Il lavoro, le piattaforme digitali e il reddito di cittadinanza
Ciao a tutt*, per coloro che non avessero avuto tempo di leggere l'ottimo post di Luca De Biase sulla profonda ambivalenza delle categorie che il lavoro attuale richiama, eccolo qui: "Cambia il lavoro nella “on demand economy”: freelance, contractors, digital labor, e altre ambiguità" http://blog.debiase.com/2016/01/07/cambia-il-lavoro-nella-demand-economy-fre... Per chi legge la lingua di Molière, ecco invece un rapporto che il Consiglio Nazionale del Digitale francese ha prodotto per preparare la prossima legge portata dal ministero del lavoro. C'è, come vi immaginarete, il mio zampino: parecchie pagine sono dedicate al digital labor e la raccomandazione centrale propone di istituire un reddito universale di cittadinanza. "Travail, emploi, numérique : les nouvelles trajectoires" http://www.cnnumerique.fr/wp-content/uploads/2015/11/Rapport-travail-version... Riassunto in inglese: "Automation is displacing jobs and killing aggregate demand in the economy. The development of invisible forms of production on the internet – what is commonly referred to as ‘digital labor’ – is leading to new forms of production that do not remunerate people for their work. As a consequence, there is a need for new kinds of redistribution systems, such as a basic income." http://www.basicincome.org/news/2016/01/france-digital-council-report-basic-... Cheers, -- Antonio A. Casilli Associate Professor, Telecom ParisTech Research Fellow Edgar-Morin Center (EHESS)
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Antonio Casilli