telemedicina intelligente ai tempi del covid-19
Buongionro, iniziativa coordinata da Medici Senza Frontiere in accordo con le ASL locali (iniziato a Lodi) per adottare Zcare di Zucchetti. Ça va sanse dire il tutto dotato di Intelligenza Artificiale. Non è ben chiaro chi fornisce e come sono fatti i dispositivi IoT ch emonitorano i parametri di salute dei pazienti. «Coronavirus, a Lodi pazienti seguiti a casa grazie a Telecovid: “Così si sgravano gli ospedali e si potenzia l’assistenza territoriale” https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/05/coronavirus-a-lodi-pazienti-segu... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Il progetto è nato grazie al supporto di Medici Senza Frontiere, che ha messo a punto un algoritmo, e dell’azienda Zucchetti, che ha donato il proprio software di telemedicina. Oltre 200 i pazienti già coinvolti. La dottoressa Stella Egidi: "Pensato per chi non è in una fase acuta, in modo da non sovraccaricare le strutture" [...] Rosso: il paziente riscontra alterazioni importanti dei valori ed è necessario intervenire per portarlo in ospedale. Bianco: il paziente è stabile e non ha più bisogno di un monitoraggio telematico. Verde e giallo: le condizioni del paziente richiedono un approfondimento, che può svolgersi o con una telefonata dalla centrale operativa o con l’invio di personale sanitario per una visita domiciliare. [...] In questo senso Medici Senza Frontiere si sta attivando anche in altre aree d’Italia. “Nelle Marche per esempio ci stiamo impegnando per supportare le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale, ndr) che si occupano di monitorare il paziente a domicilio. [...] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «Il software di telemedicina di Zucchetti gratis per tutti gli ospedali» 23 Marzo 2020 https://www.01health.it/applicazioni/telemedicina/software-telemedicina-zucc... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Si tratta di un software di telemedicina per monitorare, anche al di fuori della struttura ospedaliera, i parametri necessari a valutare lo stato di salute del paziente in via di guarigione da Covid-19: temperatura corporea, saturazione e battito cardiaco. Questo consente di prendere in carico il paziente non grave, monitorarlo, ed evitare che il peggioramento delle sue condizioni di salute ricada in una patologia seria, senza possibilità di intercettarla per tempo. La semplicità di utilizzo del dispositivo e di raccolta delle informazioni fa sì che il paziente possa essere autonomo durante il decorso della malattia anche presso la sua abitazione. I dati vengono raccolti in automatico con un’integrazione basata su tecnologia IoT che è stata realizzata con la piattaforma Zucchetti: in questo modo è possibile seguire a distanza i pazienti meno gravi e intervenire in caso di emergenza grazie a un sistema di alert strutturato. Una volta a regime, per mezzo di algoritmi di intelligenza artificiale, con la. piattaforma di telemedicina sarà possibile anche fare analisi predittive sull’andamento dello stato di salute dei cittadini. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «Progetto Solidarietà Covid-19» https://www.zucchetti.it/website/cms/be-zucchetti/8113-progetto-solidariet-c... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- ZCare Monitor è il software di telediagnosi sanitaria integrato ad appositi saturimetri per monitorare i pazienti a domicilio in tempo reale, ridurre il numero di posti letto occupati a favore dei pazienti più gravi, migliorare la cura e supportare il personale sanitario e soprattutto prevedere in anticipo eventuali fenomeni in atto, grazie ad appositi algoritmi di Intelligenza Artificiale. ZCare HR è il software per gestire il personale medico, infermieristico e di supporto, calcolando il fabbisogno, coperture e carenze per ogni reparto e attivando processi di ricerca e selezione automatizzati. Nato in collaborazione con In-recruiting, azienda del Gruppo Zucchetti specializzata in software per il recruiting, è un supporto fondamentale in fasi di emergenza dove è necessario un continuo contributo di nuove professionalità. ZCare Monitor e ZCare HR sono gratuiti per tutti gli ospedali italiani fino al 30 settembre. RSA e Portale Parenti: l'app per rimanere in contatto con anziani e disabili Il supporto ad anziani e disabili ospitati in centri servizi e RSA e la comunicazione con le famiglie è un problema molto sentito, che deve essere gestito con efficienza e il massimo della privacy. Per questo Softwareuno, azienda del gruppo Zucchetti specializzata nello sviluppo di software per il mondo socio-sanitario, propone il Portale Parenti, un'app che consente ai familiari di essere costantemente informati sullo stato di salute dei loro cari, di comunicare con loro via chat e di leggere le news sulla struttura nella bacheca virtuale. Il Portale Parenti è gratuito fino al 31 luglio. Per maggiori informazioni sull'iniziativa www.portaleparenti.it Customer Care e CRM: agevolazioni per la sanità PAT, azienda del Gruppo Zucchetti specializzata in Customer Experience, offre a ospedali e aziende clienti operanti in ambito sanitario 100 giornate gratuite di servizi remoti per implementare servizi e processi a supporto degli utenti in ambito Service Desk, CRM e Customer Care e la possibilità di attivare licenze aggiuntive a titolo gratuito. L'iniziativa è valida fino al 30 giugno. Per approfittare subito qui tutte le info. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Saluti, Giovanni -- Giovanni Biscuolo
Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> writes: [...]
