Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100 From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: <CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili abbiamo letto qui su Nexa.
già!
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli: "" stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA), supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro]) proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione dei software (attraverso tool di automazione open-source e ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel setup materiale. Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto senso
è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla, altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una chiosa: IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html "" Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al* digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa, l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha il *dovere
in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze. una delle mie esperienze sconfortanti: quindici anni fa ho scritto un libro pubblicato in quattro lingue (italiano, castigliano, inglese, francese), da case editrici anche non microscopiche, dal titolo "Nell'acquario di facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo". Ora pare che anche i progressisti di governo abbiano compreso quel che ci pareva ovvio allora: che miliardari sociopatici avidi di immortalità stavano scalando le democrazie (neo)liberali. e che le tecnologie sono politiche. Hanno implicazioni politiche concrete perché sono, anche, fatti sociali. Beh, quindici anni per arrivarci, poteva andare peggio :PP ma cmq c'è ancora chi sostiene che le criptomonete sono "uno strumento", e non hanno nulla a che fare con una visione politica à la Hayek. Hayek: uno che passa per liberale: nient'affatto, è l'ispiratore dei broligarchi, o tecno-baroni, o TESCREAL, o più chiaramente libertariani sociopatici miliardari. "si possono usare bene, dipende da come le usi", continuo a sentire. come no. chiediamo a ChatGPT cosa ne "pensa", così intanto bruciamo qualche foresta. c'è da disertare, nient'altro, dismettere tutto ciò, in massa.
civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio d'insuccesso. Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a questo artefatto, e viceversa. In concreto e rispettosamente: * sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità anche per altro. ** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.
ok raccolgo la sollecitazione: fine della pars destruens! rispetto al fare, mi preme sottolineare che negli ultimi 30 anni (da quando ne ho memoria io. senz'altro ce ne sono altre) ci sono state molte iniziative di grande successo. per me e per tante altre persone. ne cito alcune: A/I (Autistici/Inventati); framasoft; riseup.net, archive.org e tralascio le miriadi di iniziative più locali, ma molto internazionaliste, che come le precedenti non hanno bisogno di pubblicità, ma di braccia, menti e cuori per fare, per diffondere autonomia, autogestione e capacità di fare insieme. le università, screditate da decenni di immobilismo, nepotismo, arrivismo, selezione dei più mediocri per le posizioni apicali, ecc. sono diventate irrilevanti? forse. senz'altro nelle università non ci va (più) chi vuol far carriera: meglio il privato, e meglio università non europee, di certo non italiane, per quanto anche negli USA e altrove non si può dire che stiano messe bene quanto ad autonomia: tutti a pubblicare cose inutili o morire... ebbene, anche nelle università, come nelle scuole e in tutti i comparti pubblici e privati di questo paese e altrove, sono le persone che fanno e fanno andare avanti le cose, a prescindere dalle leggi e politiche "ufficiali". anzi: NONOSTANTE le leggi e le politiche ufficiali sempre più deliranti, guerrafondaie e suicide. questa è un'eccellente notizia: perché queste persone, che continuano a essere la maggioranza di chi fa, anche se non fanno notizia e sono frustrate da burocrazie deliranti, impoverite e bullizzate da prepotenti forti con i deboli e deboli con i forti in gerarchie sempre più ossificate... queste persone hanno continuato e continuano tuttora, nonostante tutto, a darsi una mano fra loro e a fare del loro meglio. e SONO la maggioranza. neanche troppo silenziosa: cmq fanno cose. quindi c'è un enorme potenziale, ora che è chiaro anche al povero Sanchez (al suo posto non ci so stare...) che le persone sono in balia di domini altri e non solo dei governi come il suo. Ma, povero Sanchez che si sente difensore della democrazia (eh no, sono le persone che fanno la democrazia, non i governanti...), non se ne esce certo facendo loro schedare ulteriormente i cittadini: ci manca solo che i social diventano pure come l'anagrafe pubblica, ma gestita dalle multinazionali! in Europa, in Italia, ragazze e ragazzi nelle scuole non vedono l'ora di farla finita con Google Classrom. con le notifiche pressanti degli smartphone. I loro insegnanti forse anche, ma perlopiù