il fatto nostro. La cosa positiva di quelli che riescono a implementare cose fichissime "coi fichi secchi" è che riescono a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che per fare le cose per bene non c'è bisogno di enormi finanziamenti... ops! .-O [...] Saluti, 380° [1] https://lists.linux.it/pipermail/scuola/2024-March/002767.html [2] https://lists.linux.it/pipermail/scuola/2024-March/002773.html P.S.: non che sia importante, ma in qualche modo sono personalmente coinvolto nella questione perché il mio alter ego era un attivista ora ritirato a vita privata per sfinimento -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Buongiorno a tutti, ultimamente ho fatto un'immersione nelle politiche all'incrocio tra giovani e digitali.Noto con rammarico che la possibilità del software libero è assente in tutte le linee guida di alto livello (da 'European Fit for the Digital Decade','Digital Education Action Plan', UNESCO in poi) ma anche nelle 'pratiche' di agenti educativi non scolastici (io seguo youth work/volontariato/NGO). Io stesso ne so molto poco e credo che parte del problema sia la percepita difficoltà di accesso a questo tipo di tecnologie. Se qualcuno di voi avesse in mente materiali intuitivi in inglese per farsi un'idea e far fare un'idea sarei grato di poterli integrare nella mia attività (Vista ora la risposta di 380*, grazie!). Buona giornata, Giovanni Cerboni *Pro Veritate adversa diligere* Il giorno gio 9 mag 2024 alle ore 10:18 380° via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Buongiorno Paolo e Damiano,
Paolo Del Romano <delromano@gmail.com> writes:
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Questo mi ricorda tanto quello che accadde 25 anni fa nella mia scuola dove qualche docente, un preside illuminato e un ex-studente riuscirono a
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Però rimase una cosa per pochi e soprattutto c'è l'amarezza di non essere riusciti a far capire a molti colleghi docenti la straordinarietà di quello che stava accadendo. Infatti poi accadde che quando il Dirigente Scolastico se ne andò, gran parte di quel lavoro è stato perso, dimenticato e la cosa più grave non è stata data l'opportunità agli studenti che sono arrivati dopo, di continuare a beneficiare di quelle formidabili esperienze che l'istituto aveva vissuto e offerto alla comunità scolastica.
Speriamo che il Galilei di Verona riesca a fare meglio ma credo che fino a quando non avremo qualche burocrate illuminato ai vertici del MIUR (oggi solo MIM) non si faranno passi importanti su questo fronte.
L'esperienza che racconti è la stessa identica che hanno vissuto praticamente tutti gli attivisti del software libero che hanno contribuito e/o collaborato con istituzioni scolastiche *e* rionali, comunali, regionali, statali, nazionali *e* internazionali: non sono _mai_ "scalate", non perché non siano "scalabili" ma peché attorno c'è un ambiente _sterilizzante_.
In particolare potendo effettuare uno studio sociogico e politologico di tutte le attività messe in campo per il software libero e delle relazioni istituzionali (disfunzionali) che ne sono seguite, credo di non esagerare dicendo che "l'istituzione uccide le buone pratiche per questioni di interessi non dichiarati" (poi sì, c'è sempre la scusa del: eh ma è roba per /tennici/, lasciamola fare a _loro_).
Qui un articolo che Damiano conosce bene perché lo citò lui in questa lista, che ripercorre notevoli esperienze del mondo dell'attivismo del software libero nelle scuole, arrivate ai massimi livelli istituzionali, a partire dal 1996:
«Le tribolazioni del software libero nelle scuole italiane» (La storia di linuxdidattica.org)
http://linuxdidattica.org/docs/documenti/tribolazioni_software_libero.html (Antonio Bernardi, circa 2009 ma più probabilmente 2008, l'articolo non è datato [1])
...ci sono "tonnellate" di esperienze virtuose finite più o meno bene per motivi del tutto analoghi.
[...]
Il giorno mer 8 mag 2024 alle ore 17:40 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto:
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Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione europea... perde.
Sì ma il fatto che "un liceo vince" (una piccola battaglia) così come hanno fatto decine e decine di scuole nella recente storia _non_ fa più notizia (qualche anno fa sì, almeno locale), mentre che "una istituzione europea perde" sta facendo molta notizia /internazionale/ e soprattutto "fa tendenza" e nell'immaginario collettivo viene ribadita la /narrazione/ che "chi fa da sé... perde".
[...]
La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare giovamento da quello che hanno fatto?
Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-)
non vedo altra soluzione che abolire d'un botto tutte le istituzioni che governano la scuola e lasciare che le _persone_ che amano il proprio lavoro [2] si organizzino /anarchicamente/; ovviamente esagero
... esagero?
un forte abbraccio, sincero e commosso, a tutti coloro che hanno speso i migliori anni della propria vita a tentare di cambiare le cose, in qualche caso riuscendoci anche in modo egregio, ma che alla fine sono (sono... siamo!) stati fregati dai "furbi" o dai "pigri"
[...]
Saluti, 380°
[1] Articolo edito nell'antologia Il software libero in Italia, a cura di Andrea Glorioso ed. ShaKe, Milano 2009 (da http://linuxdidattica.org/)
[2] ci sono, specialmente nella scuola, un sacco di persone (50%?!?) che avendo un reddito dignitoso garantito in altro modo diverso da quello "vengo a lavorare se mi paghi", lavorerebbero estremamente volentieri _gratis_ perché /amano/ infinitamente il proprio lavoro; anzi lo farebbero ancora più volentieri perché non avrebbero colleghi che lavorano NON amando il proprio lavoro.
-- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Buongiorno Giovanni, Giovanni Cerboni <giovannicerboni@gmail.com> writes: [...]
Io stesso ne so molto poco e credo che parte del problema sia la percepita difficoltà di accesso a questo tipo di tecnologie.
il mio alter ego ha una discreta esperienza in supporto agli utenti e ancora non comprendiamo bene cosa significhi "difficoltà di accesso", ma non apriamo questo capitolo che rischiamo di perderci :-)
Se qualcuno di voi avesse in mente materiali intuitivi in inglese per farsi un'idea e far fare un'idea sarei grato di poterli integrare nella mia attività
suppenendo "a naso" si tratti della percepita difficoltà a usare un sistema operativo GNU/Linux, forse può essere utile armarsi di una buona dose di /sana incoscenza/ e provare a _installare_ GNU/Linux su un proprio computer [1], magari uno usato a buon mercato; a tale scopo mi sentirei di suggerire l'ecumenico e succinto https://www.getgnulinux.org/en/switch_to_linux, in particolare la sezione: https://www.getgnulinux.org/en/switch_to_linux/try_or_install suggerisco di sperimentare l'installazione sulla propria pelle - magari in un "microLab" tra amici, familiari o colleghi - invece di prendere una macchina con GNU/Linux preinstallato, perché è un primo piccolo passo verso l'autonomia computazionale; ci sono anche corsi di formazione all'uopo, volendo. poi però, una volta fatto login, tocca _almeno_ imparare a installare i programmi che sono a disposizione: su Debian e derivati (Ubuntu, ecc.) c'è un pannello grafico che si chiama Synaptic [1], in Fedora c'è PackageKit [2]. poi tocca imparare il minimo sindacale di operazioni di amministrazione della macchina (roba che raramente gli utenti di qualsiasi sistema operativo fa) oltre ad usare i programmi installati e magari accorgersi che funzionano diversamente da quelli usati "dall'atra parte", fosse solo perché le voci dei menù cambiano... ma questa è tutta un'altra storia e per imparare c'è una valanga di documentazione ben fatta, talmente tanta che sì, ammetto che ci si perde. spero di non aver interpretato male la richiesta :-) Happy hacking! 380° [...] [1] installato di default nell'ambiente desktop https://wiki.debian.org/Synaptic [2] installato di default https://docs.fedoraproject.org/en-US/quick-docs/package-management/ -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On gio, 2024-05-09 at 10:18 +0200, 380° via nexa wrote:
Buongiorno Paolo e Damiano,
Paolo Del Romano <delromano@gmail.com> writes:
[...]
Questo mi ricorda tanto quello che accadde 25 anni fa nella mia scuola dove qualche docente, un preside illuminato e un ex-studente riuscirono a
[...]
L'esperienza che racconti è la stessa identica che hanno vissuto praticamente tutti gli attivisti del software libero che hanno contribuito e/o collaborato con istituzioni scolastiche *e* rionali, comunali, regionali, statali, nazionali *e* internazionali: non sono _mai_ "scalate", non perché non siano "scalabili" ma peché attorno c'è un ambiente _sterilizzante_.
Se la cosa può consolare (e non può), nell'industria non del software la situazione è esattamente la stessa. Per quanto la soluzione "eretica" e libera sia performante, nessuno vuole correre il rischio di mantenerla come si fa invece per altre soluzioni, anche pessime, ma accettate dalla cultura software aziendale. A parte la contingenza che la impone, a nessuno interessa risolvere i problemi a lungo termine, e mantenere soluzioni non "standard" (volevo scrivere per la terza volta "eretiche" ma mi trattengo).
In particolare potendo effettuare uno studio sociogico e politologico di tutte le attività messe in campo per il software libero e delle relazioni istituzionali (disfunzionali) che ne sono seguite, credo di non esagerare dicendo che "l'istituzione uccide le buone pratiche per questioni di interessi non dichiarati" (poi sì, c'è sempre la scusa del: eh ma è roba per /tennici/, lasciamola fare a _loro_).
Qui un articolo che Damiano conosce bene perché lo citò lui in questa lista, che ripercorre notevoli esperienze del mondo dell'attivismo del software libero nelle scuole, arrivate ai massimi livelli istituzionali, a partire dal 1996:
«Le tribolazioni del software libero nelle scuole italiane» (La storia di linuxdidattica.org)
http://linuxdidattica.org/docs/documenti/tribolazioni_software_libero.html (Antonio Bernardi, circa 2009 ma più probabilmente 2008, l'articolo non è datato [1])
...ci sono "tonnellate" di esperienze virtuose finite più o meno bene per motivi del tutto analoghi.
Non ne ho viste molte nella mia esperienza lavorativa; e tutte hanno avuto vita breve venuto meno l'attivismo del proponente. In molti casi c'è stata invece una qualche forma di mobbing o retaliation nei confronti dell'"eretico", anche se con la sua iniziativa aveva evitato grossi problemi all'azienda. Il pensionamento forzato è quello che ho subito io. [...] Come avrete tutti capito, volevo anche condividere con voi una parte della mia storia. Grazie
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Marco A. Calamari -
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