La France ne contrôle plus ses données : Microsoft les remettra aux États-Unis “si nous y sommes contraints”
La Francia. La France ne contrôle plus ses données : Microsoft les remettra aux États-Unis “si nous y sommes contraints” Par Aymeric Geoffre-Rouland Lors d’une audition publique au Sénat, Microsoft France a confirmé qu’elle ne pouvait empêcher la justice américaine d’accéder aux données hébergées en France. Un aveu glaçant, qui révèle l’ampleur du décalage entre les promesses de souveraineté numérique et la réalité contractuelle de l’État français. Le 10 juin 2025, la commission d’enquête sénatoriale sur la commande publique a reçu Microsoft France pour une audition très attendue. Ce qui s’y est dit n’a laissé aucune place à l’ambiguïté : le droit américain s’impose, même lorsque les données sont hébergées à Paris ou Marseille. Et l’aveu n’est pas venu d’un militant ou d’un expert extérieur, mais du directeur juridique de Microsoft France lui-même. Cloud Act : Microsoft ne peut pas empêcher l’accès du gouvernement américain aux données françaises Face aux sénateurs, Anton Carniaux, directeur juridique de Microsoft France, n’a pas tourné autour du pot. À la question de savoir si Microsoft pouvait protéger les données françaises d’une injonction américaine, il a répondu, sans détour : "Si nous sommes contraints par une décision de justice américaine, nous devons remettre les données." Sénat, 10 juin 2025, vidéo à 1 h 18 m 35 s Le Cloud Act, adopté aux États-Unis en 2018, oblige toute entreprise américaine à répondre à une réquisition judiciaire, y compris pour des données stockées à l’étranger. Microsoft, bien que disposant de centres en France, reste juridiquement soumise à ce cadre. Le lieu de stockage ne fait donc pas barrière au droit.Ce qui trouble davantage, c’est que l’État français continue d’acheter massivement des services Microsoft via l’UGAP, notamment par le marché “multi-éditeurs logiciels”, dans lequel Microsoft Ireland agit en tant que fournisseur. Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique. Et le problème ne vient pas seulement de Microsoft. Lors de la même audition, la DINUM (Direction interministérielle du numérique) a reconnu que les exigences de souveraineté définies par l’État ne sont pas encore appliquées de manière complète. Autrement dit, les marchés publics continuent de passer par des solutions non conformes, malgré la doctrine officielle. Les conditions de souveraineté, telles qu’elles ont été définies dans la doctrine de l’État, ne sont pas encore appliquées de manière complète. DINUM, Sénat, 10 juin 2025 Microsoft, de son côté, met en avant des garde-fous : contestation des demandes abusives, rapports de transparence, chiffrement avancé, projet de cloud souverain avec gouvernance européenne. Mais même ces dispositifs, aussi sérieux soient-ils, s’effacent dès lors qu’un tribunal américain prononce une injonction. Lyon : passage à l’acte pour la souveraineté numérique En réaction à ces failles, la ville de Lyon a décidé de rompre avec la suite Microsoft Office. Selon la mairie, cette décision s’inscrit “dans un contexte de prise de conscience croissante des enjeux de souveraineté numérique ”. Elle adopte la suite libre Territoire Numérique Ouvert, développée avec le SITIV, hébergée dans des datacenters régionaux, et remplaçant progressivement Microsoft par OnlyOffice, Linux et PostgreSQL.Lyon fait office de cas d’école : une collectivité publique qui met en œuvre des solutions localisées, libres et maîtrisées, afin d’échapper au poids des lois extraterritoriales. <https://www.lesnumeriques.com/societe-numerique/la-france-ne-controle-plus-s...> Source : Sénat – Compte rendu de la commission d’enquête sur la commande publique numérique (10 juin 2025) <https://www.senat.fr/compte-rendu-commissions/20250609/ce_commande_publique....>
Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique.