sono avviliti e mancano di coraggio... evitiamo le derive proibizioniste e strutturiamo proposte concrete. In cui le persone si riprendano in mano il potere di fare le cose: hanno in tasca delle macchine cibernetiche potentissime, ci sono reti interconnesse ovunque più o meno aperte e accessibili (ancora per quanto?), vietare è suicida. Regolamentare: ma non dall'alto: le persone, fra loro, nel loro gruppo, famiglia, lavoro. Moltissime persone lo fanno già. Hanno bisogno di una spinta, aiuto, possibilità e anche di un sintetico manifesto, perché no. una cosa di massima, non prescrittiva, ma chiara. Le persone continuano a fidarsi dei GAFAM perché non si fidano le une delle altre, e tantomeno dei governi e delle istituzioni, proprio come i minori non si fidano degli adulti che passano il tempo sui social e vogliono vietarli a loro: perché dovrebbero fidarsi? eppure... come i "minori" vedono e soffrono le contraddizioni, e si ribellano a modo loro (magari non escono più di casa, dalla stanza, mangiano e vomitano, ecc.), perché non vogliono obbedire a un mondo adulto delirante, così anche cooperanti nelle cooperative, associati nelle associazioni, sindacalisti nei sindacati, studenti e professori nelle università - e aziende, ospedali, pubbliche amministrazioni: c'è un sacco di gente che ne ha piene le tasche di obbedire. E se il miglior momento per cambiare le cose è senz'altro passato, ieri, in quel passato (mitico) che tanto piace ricordare, in quel passato di quando si son fatti tentativi frustrati... il secondo miglior momento è senz'altro ADESSO. lunedì presso IUAV / Venezia ho tenuto una "lezione" con decine di studenti di design che hanno scoperto che la loro università è afflitta da illegalismo grave (Google Suite + Microsoft), getta al vento i loro soldi oltre che regalare i loro dati e violare la loro privacy e li costringe a usare piattaforme disfunzionali (vedi alla voce "Cineca". dicunt.). Lo sapevano già, lo sospettavano: ho solo messo insieme i puntini che già conoscevano, insieme al fatto che in quanto designer, sono i loro colleghi più grandicelli ad aver disegnato le piattaforme di autoabuso di massa che oggi si vorrebbe bandire per legge... Così, visto che volevano "risposte pratiche", per evitare la solita accusa di "vabbè ma tu sei un nerd privilegiato, noi abbiamo cose concrete da fare", ho mostrato loro un'istanza di Subsai https://github.com/abdeladim-s/subsai perché una delle loro necessità è sbobinare cose e fare sottotitoli: sì, quei modelli sono chiusi, come tutti quelli funzionanti al momento, del resto. No, almeno non usano roba dall'altra parte dell'oceano gestita in trumplandia: hanno imparato che possono farselo sul loro computer, e magari "imporre" all'università di strutturare servizi analoghi. è poco? certo. ma non è nulla. anzi: è tutto ciò che serve. e che le istituzioni la smettano con i deliri tecnoburocratici di asservimento al potente di turno. chi ha potere, lo usi. chi non ce l'ha, se lo prenda. noi continueremo a diffonderlo. questo è hacking. grazie per l'occasione scusate s'è fatto tardi e c'è molto da fare :D k.
Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto: From: Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Proprio così. Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende complici). Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico federato basato tutto su sw Open Source. Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti. Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università. Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere servizi digitali comuni gestiti in proprio. Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà. — Beppe
On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com <mailto: vetere.guido@gmail.com>> To: abregni <abregni@iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>> Cc: Antonio <antonio@piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>, nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF= j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF =j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono : - Certificazione dell'identità (facile da aggirare) - Moderazione e factchecking (ha già fallito) - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti (giuridicamente assurda)
Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare? Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate. L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee. E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
G.
On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it <mailto: abregni@iperv.it>> wrote:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia). Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda...
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti? G. Il Ven 24 Gen 2025, 18:19 karlessi <karlessi@alekos.net> ha scritto:
Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100 From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: < CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili abbiamo letto qui su Nexa.
già!