«Coronavirus, a Lodi pazienti seguiti a casa grazie a Telecovid: “Così si sgravano gli ospedali e si potenzia l’assistenza territoriale” https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/05/coronavirus-a-lodi-pazienti-segu...
[...]
Rosso: il paziente riscontra alterazioni importanti dei valori ed è necessario intervenire per portarlo in ospedale. Bianco: il paziente è stabile e non ha più bisogno di un monitoraggio telematico. Verde e giallo: le condizioni del paziente richiedono un approfondimento, che può svolgersi o con una telefonata dalla centrale operativa o con l’invio di personale sanitario per una visita domiciliare.
[...] Tanto per essere chiari: sono io l'unico a ritenermi *letteralmente* preso in giro dal fatto che per essere visitato in caso di codice «rosso» o «verde e giallo» è la centrale operativa a chiamarmi e non io a chiamare la centrale operativa? Detto in altre parole: se ho bisogno glielo dico io che ho problemi di salute, mica **il contrario** «Buongiorno, la chiamo dalla centrale operativa perché abbiamo rilevato che per tre letture consecutive i valori di saturazione del sangue sono preoccupanti», «Veramente io mi sento benissimo», «Ma è proprio sicuro sicuro?», «Ehrm, è che mi sono dimenticato di attaccare la sonda al dito; stamattina ho lavorato in smart-working e mi dava fastidio perché non riuscivo a premere bene le lettere iuyjhgnbv». Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non essere in grado di saper leggere «alcuni parametri vitali: temperatura, frequenza cardiaca e saturazione» e chiamare la centrale operativa nel caso ci siano dei problemi? Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non saper tenere un "diario clinico" *privato*, anche digitalizzato se del caso, da mostrare al medico se e solo se è davvero necessario? A cosa serve il monitoraggio telematico IoT [1]?!? Perché queste cose dovrebbero essere considerate soluzioni accettabili? Perché alle istituzioni, comprese quelle sanitarie, manca _completamente_ la necessaria cultura informatica?... ...anzi: manca o "ci fanno"? Si vede troppo che mi sono alterato? :-) Saluti. Giovanni [1] Internet of Things: davvero!??! Con tutti i casini indicibili di sicurezza che ormai non si contano più? Davvero volete monitorare la salute così?!? Posso gentilmente declinare l'offerta? Mi curate lo stesso? -- Giovanni Biscuolo
On Tue, May 05, 2020 13:08:26 PM +0200, Giovanni Biscuolo wrote:
Detto in altre parole: se ho bisogno glielo dico io che ho problemi di salute, mica **il contrario** ........ Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non essere in grado di saper leggere «alcuni parametri vitali: temperatura, frequenza cardiaca e saturazione» e chiamare la centrale operativa nel caso ci siano dei problemi?
Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non saper tenere un "diario clinico" *privato*, anche digitalizzato se del caso, da mostrare al medico se e solo se è davvero necessario?
