Cloud europeo per maggiore competitività
Interessante, ma mi chiedo perchè non si stia organizzando un cloud, nazionale o europeo, destinato esclusivamente alla PA: a titolo personale, mi aiuterebbe a superare la diffidenza che nutro verso il cloud - anche se certificato - per i dati sensibili della mia amministrazione. Buona giornata a tutti https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/cloud-europeo-priorita-nella-... [https://dm2ue6l6q7ly2.cloudfront.net/wp-content/uploads/2018/12/18100621/cloud-saas.jpg]<https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/cloud-europeo-priorita-nella-corsa-alla-competizione-globale/> Cloud europeo, priorità nella corsa alla competizione globale | Agenda Digitale<https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/cloud-europeo-priorita-nella-...> Omogeneità normativa ed eliminazione delle barriere che frammentano i mercati locali i pilastri cruciali per la messa a punto di una "nuvola" sovranazionale. In grado di spingere l'economia dei dati come leva di crescita e occupazione. E riacquistare centralità nello scenario geopolitico dominato dal conflitto Usa-Cina www.agendadigitale.eu
Ciao Diego On 10/04/2019, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> wrote:
Interessante, ma mi chiedo perchè non si stia organizzando un cloud, nazionale o europeo, destinato esclusivamente alla PA: a titolo personale, mi aiuterebbe a superare la diffidenza che nutro verso il cloud - anche se certificato - per i dati sensibili della mia amministrazione.
Diffidenza molto ben riposta! Spero almeno che il GDPR ci permetta di rifiutare il trasferimento di dati che ci riguardano ad enti che non appartengono alla pubblica amministrazione. Di certo, nel 2019, trasferire ed accentrare i dati amministrativi di una nazione (per non parlare di quella di tutta Europa) non corrisponde alla "diligenza del buon padre di famiglia" che dovrebbe improntare l'azione del Governo. Comunque non mi è mai chiaro perché ci mettiamo sempre ad inseguire quando potremmo facilmente guidare. E' sempre incompetenza? Miopia? Lobbying? Di certo è deprimente. L'autrice scrive:
Il ruolo dell’Unione Europea nella contesa digitale è ancora da decidere; piuttosto che subire i condizionamenti dell’una o dell’altra superpotenza, appare molto più conveniente dimostrarsi il terzo grande protagonista. E in uno scenario internazionale, dove tutto è automatizzato e interconnesso, la competizione richiede consapevolezza digitale, mirata a spingere le nuove tendenze dall’IoT allo Smart Working.
Invece che spingere ciò che le "tendenze" di mercato (aka hype etero-guidato) dovremmo fermarci e pensare a quale problema vogliamo risolvere... e come. (e ricordate, la 'S' in 'IoT' sta per Sicurezza! ;-) Se scegliamo di competere sulle tecnologie centralizzanti (e sorveglianti) su cui Europa e Cina hanno anni di vantaggio, siamo condannati a inseguire. E se invece provassimo a inventare una nuova strada? Una strada basata sulla distribuzione, l'integrazione e la competenza? Probabilmente si vuole semplicemente dare tanti soldi ad una azienda per farne il "campione Europeo" ed il cloud della PA è una scusa perfetta. In Italia l'abbiamo già fatto. Con la stessa azienda citata nell'articolo. Tramite la PEC. Fra qualche anno ci ritroveremo con un'Alitalia dell'informatica, ma almeno Google sarà felice di "dare una mano". Che fortuna per i nostri dati! :-D Giacomo
considerando che ci sono >10mila punti di erogazione di servizi fatti direttamente dalla PA, l'opzione diretta PA si puo' dire che sia il default. alcuni di questi hanno cloud (e.g. virtualizzazione, orghestrtaizone, ecc.) come service provider ci sono delle opzioni pubbliche, se una amministrazione vuole (a partire dalle inhouse regionali) in genere il pubblico e' meno efficiente (per rigidita' strutturali) ciao, s. On 10/04/2019 08:26, Diego Giorio wrote:
Interessante, ma mi chiedo perchè non si stia organizzando un cloud, nazionale o europeo, destinato esclusivamente alla PA: a titolo personale, mi aiuterebbe a superare la diffidenza che nutro verso il cloud - anche se certificato - per i dati sensibili della mia amministrazione.