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli: "" stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA), supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro]) proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione dei software (attraverso tool di automazione open-source e ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel setup materiale. Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto senso
è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla, altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una chiosa:
IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html "" Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al* digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa, l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha il *dovere
in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
una delle mie esperienze sconfortanti: quindici anni fa ho scritto un libro pubblicato in quattro lingue (italiano, castigliano, inglese, francese), da case editrici anche non microscopiche, dal titolo "Nell'acquario di facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo". Ora pare che anche i progressisti di governo abbiano compreso quel che ci pareva ovvio allora: che miliardari sociopatici avidi di immortalità stavano scalando le democrazie (neo)liberali.
e che le tecnologie sono politiche. Hanno implicazioni politiche concrete perché sono, anche, fatti sociali. Beh, quindici anni per arrivarci, poteva andare peggio :PP ma cmq c'è ancora chi sostiene che le criptomonete sono "uno strumento", e non hanno nulla a che fare con una visione politica à la Hayek. Hayek: uno che passa per liberale: nient'affatto, è l'ispiratore dei broligarchi, o tecno-baroni, o TESCREAL, o più chiaramente libertariani sociopatici miliardari. "si possono usare bene, dipende da come le usi", continuo a sentire. come no. chiediamo a ChatGPT cosa ne "pensa", così intanto bruciamo qualche foresta. c'è da disertare, nient'altro, dismettere tutto ciò, in massa.
civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio d'insuccesso. Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a questo artefatto, e viceversa. In concreto e rispettosamente: * sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità anche per altro. ** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.
ok raccolgo la sollecitazione: fine della pars destruens!
rispetto al fare, mi preme sottolineare che negli ultimi 30 anni (da quando ne ho memoria io. senz'altro ce ne sono altre) ci sono state molte iniziative di grande successo. per me e per tante altre persone. ne cito alcune: A/I (Autistici/Inventati); framasoft; riseup.net, archive.org e tralascio le miriadi di iniziative più locali, ma molto internazionaliste, che come le precedenti non hanno bisogno di pubblicità, ma di braccia, menti e cuori per fare, per diffondere autonomia, autogestione e capacità di fare insieme.
le università, screditate da decenni di immobilismo, nepotismo, arrivismo, selezione dei più mediocri per le posizioni apicali, ecc. sono diventate irrilevanti? forse. senz'altro nelle università non ci va (più) chi vuol far carriera: meglio il privato, e meglio università non europee, di certo non italiane, per quanto anche negli USA e altrove non si può dire che stiano messe bene quanto ad autonomia: tutti a pubblicare cose inutili o morire...
ebbene, anche nelle università, come nelle scuole e in tutti i comparti pubblici e privati di questo paese e altrove, sono le persone che fanno e fanno andare avanti le cose, a prescindere dalle leggi e politiche "ufficiali". anzi: NONOSTANTE le leggi e le politiche ufficiali sempre più deliranti, guerrafondaie e suicide.
questa è un'eccellente notizia: perché queste persone, che continuano a essere la maggioranza di chi fa, anche se non fanno notizia e sono frustrate da burocrazie deliranti, impoverite e bullizzate da prepotenti forti con i deboli e deboli con i forti in gerarchie sempre più ossificate... queste persone hanno continuato e continuano tuttora, nonostante tutto, a darsi una mano fra loro e a fare del loro meglio. e SONO la maggioranza. neanche troppo silenziosa: cmq fanno cose.
quindi c'è un enorme potenziale, ora che è chiaro anche al povero Sanchez (al suo posto non ci so stare...) che le persone sono in balia di domini altri e non solo dei governi come il suo. Ma, povero Sanchez che si sente difensore della democrazia (eh no, sono le persone che fanno la democrazia, non i governanti...), non se ne esce certo facendo loro schedare ulteriormente i cittadini: ci manca solo che i social diventano pure come l'anagrafe pubblica, ma gestita dalle multinazionali!