Si', e hanno ragione, e quando si tratta di malattie infettive fanno benissimo, visto che non si tratta dei tuoi problemi di salute, ma di quelli degli altri. Ovviamente, Giovanni, non ce l'ho con te! La frase precedente ha SOLO lo scopo di ricordare che tu, come qualsiasi altro iscritto di una lista come questa, nel bene o nel male non e' affatto un caso tipico, anzi. Tu, io e credo qualsiasi altro nexiano siamo quasi sicuramente in grado di saper interpretare "alcuni parametri vitali", saper "tenere un diario clinico... anche digitalizzato" eccetera. Ma l'essere umano medio no. Detto serenamente, costruttivamente, senza nessun attacco personale... scherzi? In che mondo vivi? Se l'utente MEDIO di una rete aziendale qualsiasi dicesse al sysadmin "Davvero mi si crede cosi' deficiente da non saper gestire da solo warning e aggiornamenti del mio computer" che diresti? A fare come dici tu, tantissime persone che hanno responsabilita' diretta di parenti anziani dovrebbero lavorare part time, solo per gestire anche i diari clinici di quei parenti. E tantissimi altri, dalle legioni di plurilaureati ancora ORGOGLIOSI che "io di matematica e computer non ci capisco niente" a chi e' semplicemente incosciente, manderebbero dati insufficienti o sbagliati. Questo non significa che le tue/nostre preoccupazioni su privacy, sorveglianza eccetera siano infondate. Anzi. Significa solo che se non teniamo presente perche' tanti medici o primari ospedalieri preferiscono mille volte questo all'idea di fidarsi dei pazienti, non si va da nessuna parte. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
Caro Marco, grazie per aver espresso con franchezza quello che pensi "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> writes:
On Tue, May 05, 2020 13:08:26 PM +0200, Giovanni Biscuolo wrote:
Detto in altre parole: se ho bisogno glielo dico io che ho problemi di salute, mica **il contrario** ........ Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non essere in grado di saper leggere «alcuni parametri vitali: temperatura, frequenza cardiaca e saturazione» e chiamare la centrale operativa nel caso ci siano dei problemi?
Davvero c'è qualcuno che mi considera così deficiente da non saper tenere un "diario clinico" *privato*, anche digitalizzato se del caso, da mostrare al medico se e solo se è davvero necessario?
Si', e hanno ragione,
Mi hai appena dato del deficiente, effettivamente me la sono cercata :-D
e quando si tratta di malattie infettive fanno benissimo, visto che non si tratta dei tuoi problemi di salute, ma di quelli degli altri.
Ma guarda che stiamo parlando di persone che, con tutta probabilità, sono già in isolamento medico perché mandati a casa dall'ospedale (lo scopo dichiarato è quello di alleggerire gli ospedali), quindi non vedo come una modalità "manuale" (o meglio *offline*) di raccolta di quei tre dati clinici sia un problema di «salute degli altri» contrapposta a quella del singolo paziente. In altre parole lo use case di questa applicazione di telemedicina è ben definito e circoscritto. Inoltre, la tua frase mi da l'**impressione** (spero di sbagliarmi) che siccome si tratta della «salute degli altri» allora si applica un altro tipo di etica medica. Sull'etica ho un paio di cosine da dire, dopo.
Ovviamente, Giovanni, non ce l'ho con te!
Sì sì, non ti preoccupare: so che non si tratta di nulla di personale, idem anche per me (in _tutto_ quello che esprimo, non solo in questo messaggio).
La frase precedente ha SOLO lo scopo di ricordare che tu, come qualsiasi altro iscritto di una lista come questa, nel bene o nel male non e' affatto un caso tipico, anzi. Tu, io e credo qualsiasi altro nexiano siamo quasi sicuramente in grado di saper interpretare "alcuni parametri vitali", saper "tenere un diario clinico... anche digitalizzato" eccetera.
Io dico che questo tipo di fiducia se la meriti ogni singolo essere umano, non solo un nexiano (qualsiasi cosa voglia dire :-) ).
Ma l'essere umano medio no.
Credo che una differente percezione di fondo dell'essenza umana sia alla base delle nostre differenti visioni e rappresentazioni della realtà, ma magari mi sbaglio.
Detto serenamente, costruttivamente, senza nessun attacco personale... scherzi? In che mondo vivi?