Buona giornata a tutti
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Ciao Stefano! On 10/04/2019, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
considerando che ci sono >10mila punti di erogazione di servizi fatti direttamente dalla PA, l'opzione diretta PA si puo' dire che sia il default. alcuni di questi hanno cloud (e.g. virtualizzazione, orghestrtaizone, ecc.) come service provider ci sono delle opzioni pubbliche, se una amministrazione vuole (a partire dalle inhouse regionali)
Infatti un approccio interessante ed innovativo potrebbe consistere nel valorizzare l'infrastruttura esistente, aumentandone la qualità, l'affidabilità e la sicurezza. Non è certamente facile. Anzitutto, bisogna conoscere profondamente le diverse tecnologie disponibili (per non farsi prendere per il naso da chi le vende o dagli entusiasmi per le novità) Ma bisogna anche conoscere ed analizzare i sistemi umani in cui la tecnologia deve integrarsi, per pianificare processi che non rendano inutile o addirittura controproducente lo sforzo. Per contro centralizzare è sempre facile. Delegare ad una (o poche) grosse aziende l'intera elaborazione della PA è facile. Si scrive su qualche pezzo di carta un po' di promesse e via! Tranquilli fino al prossimo scandalo. Ma delegheresti ad un azienda che opera secondo criteri di mercato la gestione del tuo sistema nervoso? Pensaci: cosa potrebbe andare storto?
in genere il pubblico e' meno efficiente (per rigidita' strutturali)
Efficiente in termini energetici? Probabile. In termini economici? No. Anche se non ci piace ricordarlo, è il monopolista a fare le regole e i prezzi. Si può intervenire per minimizzare quelle rigidità strutturali? Stabilire protocolli di scambio dati fra diverse Nazioni, istruire plotoni di sistemisti per renderli garantire (e rispondere) della sicurezza dei sistemi della PA, distribuire razionalmente i dati sul territorio... richiede intelligenza e competenza. Ma se aumenti le competenze sul territorio, incrementi la sicurezza aumentando il costo medio di ogni singolo attacco. E se distribuisci accortamente i dati e le elaborazioni sul territorio, riduci il valore dei dati acquisibili con un singolo attacco ad un nodo della rete. Dunque aumenti il costo e riduci il ritorno di ogni singolo attacco. Invece accentrando ti fidi di una società che opera per massimizzare profitti e costituisce un single point of failure (sia economico che tecnologico). Giacomo
re. cloud: On 10/04/2019 14:23, Giacomo Tesio wrote:
Ma delegheresti ad un azienda che opera secondo criteri di mercato la gestione del tuo sistema nervoso?
secondo te e' un paragone appropriato ? non mi risultano assessori e stradini che producono il proprio silicio. btw, se uno e' in grado di fare, e' anche in grado di controllare che sia ben fatto. la risposta alla domanda comunque e' si. lo delego spessissimo. e non solo il mio sistema nervoso, ma anche tutto il resto, anche tra 3 ore quando prendero' un aereo per tornare in italia. ciao, s. -- reserve your meeting with me at http://cal.quintarelli.it
On 10/04/2019, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
On 10/04/2019 14:23, Giacomo Tesio wrote:
Ma delegheresti ad un azienda che opera secondo criteri di mercato la gestione del tuo sistema nervoso?
secondo te e' un paragone appropriato ?
Assolutamente sì! Ma non è del tutto farina del mio sacco... è una metafora ispirata al Leviatano di Hobbes.
non mi risultano assessori e stradini che producono il proprio silicio.
Sono confuso, cosa c'entra? Ogni comune ha un "Ufficio Tecnico". Aggiungere una server farm ed un "Ufficio Informatico" non dovrebbe essere troppo complicato.
btw, se uno e' in grado di fare, e' anche in grado di controllare che sia ben fatto.
Ehm... no. Io so fare molte cose, ma non potrei mai dimostrare che la tua privacy non è stata violata da Google. Nemmeno se avessi un mandato illimitato, una plotone di hacker, accesso contemporaneo a tutte le loro server farm ed interrompendo il servizio su tutto il pianeta. A Larry Page basta poco più di un `mv /cloud/europe/profiles/it/quintarelli/secret.txt /mnt/usb/` per rimuovere qualsiasi prova prima che io possa avere il tempo di trovarla. (ok... forse con un plotone di hacker, qualcosa potrei trovare... ma anche Page non è scemo)
la risposta alla domanda comunque e' si. lo delego spessissimo. e non solo il mio sistema nervoso, ma anche tutto il resto, anche tra 3 ore quando prendero' un aereo per tornare in italia.
Allora potresti chiedere all'hostess se hanno un DVD del primo Matrix. :-D Chi controlla il tuo sistema nervoso, controlla te. D'altro canto, ce ne fossero di persone disposte a cedere così facilmente la propria libertà: se non ti importa di chi controlla il tuo cervello, sei perfetto per il NOPA; Nuovo Ordine Politico Autoritario! :-D Ora, se mi obbietti che tanto l'Europa non ha UN cervello perché si ostina a rimanere una federazione di stati invece di riconoscere la propria unità, posso essere d'accordo. Ma se è vero che delegare ad un'azienda è facile, è anche troppo facile. Immagina quanto lavoro dovremmo fare per stabilire protocolli condivisi e sviluppare software adeguati al fine di mettere in rete le biblioteche, le scuole, o i comuni europei. Tutto quel lavoro, tutta quella fatica, potrebbe costituire il fondamento di un Unione Europea più solida, più fraterna. Perché diciamolo: costruire una Nazione a partire dalla moneta si è rivelata una pessima idea. Giacomo
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