in Europa, in Italia, ragazze e ragazzi nelle scuole non vedono l'ora di farla finita con Google Classrom. con le notifiche pressanti degli smartphone. I loro insegnanti forse anche, ma perlopiù sono avviliti e mancano di coraggio... evitiamo le derive proibizioniste e strutturiamo proposte concrete. In cui le persone si riprendano in mano il potere di fare le cose: hanno in tasca delle macchine cibernetiche potentissime, ci sono reti interconnesse ovunque più o meno aperte e accessibili (ancora per quanto?), vietare è suicida. Regolamentare: ma non dall'alto: le persone, fra loro, nel loro gruppo, famiglia, lavoro. Moltissime persone lo fanno già. Hanno bisogno di una spinta, aiuto, possibilità e anche di un sintetico manifesto, perché no. una cosa di massima, non prescrittiva, ma chiara. Le persone continuano a fidarsi dei GAFAM perché non si fidano le une delle altre, e tantomeno dei governi e delle istituzioni, proprio come i minori non si fidano degli adulti che passano il tempo sui social e vogliono vietarli a loro: perché dovrebbero fidarsi? eppure... come i "minori" vedono e soffrono le contraddizioni, e si ribellano a modo loro (magari non escono più di casa, dalla stanza, mangiano e vomitano, ecc.), perché non vogliono obbedire a un mondo adulto delirante,
così anche cooperanti nelle cooperative, associati nelle associazioni, sindacalisti nei sindacati, studenti e professori nelle università - e aziende, ospedali, pubbliche amministrazioni: c'è un sacco di gente che ne ha piene le tasche di obbedire. E se il miglior momento per cambiare le cose è senz'altro passato, ieri, in quel passato (mitico) che tanto piace ricordare, in quel passato di quando si son fatti tentativi frustrati... il secondo miglior momento è senz'altro ADESSO.
lunedì presso IUAV / Venezia ho tenuto una "lezione" con decine di studenti di design che hanno scoperto che la loro università è afflitta da illegalismo grave (Google Suite + Microsoft), getta al vento i loro soldi oltre che regalare i loro dati e violare la loro privacy e li costringe a usare piattaforme disfunzionali (vedi alla voce "Cineca". dicunt.). Lo sapevano già, lo sospettavano: ho solo messo insieme i puntini che già conoscevano, insieme al fatto che in quanto designer, sono i loro colleghi più grandicelli ad aver disegnato le piattaforme di autoabuso di massa che oggi si vorrebbe bandire per legge...
Così, visto che volevano "risposte pratiche", per evitare la solita accusa di "vabbè ma tu sei un nerd privilegiato, noi abbiamo cose concrete da fare", ho mostrato loro un'istanza di Subsai https://github.com/abdeladim-s/subsai perché una delle loro necessità è sbobinare cose e fare sottotitoli: sì, quei modelli sono chiusi, come tutti quelli funzionanti al momento, del resto. No, almeno non usano roba dall'altra parte dell'oceano gestita in trumplandia: hanno imparato che possono farselo sul loro computer, e magari "imporre" all'università di strutturare servizi analoghi. è poco? certo. ma non è nulla. anzi: è tutto ciò che serve. e che le istituzioni la smettano con i deliri tecnoburocratici di asservimento al potente di turno.
chi ha potere, lo usi. chi non ce l'ha, se lo prenda. noi continueremo a diffonderlo. questo è hacking.
grazie per l'occasione
scusate s'è fatto tardi e c'è molto da fare :D
k.
Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <
nexa-request@server-nexa.polito.it>
ha scritto: From: Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Proprio così. Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende complici). Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico federato basato tutto su sw Open Source. Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti. Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università. Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere servizi digitali comuni gestiti in proprio. Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà. — Beppe
On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com <mailto: vetere.guido@gmail.com>> To: abregni <abregni@iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>> Cc: Antonio <antonio@piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>, nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF= j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com <mailto: CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF =j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono : - Certificazione dell'identità (facile da aggirare) - Moderazione e factchecking (ha già fallito) - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti (giuridicamente assurda)
Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare? Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate. L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee. E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
G.
On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it <mailto: abregni@iperv.it>> wrote:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione
del
problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia). Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda...