E in Italia? Molto peggio ovviamente :( Ogni anno Consip "acquista" licenze Microsoft che poi le singole PA utilizzano. Il valore del "lotto" è sempre in crescita, l'ultimo, che scadrà il 30/01/2026, è di 430 milioni di euro [1]. Ma chi sono e quale tipologia di software acquistano le PP.AA.? Non c'è nessun elenco pubblico, cercando in rete il CIG B1D4011AB2, qualche determinazione dirigenziale viene fuori, ma poca roba, il grosso viene acquistato da enti centrali, ministeri, agenzie, ma non pubblicano nulla in rete (o comunque non indicizzati). Ma cosa scrivono in queste "determinazioni"? Eccone un estratto a caso: "Nell'ambito delle proprie competenze il Servizio Sistemi Informativi e Telematica deve garantire l'evoluzione delle componenti software del sistema informatico e telematico dell'Ente ad uso individuale, in conformità ai reali fabbisogni funzionali e coerentemente con l'evoluzione dell'offerta tecnologica. A tal fine è stato completato nel 2021 il passaggio del sistema di posta elettronica della ... , gestito presso l'Ente con server in-house dal Servizio Sistemi Informativi e Telematica, ad una modalità cloud secondo il modello di servizio Software-as-a-Service. Successivamente alla migrazione, è stata inoltre rilevata l'esigenza di dotare alcune postazioni di ulteriori funzionalità previste sempre dallo stesso pacchetto Microsoft, in particolare i programmi Word ed Excel utilizzati per produrre tabelle e documenti in un formato in uso presso molti Enti con i quali ... ha scambi continui di informazioni. Con Determinazione Dirigenziale ... si è proceduto al rinnovo triennale dal 01/08/2022 al 31/07/2025 di numero 240 licenze Office365 E1 e di numero 70 licenze Office365 E3. Questa soluzione 'leader di mercato', oltre a permettere la risoluzione dei problemi di continuità del servizio di posta, consente di mettere a disposizione dei dipendenti strumenti di collaborazione, quali ad esempio calendari condivisi, chat e condivisione risorse, moderni e attivabili su più dispositivi quali PC, smartphone, tablet, ed altri dispositivi. A tal fine si procede al rinnovo delle seguenti licenze per gli anni 2025-2028 per il periodo dal 01/08/2025 al 31/07/2028" A. [1] https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/scheda_iniziativa_dummy.html?...
la legge americana (CLOUD Act) emanata nel 2018, consente alle autorità statunitensi di richiedere alle aziende con sede negli Stati Uniti (come Microsoft) l'accesso ai dati, *indipendentemente dalla loro ubicazione fisica*, anche se tali dati sono archiviati in Italia o in altri paesi dell'Unione Europea. Questo crea una potenziale area di conflitto con il GDPR che stabilisce rigorose norme sulla protezione dei dati personali e richiede una base giuridica per il trasferimento di dati al di fuori dell'UE. L'articolo 48 del GDPR, in particolare, prevede che per tali trasferimenti sia necessario un accordo internazionale o un mandato giudiziario. Attualmente, non esiste un accordo internazionale specifico tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea (o l'Italia) che risolva direttamente le implicazioni del CLOUD Act in relazione al GDPR. Ciò significa che, sebbene le aziende come Microsoft dichiarino di voler garantire il controllo dei dati ai propri clienti, il CLOUD Act conferisce alle autorità statunitensi il potere di richiedere tali dati, anche se si trovano su server in Italia. Diverse analisi legali indicano che le aziende e i dati archiviati in Europa non sono immuni dagli effetti extraterritoriali del CLOUD Act. 😳 Flavia *Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :) * *Please consider the environmental impact before printing this e-mail* *Avviso di riservatezza* *Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente.* Il giorno dom 20 lug 2025 alle ore 11:41 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique.
E in Italia? Molto peggio ovviamente :( Ogni anno Consip "acquista" licenze Microsoft che poi le singole PA utilizzano. Il valore del "lotto" è sempre in crescita, l'ultimo, che scadrà il 30/01/2026, è di 430 milioni di euro [1]. Ma chi sono e quale tipologia di software acquistano le PP.AA.? Non c'è nessun elenco pubblico, cercando in rete il CIG B1D4011AB2, qualche determinazione dirigenziale viene fuori, ma poca roba, il grosso viene acquistato da enti centrali, ministeri, agenzie, ma non pubblicano nulla in rete (o comunque non indicizzati). Ma cosa scrivono in queste "determinazioni"?
Eccone un estratto a caso:
"Nell'ambito delle proprie competenze il Servizio Sistemi Informativi e Telematica deve garantire l'evoluzione delle componenti software del sistema informatico e telematico dell'Ente ad uso individuale, in conformità ai reali fabbisogni funzionali e coerentemente con l'evoluzione dell'offerta tecnologica. A tal fine è stato completato nel 2021 il passaggio del sistema di posta elettronica della ... , gestito presso l'Ente con server in-house dal Servizio Sistemi Informativi e Telematica, ad una modalità cloud secondo il modello di servizio Software-as-a-Service. Successivamente alla migrazione, è stata inoltre rilevata l'esigenza di dotare alcune postazioni di ulteriori funzionalità previste sempre dallo stesso pacchetto Microsoft, in particolare i programmi Word ed Excel utilizzati per produrre tabelle e documenti in un formato in uso presso molti Enti con i quali ... ha scambi continui di informazioni. Con Determinazione Dirigenziale ... si è proceduto al rinnovo triennale dal 01/08/2022 al 31/07/2025 di numero 240 licenze Office365 E1 e di numero 70 licenze Office365 E3. Questa soluzione 'leader di mercato', oltre a permettere la risoluzione dei problemi di continuità del servizio di posta, consente di mettere a disposizione dei dipendenti strumenti di collaborazione, quali ad esempio calendari condivisi, chat e condivisione risorse, moderni e attivabili su più dispositivi quali PC, smartphone, tablet, ed altri dispositivi. A tal fine si procede al rinnovo delle seguenti licenze per gli anni 2025-2028 per il periodo dal 01/08/2025 al 31/07/2028"
A.
