AGCom, SWG e diffusione sondaggi in periodo pre-elettorale
Salve, mi piacerebbe avere la vostra opinione sull'interpretazione che L'AGCom ha fornito sulla legge sulla par condicio, e in particolare in merito al divieto di diffondere sondaggi pre-elettorali nei 15 giorni antecedenti il voto: la società SWG è stata abilitata dall'Autorità a commercializzare una app che consente di diffondere i sondaggi anche nel periodo di black-out pre-elettorale a beneficio di coloro che la scaricheranno (costo 9.99 euro, mi pare) con tablet e smart-phone. Questo perchè, nell'interpretazione dell'AGCom questi due "terminali" non sono ritenuti "mass media" nell'accezione della legge (che pure non precisa su quali mezzi NON possano essere diffusi i sondaggi). La notizia è stata data da 'il Fatto quotidiano', sul sito dell'AGCom non c'erano riscontri, ho visto però il video visualizzabile dal sito SWG http://politicapp.swg.it/ (ma anche da youtube), in cui viene proiettato anche il testo un e mail dell'AGCom contenente queste conclusioni. Forse la questione è anche nell'accesso a richiesta e a pagamento ai contenuti, nel vincolo a non "inoltrare" i dati, ma dovrebbe comunque prevalere la considerazione che l'accezione della legge 28/2000 proposta è un po' superata dalla attuale definizione di "mass media", o no? Insomma mi pare che forse l'Autorità di convergenza avrebbe potuto ragionare diversamente, o no? Marina
Come diceva Battisti (Lucio), <<come può uno scoglio arginare il mare...>> -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marina Caporale Inviato: domenica 3 febbraio 2013 22.57 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] AGCom, SWG e diffusione sondaggi in periodo pre-elettorale Salve, mi piacerebbe avere la vostra opinione sull'interpretazione che L'AGCom ha fornito sulla legge sulla par condicio, e in particolare in merito al divieto di diffondere sondaggi pre-elettorali nei 15 giorni antecedenti il voto: la società SWG è stata abilitata dall'Autorità a commercializzare una app che consente di diffondere i sondaggi anche nel periodo di black-out pre-elettorale a beneficio di coloro che la scaricheranno (costo 9.99 euro, mi pare) con tablet e smart-phone. Questo perchè, nell'interpretazione dell'AGCom questi due "terminali" non sono ritenuti "mass media" nell'accezione della legge (che pure non precisa su quali mezzi NON possano essere diffusi i sondaggi). La notizia è stata data da 'il Fatto quotidiano', sul sito dell'AGCom non c'erano riscontri, ho visto però il video visualizzabile dal sito SWG http://politicapp.swg.it/ (ma anche da youtube), in cui viene proiettato anche il testo un e mail dell'AGCom contenente queste conclusioni. Forse la questione è anche nell'accesso a richiesta e a pagamento ai contenuti, nel vincolo a non "inoltrare" i dati, ma dovrebbe comunque prevalere la considerazione che l'accezione della legge 28/2000 proposta è un po' superata dalla attuale definizione di "mass media", o no? Insomma mi pare che forse l'Autorità di convergenza avrebbe potuto ragionare diversamente, o no? Marina _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
ho commentato qui http://is.gd/bnpvKE se interessa.. Il 03/02/2013 22:56, Marina Caporale ha scritto:
Salve, mi piacerebbe avere la vostra opinione sull'interpretazione che L'AGCom ha fornito sulla legge sulla par condicio, e in particolare in merito al divieto di diffondere sondaggi pre-elettorali nei 15 giorni antecedenti il voto: la società SWG è stata abilitata dall'Autorità a commercializzare una app che consente di diffondere i sondaggi anche nel periodo di black-out pre-elettorale a beneficio di coloro che la scaricheranno (costo 9.99 euro, mi pare) con tablet e smart-phone. Questo perchè, nell'interpretazione dell'AGCom questi due "terminali" non sono ritenuti "mass media" nell'accezione della legge (che pure non precisa su quali mezzi NON possano essere diffusi i sondaggi). La notizia è stata data da 'il Fatto quotidiano', sul sito dell'AGCom non c'erano riscontri, ho visto però il video visualizzabile dal sito SWG http://politicapp.swg.it/ (ma anche da youtube), in cui viene proiettato anche il testo un e mail dell'AGCom contenente queste conclusioni. Forse la questione è anche nell'accesso a richiesta e a pagamento ai contenuti, nel vincolo a non "inoltrare" i dati, ma dovrebbe comunque prevalere la considerazione che l'accezione della legge 28/2000 proposta è un po' superata dalla attuale definizione di "mass media", o no? Insomma mi pare che forse l'Autorità di convergenza avrebbe potuto ragionare diversamente, o no? Marina
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