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi "perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?" Ne parlavo qui: https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci... e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto) https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c... Marco
Salve... Un bell'ultimo miglio di rete in fibra di proprietà dei cittadini ("monopolio diffuso"), su cui costruire libertà (da potentati e media), democrazia e forse un'economia più vicina alle persone, ...continua a non interessare nessuno? La vecchia storia della proprietà privata dei mezzi di produzione -- in questo caso addirittura di una infrastruttura molto importante -- c'è la siamo dimenticata del tutto? La tigre dai piedi di argilla si vince erodendone i piedi..., non mettendole delle calze diverse. Volete davvero cambiare qualcosa con un social? Si cambia ...cominciando davvero a cambiare. [Scusate lo sfogo. Buona settimana.] Il 2025-01-27 06:38 M. Fioretti ha scritto:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90. se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che fine ha fatto la mia fidanzata del liceo, idem. questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel social? perché ci stanno tutti ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di search, sperando che quelle implementate dal mio provider funzionino, ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo dico che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere invece di buttare soldi in framework programs pieni di burocrazia ma (spesso) vuoti di risultati G: PS: by the way: che ne pensiamo di Solid? https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project) On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
Ciao Guido, Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione (EC) come responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno parzialmente. La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della Unione, non dei singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri. Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione, l'energia, le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero ingenti risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni. Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è 'nostra', dei paesi Membri, non della EC. Cordialmente, Alessandro On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90. se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che fine ha fatto la mia fidanzata del liceo, idem. questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel social? perché ci stanno tutti ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di search, sperando che quelle implementate dal mio provider funzionino, ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo dico che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere invece di buttare soldi in framework programs pieni di burocrazia ma (spesso) vuoti di risultati G: PS: by the way: che ne pensiamo di Solid? https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)
On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna
Ciccone
(Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
Non capisco il dissenso: il DG RTD da chi dipende? Chi ha deliberato (ad esempio) la spesa di 1 Miliardo per quel epic fail dello Human Brain Project (HBP)? Dico: sai quanti super-pond Mastodon (o qualcosa di meglio) avremmo potuto avere oggi con quei soldi? G. On Mon, 27 Jan 2025 at 10:10, Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> wrote:
Ciao Guido,
Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione (EC) come responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno parzialmente.
La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della Unione, non dei singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri.
Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione, l'energia, le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero ingenti risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni. Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è 'nostra', dei paesi Membri, non della EC.
Cordialmente, Alessandro
On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90. se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che fine ha fatto la mia fidanzata del liceo, idem. questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel social? perché ci stanno tutti ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di search, sperando che quelle implementate dal mio provider funzionino, ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo dico che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere invece di buttare soldi in framework programs pieni di burocrazia ma (spesso) vuoti di risultati G: PS: by the way: che ne pensiamo di Solid? https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)
On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
On Mon, 27 Jan 2025 at 11:08, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:
Non capisco il dissenso: il DG RTD da chi dipende? Chi ha deliberato (ad esempio) la spesa di 1 Miliardo per quel epic fail dello Human Brain Project (HBP)? Dico: sai quanti super-pond Mastodon (o qualcosa di meglio) avremmo potuto avere oggi con quei soldi?
Hai ragione Guido, anche se il progetto di ricerca HBP e il supporto alla diffusione super-pond Mastodon sono cose completamente diverse. In ogni caso, il mio punto è che l'Europa siamo 'noi', come Paesi Membri (Consiglio Europeo in primis) e cittadini (elezioni EP). Siamo 'noi' che abbiamo scelto di dedicare i fondi al progetto HBP - Human Brain Project <https://www.humanbrainproject.eu/en/> nel 2013 e non ad altro. Alessandro
G.
On Mon, 27 Jan 2025 at 10:10, Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> wrote:
Ciao Guido,
Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione (EC) come
responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno parzialmente.
La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della Unione, non dei
singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri.
Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione, l'energia,
le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero ingenti risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni.
Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è 'nostra', dei paesi Membri, non della EC.
Cordialmente, Alessandro
On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90. se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che fine ha fatto la mia fidanzata del liceo, idem. questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel social? perché ci stanno tutti ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di search, sperando che quelle implementate dal mio provider funzionino, ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo dico che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere invece di buttare soldi in framework programs pieni di burocrazia ma (spesso) vuoti di risultati G: PS: by the way: che ne pensiamo di Solid? https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)
On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net>
wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre
Arianna Ciccone
(Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
On Mon, Jan 27, 2025 09:15:47 AM +0100, Guido Vetere wrote:
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90.
