La Consulta decide su copyright e blocco siti. Ma i veri danni arrivano dall'antipirateria
Regolamento Agcom Il 20 ottobre la Corte Costituzionale deciderà il destino del Regolamento Agcom. La chiave di lettura delle ordinanze con le quali il TAR del Lazio ha inviato gli atti alla Consulta sta nella citazione dal filosofo Kant: Soltanto la volontà generale collettiva del popolo può essere legislatrice. Il Tribunale Amministrativo rileva, alla fine di un complesso ragionamento, che ci potrebbe essere un'illegittimità costituzionale che tocca le norme su cui si regge il Regolamento medesimo. Il Tar si chiede se una procedura amministrativa così configurata, nel momento in cui va a comprimere i diritti inviolabili dei cittadini, sia davvero legittima. Sintetizzando, il Regolamento Agcom, nel prevede la cancellazione di contenuti online al fine di tutelare la libertà economica dei privati (in special modo l'industria del copyright) di cui all'art 42 della Costituzione, di fatto ribalta la gerarchia dei valori costituzionali consentendo la soppressione (perché di tale si tratta e non di semplice compressione) di diritti costituzionali sovraordinati, quali la libertà di espressione. E, in particolar modo, il Regolamento Agcom priva i cittadini di una tutela adeguata in caso di violazione dei loro diritti. Per cui, il Regolamento violerebbe sia il principio della riserva di legge che impone un inderogabile ordine di intervento tra legge e regolamento, ma anche la riserva di tutela giurisdizionale. Ma al di là delle questione tecnico-giuridiche, delle quali si occuperà la Consulta, appare evidente che il problema è principalmente costituito dalla sanzione unica prevista dal Regolamento, cioè l'oscuramento del sito online. Nel caso in cui un sito presenti opere piratate insieme ad opere lecite, la sanzione è sempre e soltanto l'oscuramento del sito (site blocking), che tocca anche le opere del tutto lecite. Site blocking in Europa (presentazione del vice consigliere generale Okke Visser alla Conferenza iCLIC a Southampton, Regno Unito, da Eleonora Rosati) 1 - Italia (238 blocchi) 2 - Regno Unito (135) 3 - Danimarca (41) 4 - Spagna (24) 5 - Francia (18) L'industria del copyright nel chiedere, e ottenere, provvedimenti legislativi e paralegislativi per la tutela dei propri diritti economici ha sempre accentrato le sue richieste sulla rimozione dei contenuti (takedown o site blocking) Il problema di tale tipo di provvedimenti è che oggi è acquisita la concezione di Internet non come un mero mezzo di svago (per cui sarebbe ammissibile la disconnessione o la rimozione dei contenuti) bensì uno strumento, se non addirittura lo strumento, per la realizzazione dell'individuo attraverso la possibilità di informarsi e di informare, di esprimere le proprie opinioni e di partecipare al dibattito pubblico, fino anche alla possibilità di fare impresa. Si tratta, quindi, di diritti fondamentali che sono richiamati anche dall'art. 2 della Costituzione italiana, come ha chiaramente evidenziato proprio la Corte Costituzionale con la sentenza n. 16236 del 2010, dove stabiliva che il cittadino è costituzionalmente sovrano solo quando è correttamente informato. CONTINUA SU <http://www.valigiablu.it/agcom-consulta-antipirateria/> http://www.valigiablu.it/agcom-consulta-antipirateria/ Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it **************************************** Studio Legale Sarzana e Associati Via Velletri, 10 - 00198 Roma Tel. +39 06 3211553 Tel. +39 06 97614489 Fax. +39 06 97256424 <blocked::blocked::http://www.lidis.it/> http://www.lidis.it **************************************** --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
participants (1)
-
Fulvio Sarzana