European Tech Insights
Buongiorno a tutti, una ricerca interessante da analizzare: un cittadino europeo su quattro preferirebbe lasciare che fosse un’intelligenza artificiale a prendere decisioni importanti sulla gestione del proprio Paese. Nei Paesi Bassi, in Germania e nel Regno Unito, la percentuale è ancora più alta con un cittadino su tre che ammette di preferire una macchina per determinare la direzione del proprio paese piuttosto che un essere umano. https://www.ie.edu/cgc/research/tech-opinion-poll-2019/# ed un articolo che ne individua alcune questioni https://forbes.it/2019/04/24/intelligenza-artificiale-al-posto-dei-politici/ Buona lettura! dl _________________________ www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Fanno bene i finlandesi a voler spiegare i rudimenti all' 1% della popolazione... In data 25 aprile 2019 9:28:14 AM don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> ha scritto:
Buongiorno a tutti,
una ricerca interessante da analizzare: un cittadino europeo su quattro preferirebbe lasciare che fosse un’intelligenza artificiale a prendere decisioni importanti sulla gestione del proprio Paese. Nei Paesi Bassi, in Germania e nel Regno Unito, la percentuale è ancora più alta con un cittadino su tre che ammette di preferire una macchina per determinare la direzione del proprio paese piuttosto che un essere umano.
https://www.ie.edu/cgc/research/tech-opinion-poll-2019/#
ed un articolo che ne individua alcune questioni
https://forbes.it/2019/04/24/intelligenza-artificiale-al-posto-dei-politici/
Buona lettura!
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On April 25, 2019 12:45:55 PM UTC, Stefano Quintarelli <Stefano@Quintarelli.it> wrote:
Fanno bene i finlandesi a voler spiegare i rudimenti all' 1% della popolazione...
Non lo so... i rudimenti non bastano per comprendere i limiti di una tecnologia. Si rischia (se non si spera) di diffondere una fiducis infondata nella tecnologia (e nelle persone che la dominano veramente). Sarebbe più seri insegnare Informatica approfonditamente a tutta la popolazione in età scolare, in modo che l'esperienza diretta di bug, vulnerabilità di sicurezza, GIGO, dark patterns etc... fornisse alla società nel suo complesso strumenti culturali adeguati all'epoca in cui viviamo. Giacomo
On Thu, Apr 25, 2019 at 01:49:04PM +0000, Giacomo <giacomo@tesio.it> wrote:
Sarebbe più seri insegnare Informatica approfonditamente a tutta la popolazione in età scolare, in modo che l'esperienza diretta di bug, vulnerabilità di sicurezza, GIGO, dark patterns etc... fornisse alla società nel suo complesso strumenti culturali adeguati all'epoca in cui viviamo.
Sarebbe fantastico e altrettanto utopico. Meno utopico ma irrealistico: algoritmi che decidono per le cose pubbliche e parlamenti e politicanti che legiferano amendamenti e patch per gli algoritmi, cercando di deviarli verso i loro bias. #adoro ciao pna "un bravo ragazzo"
On April 25, 2019 6:24:06 PM UTC, Puria Nafisi Azizi <puria@dyne.org> wrote:
On Thu, Apr 25, 2019 at 01:49:04PM +0000, Giacomo <giacomo@tesio.it> wrote:
Sarebbe più seri insegnare Informatica approfonditamente a tutta la popolazione in età scolare, in modo che l'esperienza diretta di bug, vulnerabilità di sicurezza, GIGO, dark patterns etc... fornisse alla società nel suo complesso strumenti culturali adeguati all'epoca in cui viviamo.
Sarebbe fantastico e altrettanto utopico.
Immagino sia ciò che direbbe uno scriba dell'antico Egitto ad un collega che proponesse una alfabetizzazione di massa. Non è affatto utopico, direi anzi che è inevitabile. Ciò che lo fa sembrare utopico, la soverchiante complessità accidentale che caratterizza l'Informatica odierna, va semplicemente rimossa, confinata in musei informatici a futura ed imperitura memoria. Luoghi dove i bambini possano vedere che fatica facevano i loro nonni a programmare. Ma una volta identificata e rimossa tutta la complessità accidentale, una volta ideato l'alfabeto giusto per insegnarla, sarà impensabile NON insegnarla a tutti.
Meno utopico ma irrealistico: algoritmi che decidono per le cose pubbliche e parlamenti e politicanti che legiferano amendamenti e patch per gli algoritmi, cercando di deviarli verso i loro bias.
Direi piuttosto totalmente distopico. Anzitutto gli algoritmi stanno solo nella mente di chi li conosce. Il software poi è una rappresentazione imperfetta di tali algoritmi, che viene interpretato da un computer non troppo diversamente da come un giradischi interpretata il tracciato di un vinile musicale. Infine il computer non decide, ma calcola. Qualcuno decide l'input, qualcuno scrive il programma, qualcuno interpreta l'output. Forse dovremmo tornare a chiamarli in italiano? Calcolatori? Grosse calcolatrici? Sgombrerebbe il campo da questi fraintendimenti? Io penso che le leggi andrebbero effettivamente scritte in un linguaggio di programmazione formalmente verificabile, in modo da poterne identificare rapidamente i problemi e le incongruenze o gli effetti inattesi. Ma la società non è una macchina deterministics e l'uomo nemmeno. Solo in un totalitarismo un uomo deve sottostare a leggi che stabiliscono cosa debba fare invece che determinare cosa possa o non possa fare ed eventualmente come. Giacomo
Una mia analisi sull'indagine riportata ed una riflessione critica sulla notizia (grazie per aver segnalato la notizia!) https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/30/intelligenza-artificiale-in-poli... "Se si riflette con calma prestando attenzione al punto di vista complementare, si nota infatti che il dato riportato implica che tre cittadini europei su quattro si oppongono a quest’idea di essere governati da “macchine intelligenti”. Al contrario, il comunicato stampa e il lancio della notizia si sono concentrati su quel cittadino su quattro che vuole essere governato dalle macchine, come a voler suggerire – a pensar male si fa peccato, ma… – che invece di una democrazia a suffragio universale che elegge “politici incapaci” siano meglio asettiche “macchine intelligenti” che non sbagliano mai. Mi sembra un’osservazione rilevante sul piano politico e mediatico. Cui prodest? e Quis custodiet ipsos custodes?, si studiava un tempo al liceo." Ciao, Enrico Il 25/04/2019 09:27, don Luca Peyron ha scritto:
Buongiorno a tutti,
una ricerca interessante da analizzare: un cittadino europeo su quattro preferirebbe lasciare che fosse un’intelligenza artificiale a prendere decisioni importanti sulla gestione del proprio Paese. Nei Paesi Bassi, in Germania e nel Regno Unito, la percentuale è ancora più alta con un cittadino su tre che ammette di preferire una macchina per determinare la direzione del proprio paese piuttosto che un essere umano.
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