Si', ma ormai sappiamo bene che e' una forza nello stesso senso in cui il cancro e' una forza, o l'acqua quando te la fan bere a forza: troppo, semplicemente troppo. Questo intendo. Marco
On Mon, Jan 27, 2025 06:38:47 AM +0100, Marco Fioretti wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna Ciccone (Valigia blu): https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*, capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in grado di reggere?"
aggiungo: l'articolo su Valigia Blu non ho ancora avuto tempo di leggerlo con calma come merita, ma mi e' capitato davanti su FB il post in cui Arianna Ciccone invita a leggerlo, e sto godendo a leggere cose come: "La prima tappa sarà disattivare i commenti sulle piattaforme. Si torna a casa. La conversazione con la nostra Community tornerà sul sito di Valigia Blu." avendo osservato TREDICI anni fa che ogni "testata evoluta dovrebbe poi fornire ai suoi lettori uno spazio [di discussione] più sofisticato, e soprattutto più coerente con le sue stesse politiche di privacy." -> https://stop.zona-m.net/it/2012/01/il-fatto-quotidiano-si-butta-su-facebook-...
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soci...
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-c...
Marco
On ven, 2025-01-24 at 18:19 +0100, karlessi wrote:
Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100 From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: <CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili abbiamo letto qui su Nexa.
già!
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli: "" stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA), ...
è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla, altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una chiosa:
IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
Buongiorno a tutti, Mastodon e "dare l'esempio" sono ovviamente passi nella direzione giusta, ma anche io sono d'accordo che bisogna essere realistici: c'è da lavorare. Una persona che non mi stima più ma che io continuo a stimare mi disse una volta, quasi quaranta anni fa. "Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di portare avanti da solo." Dare l'esempio è utile, forse necessario, ma per partire serenamente bisogna essere in grado, quando ti volterai un attimo indietro e scoprirai che non c'è nessuno, di poter continuare, serenamente e con le energie necessarie, in attesa che altri si associno. E' perché nessuno si preoccupa della durata e della sostenibilità che la storia dei movimenti hacker e degli eretici tecnologici è piena di scheletri di iniziative bellissime morte di inedia. Io, nel mio piccolo, poiché tra poco compirò 70 anni, sto occupandomi di conservazione, sia proponendo un'iniziativa ... :-) ...che preoccupandomi di far durare alcune cose, siti e similia quando non ci sarò più. Per lo stesso motivo, quando si decide di partire in una nuova, giusta, bella, iniziativa dimostrativa bisogna anche preoccuparsi subito di queste cose. JM2C. Marco
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html "" Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al* digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa, l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha il *dovere
in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
Ciao.
"Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di portare avanti da solo."
Mi dispiace, ma non ha alcun senso: - Se si fanno delle società, è perché uno è un bravo tecnico e l'altro è un bravo commerciale; - E, se si vogliono fare delle rivoluzioni, ...da solo vai poco lontano. Se sono in grado di fare una cosa da solo, ...cosa la propongo a fare? La faccio! Non perdo neanche tempo a farmi bello con gli altri... Io "mi faccio bello" -- nel senso che ne parlo -- delle iniziative che vorrei tanto si facessero, ma serve che anche altri ci mettano del loro (e persino "tengo in vita" idee buone di altri, che non sono in grado di realizzare, ma avrebbero molto senso): - http://www.ybnd.eu/docs/Settimana_8gg.pdf (idea di un americano del 1965; la sto mandando -- dopo vani tentativi tipo Expo Milano -- a una conferenza sulle Smart Cities, ...ma loro vogliono articoli di 16 pagine minimo, scritti secondo un format che poi al link indicato non si trova, e altre consimili amenità; eppoi, quando Eistein prendeva un Nobel per tre paginette, mica gli contestavano il format, o no?); - http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf (idea originale di un americano del 1996); - http://www.ybnd.eu/docs/Auto_ibrida.pdf (mi spieghi come "la faccio da solo"?); - http://www.ybnd.eu/docs/Sintesi_YBN.pdf ; www.ybnd.eu/docs/YBN_intro_n.zip (qui potrei anche fare da me, ma in questi ultimi decenni l'IT è stata fatta diventare un bel casino, e io voglio una realizzazione tecnica semplice com'è semplice la concettualizzazione che sta alla base del progetto; ...e