Me lo chiedo spesso :-)
Se l'utente MEDIO di una rete aziendale qualsiasi dicesse al sysadmin "Davvero mi si crede cosi' deficiente da non saper gestire da solo warning e aggiornamenti del mio computer" che diresti?
Il mio cervello è andato in segfault quando ha analizzato l'analogia "aggiornamento del mio computer" con "mio stato di salute", non riesco ad elaborare. ...e comunque _soprattutto_ nel mio lavoro io pagherei per avere utenti anche sotto la media che si offendono quando non possono gestire in autonomia gli aggiornamenti del software (non di sistema) che usano; ma non andiamo OT sull'etica del sysadmin.
A fare come dici tu, tantissime persone che hanno responsabilita' diretta di parenti anziani dovrebbero lavorare part time, solo per gestire anche i diari clinici di quei parenti.
Io conosco alcune persone anziane autosufficienti, una è mia madre, che da anni tengono sotto controllo *alcuni* parametri "sentinella" oggi facilmente misurabili in merito al proprio stato di salute e li mostrano periodicamente al medico per adattare le terapie o stabilirne di nuove: pare che questo sistema di coinvolgimento della persona funzioni _estremamente_ bene e da qualche anno alcuni medici pare si stiano ponendo delle domande anche in merito all'efficacia della qualità del loro rapporto umano coi pazienti :-) . [...]
Questo non significa che le tue/nostre preoccupazioni su privacy, sorveglianza eccetera siano infondate. Anzi.
É esattamente per quello - perché non sono infondate - che quando informazioni così sensibili come quelle sulla salute vengono trattate con sistemi informatici, **specialmente** online (quando sento IoT o AI il mio istinto è quello di metter subito "mano alla fondina" :-)), occorre SAPERE MOLTO BENE come funzionano i sistemi digitali e non far finta che non esistano _montagne_ di evidenze che "nel digitale" c'è qualche "piccolo" problema di riservatezza *e* "bias". https://en.wikipedia.org/wiki/Medical_ethics#Healthcare_practice_and_privacy... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- With the expansion of internet healthcare platforms, online practitioner legitimacy and privacy accountability face unique challenges such as e-paparazzi, online information brokers, industrial spies, unlicensed information providers that work outside of traditional medical codes for profit. The American Medical Association (AMA) states that medical websites have the responsibility to ensure the health care privacy of online visitors and protect patient records from being marketed and monetized into the hands of insurance companies, employers, and marketers. [40] With the rapid unification of healthcare, business practices, computer science and e-commerce to create these online diagnostic websites, efforts to maintain health care system's ethical confidentiality standard need to keep up as well. Over the next few years, the Department of Health and Human Services have stated that they will be working towards lawfully protecting the online privacy and digital transfers of patient Electronic Medical Records (EMR) under The Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA). [41] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- ...e stiamo parlando della situazione nei paesi tecnologicamente più sviluppati e con più risorse al mondo, eh ;-). Nel caso specifico che ho commentato vorrei che venisse data pubblica evidenza che siano state considerate tutte le questioni problematiche del caso e quali siano le garanzie poste in essere. Immagino proprio che a ciascuno dei pazienti coinvolti sia stato chiesto il consenso al trattamento, ma trattandosi di questioni di rilevanza pubblica vorrei che queste informazioni siano pubblicamente disponibili (magari sono io che non son capace di trovarle).
Significa solo che se non teniamo presente perche' tanti medici o primari ospedalieri preferiscono mille volte questo all'idea di fidarsi dei pazienti, non si va da nessuna parte.
