Re: [nexa] il caso MIT Media Lab - Epstein
Mi sembra però che il pezzo di Lessig e quello che ne stiamo estrapolando sia una razionalizzazione rispetto agli eventi. E mentre mi sembra che sia senza dubbio utilissimo riflettere su questi temi (e sono d'accordo con JC: non esiste tassonomia che ci tolga le castagne dal fuoco), mi pare che - inconsapevolmente o meno - quell'articolo allontani dalle cause e dalle responsabilità del caso. Mi spiego: qui non stiamo parlando di donazioni di milionari dalla morale discutibile, fatte per amore della scienza o anche solo per motivi fiscali, ma di persone che quelle donazioni le usano per incrementare e gestire potere - per cui nessuno ha interesse all'anonimità "doppiamente cieca", anzi quella soluzione fa venir meno la ragion d'essere di questo tipo di donazioni. Ed è ancora più difficile inquadrare le azioni di Ito in quell'ottica, considerato che ha preso soldi da Epstein anche per le sue ventures personali e che ha fatto molti passi - con altri - per nascondere quei legami. In modo strettissimo penso che si debba riflettere anche sulle conseguenze di queste relazioni a livello organizzativo. Ho letto un po' di cose negli articoli e in un po' di commenti di persone che sono o sono state al Media Lab e una cosa che sembra emergere è anche che certe persone possono essere state limitate o tagliate fuori nel loro operato per opposizione o potenziale opposizione al legame con Epstein. L'episodio raccontato dal New Yorker sulla riunione nella cui organizzazione si fa attenzione che Ethan Zuckerman non ci sia e non sappia mi pare abbastanza emblematico e non posso non pensare che a persone con altri ruoli e minor visibilità possano essere toccate conseguenze più problematiche. Sono sinceramente sconcertata dal pezzo di Lessig che usa la sua intelligenza e la prosa brillante per toccare argomenti importanti ma che poi pare usarli per metterli al servizio della difesa del suo amico e brillante collega, in pratica auspicando che non ci siano conseguenze. Infine, trovo la retorica del "eh ma l'innovazione deve avanzare" che altri protagonisti della vicenda hanno usato nei giorni scorsi davvero pericolosa. E, mi perdonerete, a questi livelli e a fronte di queste scelte, la ritengo anche un po' in malafede. Scusate la lunga riflessione e buona giornata a tutti. Antonella
sottoscrivo.
personali e che ha fatto molti passi - con altri - per nascondere quei legami.
(e la loro entita) per me, questa e' la colpa di Ito che proietta un'ombra su tutto. ciao, s. On 09/09/2019 09:25, Antonella Napolitano wrote:
Mi sembra però che il pezzo di Lessig e quello che ne stiamo estrapolando sia una razionalizzazione rispetto agli eventi. E mentre mi sembra che sia senza dubbio utilissimo riflettere su questi temi (e sono d'accordo con JC: non esiste tassonomia che ci tolga le castagne dal fuoco), mi pare che - inconsapevolmente o meno - quell'articolo allontani dalle cause e dalle responsabilità del caso.
Mi spiego: qui non stiamo parlando di donazioni di milionari dalla morale discutibile, fatte per amore della scienza o anche solo per motivi fiscali, ma di persone che quelle donazioni le usano per incrementare e gestire potere - per cui nessuno ha interesse all'anonimità "doppiamente cieca", anzi quella soluzione fa venir meno la ragion d'essere di questo tipo di donazioni. Ed è ancora più difficile inquadrare le azioni di Ito in quell'ottica, considerato che ha preso soldi da Epstein anche per le sue ventures personali e che ha fatto molti passi - con altri - per nascondere quei legami.
In modo strettissimo penso che si debba riflettere anche sulle conseguenze di queste relazioni a livello organizzativo. Ho letto un po' di cose negli articoli e in un po' di commenti di persone che sono o sono state al Media Lab e una cosa che sembra emergere è anche che certe persone possono essere state limitate o tagliate fuori nel loro operato per opposizione o potenziale opposizione al legame con Epstein. L'episodio raccontato dal New Yorker sulla riunione nella cui organizzazione si fa attenzione che Ethan Zuckerman non ci sia e non sappia mi pare abbastanza emblematico e non posso non pensare che a persone con altri ruoli e minor visibilità possano essere toccate conseguenze più problematiche.
Sono sinceramente sconcertata dal pezzo di Lessig che usa la sua intelligenza e la prosa brillante per toccare argomenti importanti ma che poi pare usarli per metterli al servizio della difesa del suo amico e brillante collega, in pratica auspicando che non ci siano conseguenze.
Infine, trovo la retorica del "eh ma l'innovazione deve avanzare" che altri protagonisti della vicenda hanno usato nei giorni scorsi davvero pericolosa. E, mi perdonerete, a questi livelli e a fronte di queste scelte, la ritengo anche un po' in malafede.
Scusate la lunga riflessione e buona giornata a tutti.
Antonella
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On Mon, Sep 09, 2019 at 09:40:46AM +0200, Stefano Quintarelli wrote:
personali e che ha fatto molti passi - con altri - per nascondere quei legami.
per me, questa e' la colpa di Ito che proietta un'ombra su tutto.
La teoria di Lessig su questo punto è che non fosse solo Ito, ma che la cosa fosse (più o meno implicitamente) accettata e approvata anche dal resto del management MIT. Arriva a prevedere che Farrow sarà smentito su questo punto. La ritengo la parte più condivisibile/plausibile del suo post. Se dipendi da questo tipo di donazioni per fare ricerca e educazione superiore, e se le donazioni anonime sono legalmente possibili senza limiti di ammontare, c'è poco da fare. Ciao -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
On Mon, Sep 09, 2019 08:25:30 AM +0100, Antonella Napolitano wrote:
Infine, trovo la retorica del "eh ma l'innovazione deve avanzare" che altri protagonisti della vicenda hanno usato nei giorni scorsi davvero pericolosa
quella sarebbe una retorica pericolosa, e ben poco "smart" anche se il problema generale di cui Ito/Epstein sono solo il bubbone scoppiato più grosso e recente non esistesse. Ma è altro discorso, per ora ho solo una domanda "a monte": forse la risposta è in tutti gli articoli già citati che non ho ancora fatto in tempo a leggere a fondo, ma mi pare che oggi si stia parlando **soltanto** di quanto ha sbagliato Ito e/o il MIT a **prendere** soldi da uno come Epstein, e poco o niente, in confronto, di come facesse ancora a **farne** di soldi a palate. Cioè, se va messo in croce chi prende soldi da uno così per anni (nulla in contrario), c'è chi ha scritto di recente anche dei soci di Epstein, delle banche che gli tenevano i soldi, eccetera? Oppure i media (finora) stanno davvero guardando solo una faccia della medaglia? Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
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