poi mi serve una Telco per andare avanti); - http://www.ybnd.eu/docs/Time_maths.pdf (qui so come si fa: è già fatto! Però far adottare la cosa, farci ricerca sopra per cogliere una serie di possibili vantaggi...; ho dissodato il terreno, e a quasi 75 anni vorrei che anche altri ci mettessero mano); - http://www.ybnd.eu/docs/UAQ4.pdf (questa è un'idea altrui, che ho cercato di diffondere dal 2011 quando ne ho saputo qualcosa; mancano volontà politica e industriale); - http://www.ybnd.eu/docs/Sic_est_Iw.pdf (questa è una stima della grandezza delle ruberie sistematiche che sono in corso; ...a qualcuno frega qualcosa, almeno per incazzarsi di brutto? Ho provato molte volte a far arrivare il messaggio via media, ma -- chissà perché -- non ci sono riuscito); - http://www.ybnd.eu/docs/Tecn_ins.pdf (questo invece è un "regalo" per chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui; è la copia OCR di un capitolo di un libro, che -- a parte un po' di noia verbosa centrale -- io trovo bellissimo). Aloha. ----- Original Message ----- From: Marco A. Calamari To: karlessi ; nexa@server-nexa.polito.it Sent: Saturday, January 25, 2025 10:15 AM Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social On ven, 2025-01-24 at 18:19 +0100, karlessi wrote: Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100 From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social Message-ID: <CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8" E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili abbiamo letto qui su Nexa. già! Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli: "" stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA), ... è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla, altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una chiosa: IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D Buongiorno a tutti, Mastodon e "dare l'esempio" sono ovviamente passi nella direzione giusta, ma anche io sono d'accordo che bisogna essere realistici: c'è da lavorare. Una persona che non mi stima più ma che io continuo a stimare mi disse una volta, quasi quaranta anni fa. "Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di portare avanti da solo." Dare l'esempio è utile, forse necessario, ma per partire serenamente bisogna essere in grado, quando ti volterai un attimo indietro e scoprirai che non c'è nessuno, di poter continuare, serenamente e con le energie necessarie, in attesa che altri si associno. E' perché nessuno si preoccupa della durata e della sostenibilità che la storia dei movimenti hacker e degli eretici tecnologici è piena di scheletri di iniziative bellissime morte di inedia. Io, nel mio piccolo, poiché tra poco compirò 70 anni, sto occupandomi di conservazione, sia proponendo un'iniziativa ... :-) ...che preoccupandomi di far durare alcune cose, siti e similia quando non ci sarò più. Per lo stesso motivo, quando si decide di partire in una nuova, giusta, bella, iniziativa dimostrativa bisogna anche preoccuparsi subito di queste cose. JM2C. Marco https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html "" Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al* digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa, l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha il *dovere in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
On sab, 2025-01-25 at 10:47 +0100, Alfredo Bregni wrote: > > Ciao. > > >"Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di > portare avanti da solo." > > Mi dispiace, ma non ha alcun senso: > - Se si fanno delle società, è perché uno è un bravo tecnico e l'altro è un > bravo commerciale; > - E, se si vogliono fare delle rivoluzioni, ...da solo vai poco lontano. > > Se sono in grado di fare una cosa da solo, ...cosa la propongo a fare? La > faccio! > Non perdo neanche tempo a farmi bello con gli altri... > > Io "mi faccio bello" -- nel senso che ne parlo -- delle iniziative che vorrei > tanto si facessero, ma serve che anche altri ci mettano del loro (e persino > "tengo in vita" idee buone di altri, che non sono in grado di realizzare, ma > avrebbero molto senso): Ciao Alfredo, non interverrò ulteriormente sulla questione dopo questo messaggio, perché la lista non ha bisogno di tempeste ma di mail dense e significative, come d'uso. La frase ti sembra priva di senso perché l'hai attribuita ad un archetipo di persona che hai scelto, probabilmente inconsapevolmente, tu. Se invece la attribuisci a degli attivisti che già nel 1988 portavano avanti iniziative hacker libertarie, e che hanno una certa esperienza a riguardo, o semplicemente a persone mediamente intelligenti ed in buona fede, vedrai che il senso ti diventerà chiaro. Od almeno così spero, altrimenti la responsabilità sarebbe mia per incapacità di scrivere in maniera comprensibile. JM2C. Marco
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