Io non credo proprio che tanti medici o primari ospedalieri la pensino così e quelli che la pansano così comunque... sbagliano :-D É con la _mancanza_ di fiducia - anche in campo medico - che non si va da nessuna parte... e purtroppo c'è qualcuno a questo mondo che ha fatto di tutto per _distruggerla_ la fiducia, in generale; sarà l'impresa di tutti gli uomini di buona volontà di questo secolo ricostruirla su _nuove_ basi, solide. Uno dei valori fondamentali dell'etica medica contemporanea [1] è il principio di autonomia del paziente [2] (condiviso parzialmente solo dai Confuciani e parte degli Islamici, mi pare), che IMHO include il coinvolgimento del paziente (e della famiglia, n.d.r) nella valutazione e comprensione del proprio stato di salute - propedeutico a un vero e sano consenso informato al trattamento medico - anche in relazione alla salute del prossimo; se il medico non si fida dell'autonomia del paziente viene meno uno dei principi etici importanti. Pare che il principio di autonimia sia stato introdotto perché: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- since the mid 19th century up to the 20th century, physician-patient relationships that once were more familiar became less prominent and less intimate, sometimes leading to malpractice, which resulted in less public trust and a shift in decision making power from the paternalistic physician model to today's emphasis on patient autonomy and self-determination. [17] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- ...quindi *anche* per riportare la relazione medico-paziente in un ambito più _familiare_, meno "asettico". Tra l'altro, l'atteggiamento (etero)paternalista è anche quello meno problematico a cui storicamente abbiamo dovuto assistere in campo medico; su questo permettimi di stendere un lungo velo pietoso. Per tornare alla «salute degli altri» vs «la tua salute» quando ci sono di mezzo patologie infettive, effettivamente il WHO stesso dichiara che c'è una certa carenza di dibattito sul tema: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- https://www.who.int/bulletin/volumes/86/8/08-056242/en/ [...] Humans and pathogens share a long co-evolution, and infections have exerted a remarkable influence on the course of historical events and human societies. This has been abundantly well documented by historians. Yet somehow, infectious diseases have not attracted a great deal of attention from bioethicists. [...] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (ovviamente fino a ieri, quando le grandi epidemie non riguardavano il mondo dei ricchi... ma diciamo che questo è un mio personalissimo rant da "altreconomista dilettante da strapazzo") Il concetto stesso di quarantena [3] così strettamente di attualità e legato a doppio filo con la salute pubblica, ha delle implicazioni etiche e sui diritti umani mica da ridere, anche su questo però non partiamo proprio da zero [4]: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- In addition, when quarantine is imposed, public health ethics specify that: * all restrictive actions must be well-supported by data and scientific evidence * all information must be made available to the public * all actions must be explained clearly to those whose rights are restricted and to the public * all actions must be subject to regular review and reconsideration. Finally, the state is ethically obligated to offer certain guarantees: * Infected people will not be threatened or abused. * Basic needs such as food, water, medical care, and preventive care will be provided. * Communication with loved ones and with caretakers will be permitted. * Constraints on freedom will be applied equally, regardless of social considerations. * Patients will be compensated fairly for economic and material losses, including salary. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Capisci perché, in questo ampio quadro, il "contact tracing digitale" o la "telemedicina degli infetti" assumano ai miei occhi, e non solo ai miei, un significato che molto si avvicina a "soluzionismo digitale"? Capisci anche perché sono sospettoso del fatto che questo tipo di "soluzionismo digitale" in **alcuni** casi sia proposto per secondi fini che poco hanno a che fare con la tutela della salute dei pazienti e di intere comunità? Capisci perché i sospettosi come me vorrebbero che le istituzioni fornissero evidenze chiare che le soluzioni digitali siano _valutate_sistematicamente_ (nel quadro ampio delle "cose già note") e che siano messe in campo tutte le misure tecnologiche ALLO STATO DELL'ARTE che siano in grado di _annullare_ BY DESIGN l'uso per altri fini delle informazioni raccolte? Capisci perché i sospettosi come me sostengono che in mancanza di tali evidenze meglio non fare nulla invece che fare qualcosa ad ogni costo, considerati i disastri "limitrofi" di cui già abbiamo evidenza: Echelon, Snowden, etc.? Questi miei riferimenti all'etica e al digitale non li ho aggiunti con l'intento di insinuare che tu quando sostieni «se ti trattano come deficiente [...] quando si tratta di malattie infettive fanno benissimo» sei insensibile a tali temi etici e digitali, anzi! ...è "solo" per dire che secondo me non è il caso di essere così tranchant. ;-) Grazie ancora per lo stimolo :-) Ciao. Giovanni [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Medical_ethics#Values [2] anche l'accettazione dell'ambigiutà in medicina ha una valenza e una portata mica da ridere: https://en.wikipedia.org/wiki/Medical_ethics#Acceptance_of_Ambiguity_in_Medi... [3] differente dall'isolamento medico oggetto dell'articolo che citavo nel primo messaggio del thread [4] https://en.wikipedia.org/wiki/Quarantine#The_United_Nations_and_the_Siracusa... [17] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21652559 -- Giovanni Biscuolo
Buongiorno Giovanni, e scusa il ritardo nella risposta. Ecco qualche spiegazione in piu' di quello che ho scritto la settimana scorsa:
Ma guarda che stiamo parlando di persone che, con tutta probabilità, sono già in isolamento medico perché mandati a casa dall'ospedale (lo scopo dichiarato è quello di alleggerire gli ospedali), quindi non vedo come una modalità "manuale" (o meglio *offline*) di raccolta di quei tre dati clinici sia un problema di «salute degli altri» contrapposta a quella del singolo paziente. In altre parole lo use case di questa applicazione di telemedicina è ben definito e circoscritto.