[1] https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/scheda_iniziativa_dummy.html?...
E per non farci mancar nulla, alle aziende straniere presenti in Cina ora e' richiesto di migrare da qualsiasi tecnologia americana proprietaria (Microsoft, Oracle, etc) a cinese, o al limite open source. I consulenti hanno appena accesso 20.000 ceri in chiesa, avranno da fare e fatturare per anni. Avere applicazioni globali sta diventando un gioco dell'oca per star dietro a tutti I vincoli legislativi, uno spasso Ciao Roberto ________________________________ From: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> on behalf of Flavia Marzano <flavia.marzano@gmail.com> Sent: Sunday, July 20, 2025 05:57 To: Antonio <antonio@piumarossa.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] La France ne contrôle plus ses données : Microsoft les remettra aux États-Unis “si nous y sommes contraints” la legge americana (CLOUD Act) emanata nel 2018, consente alle autorità statunitensi di richiedere alle aziende con sede negli Stati Uniti (come Microsoft) l'accesso ai dati, indipendentemente dalla loro ubicazione fisica, anche se tali dati sono archiviati in Italia o in altri paesi dell'Unione Europea. Questo crea una potenziale area di conflitto con il GDPR che stabilisce rigorose norme sulla protezione dei dati personali e richiede una base giuridica per il trasferimento di dati al di fuori dell'UE. L'articolo 48 del GDPR, in particolare, prevede che per tali trasferimenti sia necessario un accordo internazionale o un mandato giudiziario. Attualmente, non esiste un accordo internazionale specifico tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea (o l'Italia) che risolva direttamente le implicazioni del CLOUD Act in relazione al GDPR. Ciò significa che, sebbene le aziende come Microsoft dichiarino di voler garantire il controllo dei dati ai propri clienti, il CLOUD Act conferisce alle autorità statunitensi il potere di richiedere tali dati, anche se si trovano su server in Italia. Diverse analisi legali indicano che le aziende e i dati archiviati in Europa non sono immuni dagli effetti extraterritoriali del CLOUD Act. 😳 Flavia Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :) Please consider the environmental impact before printing this e-mail Avviso di riservatezza Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente. Il giorno dom 20 lug 2025 alle ore 11:41 Antonio <antonio@piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>> ha scritto:
Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique.
E in Italia? Molto peggio ovviamente :( Ogni anno Consip "acquista" licenze Microsoft che poi le singole PA utilizzano. Il valore del "lotto" è sempre in crescita, l'ultimo, che scadrà il 30/01/2026, è di 430 milioni di euro [1]. Ma chi sono e quale tipologia di software acquistano le PP.AA.? Non c'è nessun elenco pubblico, cercando in rete il CIG B1D4011AB2, qualche determinazione dirigenziale viene fuori, ma poca roba, il grosso viene acquistato da enti centrali, ministeri, agenzie, ma non pubblicano nulla in rete (o comunque non indicizzati). Ma cosa scrivono in queste "determinazioni"? Eccone un estratto a caso: "Nell'ambito delle proprie competenze il Servizio Sistemi Informativi e Telematica deve garantire l'evoluzione delle componenti software del sistema informatico e telematico dell'Ente ad uso individuale, in conformità ai reali fabbisogni funzionali e coerentemente con l'evoluzione dell'offerta tecnologica. A tal fine è stato completato nel 2021 il passaggio del sistema di posta elettronica della ... , gestito presso l'Ente con server in-house dal Servizio Sistemi Informativi e Telematica, ad una modalità cloud secondo il modello di servizio Software-as-a-Service. Successivamente alla migrazione, è stata inoltre rilevata l'esigenza di dotare alcune postazioni di ulteriori funzionalità previste sempre dallo stesso pacchetto Microsoft, in particolare i programmi Word ed Excel utilizzati per produrre tabelle e documenti in un formato in uso presso molti Enti con i quali ... ha scambi continui di informazioni. Con Determinazione Dirigenziale ... si è proceduto al rinnovo triennale dal 01/08/2022 al 31/07/2025 di numero 240 licenze Office365 E1 e di numero 70 licenze Office365 E3. Questa soluzione 'leader di mercato', oltre a permettere la risoluzione