giusto. Qui, il problema di "salute degli altri" non e' di contagi, sta nel fatto che un paziente che scrive numeri a cavolo manda in confusione il medico che lo segue, facendogli sprecare tempo prezioso e rischiare di fargli fare diagnosi sbagliate, o inoltrare dati sbagliati agli epidemiologi che ci fanno statistiche, insomma di confusione e sottrazione di risorse al sistema sanitario.
Io dico che questo tipo di fiducia se la meriti ogni singolo essere umano, non solo un nexiano (qualsiasi cosa voglia dire :-) ).
Ma l'essere umano medio no.
Credo che una differente percezione di fondo dell'essenza umana sia alla base delle nostre differenti visioni e rappresentazioni della realtà, ma magari mi sbaglio.
qui per me ha gia' detto tutto quel che c'era da dire K di Men in Black, vent'anni fa, mi dispiace di non averlo ricordato prima: "a person is smart, people are dumb". che per me in questo ambito, vuol dire andarci cauti, e NON assumere che ogni paziente sia smart, anzi.
Io conosco alcune persone anziane autosufficienti...
OK, nessun dubbio su questo. E io ne conosco alcune brillanti, lucide e che quando lavoravano avevano incarichi gestionali di grande responsabilita', ma sono state pesantemente cazziate dal loro diabetologo perche' avevano fatto un casino inutilizzabile, e pericoloso perche' avrebbe portato a terapie sbagliate, nello scrivere il proprio diario della glicemia. Quindi, vedi sopra. Su grande scala, qual e' il tipo di paziente piu' diffuso, quello che hai incontrato tu, o quello che ho incontrato io? O meglio, il paziente medio da che parte sta fra quei due opposti? Sei davvero sicuro che sia piu' vicino al tuo "campione" che al mio? Perche' altrimenti a dire "prego signori, fate tutti da soli" fai piu' danni che altro, sempre su grande scala. Come minimo, un medico che ha a disposizione una possibilita' del genere dovrebbe proporla SOLO a pazienti sicuramente "smart", e quelli oggi sono una minoranza. Almeno qui e oggi. Se poi vogliamo educare ora tutti quelli che sono under 40 oggi, in modo che a 60/70 possano tutti fare telemedicina intelligente, allora sono assolutamente d'accordo. Pessimista, di natura, ma d'accordo.
(quando sento IoT o AI il mio istinto è quello di metter subito "mano alla fondina" :-)),
io pure: http://stop.zona-m.net/tag/iot http://stop.zona-m.net/tag/ai ma se OGGI c'e' una popolazione che in maggioranza ancora non e' pronta per levargli le ruotine dalla bicicletta, non posso ignorarlo.
Capisci perché, in questo ampio quadro, il "contact tracing digitale" o la "telemedicina degli infetti" assumano ai miei occhi, e non solo ai miei, un significato che molto si avvicina a "soluzionismo digitale"?
certo, e sono anche d'accordo. Cosi' come so da solo che certe soluzioni sono proposte per secondi fini. Ma non per questo posso essere contento quando vedo ignorare le capacita' "digitali" medie umane di oggi. L'ho detto quasi due mesi fa, e lo ripeto. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
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