dei problemi di continuità del servizio di posta, consente di mettere a disposizione dei dipendenti strumenti di collaborazione, quali ad esempio calendari condivisi, chat e condivisione risorse, moderni e attivabili su più dispositivi quali PC, smartphone, tablet, ed altri dispositivi. A tal fine si procede al rinnovo delle seguenti licenze per gli anni 2025-2028 per il periodo dal 01/08/2025 al 31/07/2028" A. [1] https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/scheda_iniziativa_dummy.html?idIniziativa=f79af6f43c7a7a88<https://eu-west-1.protection.sophos.com?d=acquistinretepa.it&u=aHR0cHM6Ly93d3cuYWNxdWlzdGlucmV0ZXBhLml0L29wZW5jbXMvb3BlbmNtcy9zY2hlZGFfaW5pemlhdGl2YV9kdW1teS5odG1sP2lkSW5pemlhdGl2YT1mNzlhZjZmNDNjN2E3YTg4&i=NjUwODJhZTVlMDVkNmYyNDlkNTNjOTcy&t=blNVendHdkhmRWptODFuYzBZR0dFY29qL1JSeFRSL290WE1HUGwxOUhMWT0=&h=f2653a5f191e42cb8f173b6f23af8e16&s=AVNPUEhUT0NFTkNSWVBUSVZIDzAwy2k-XXZH0rKNiLigYOxy7SMx-hKRcpPSDBsvdy0OtlM8z7K-Dk9w-Tjog-M>
Ciao Roberto, notizia interessantissima! Da quando? Hai maggiori dettagli? Scommetto un caffé che entro 2-3 anni dall'avvio di questa transizione l'informatica cinese esploderà, sia come varietà dell'offerta che come qualità. Le competenze informatiche aggregate interne al paese supereranno quelle statunitensi in meno di 10 anni. E i costi di transizione saranno ridocolizzati dal valore aggiunto prodotto. Noi continueremo a comprare tutto dagli USA, però, da brava colonia fedele... Giacomo Il 20 Luglio 2025 19:15:25 UTC, Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us> ha scritto:
E per non farci mancar nulla, alle aziende straniere presenti in Cina ora e' richiesto di migrare da qualsiasi tecnologia americana proprietaria (Microsoft, Oracle, etc) a cinese, o al limite open source. I consulenti hanno appena accesso 20.000 ceri in chiesa, avranno da fare e fatturare per anni. Avere applicazioni globali sta diventando un gioco dell'oca per star dietro a tutti I vincoli legislativi, uno spasso Ciao Roberto ________________________________ From: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> on behalf of Flavia Marzano <flavia.marzano@gmail.com> Sent: Sunday, July 20, 2025 05:57 To: Antonio <antonio@piumarossa.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] La France ne contrôle plus ses données : Microsoft les remettra aux États-Unis “si nous y sommes contraints”
la legge americana (CLOUD Act) emanata nel 2018, consente alle autorità statunitensi di richiedere alle aziende con sede negli Stati Uniti (come Microsoft) l'accesso ai dati, indipendentemente dalla loro ubicazione fisica, anche se tali dati sono archiviati in Italia o in altri paesi dell'Unione Europea.
Questo crea una potenziale area di conflitto con il GDPR che stabilisce rigorose norme sulla protezione dei dati personali e richiede una base giuridica per il trasferimento di dati al di fuori dell'UE. L'articolo 48 del GDPR, in particolare, prevede che per tali trasferimenti sia necessario un accordo internazionale o un mandato giudiziario.
Attualmente, non esiste un accordo internazionale specifico tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea (o l'Italia) che risolva direttamente le implicazioni del CLOUD Act in relazione al GDPR. Ciò significa che, sebbene le aziende come Microsoft dichiarino di voler garantire il controllo dei dati ai propri clienti, il CLOUD Act conferisce alle autorità statunitensi il potere di richiedere tali dati, anche se si trovano su server in Italia. Diverse analisi legali indicano che le aziende e i dati archiviati in Europa non sono immuni dagli effetti extraterritoriali del CLOUD Act. 😳
Flavia
Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :)
Please consider the environmental impact before printing this e-mail
Avviso di riservatezza
Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente.
Il giorno dom 20 lug 2025 alle ore 11:41 Antonio <antonio@piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>> ha scritto:
Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique.
E in Italia? Molto peggio ovviamente :( Ogni anno Consip "acquista" licenze Microsoft che poi le singole PA utilizzano. Il valore del "lotto" è sempre in crescita, l'ultimo, che scadrà il 30/01/2026, è di 430 milioni di euro [1]. Ma chi sono e quale tipologia di software acquistano le PP.AA.? Non c'è nessun elenco pubblico, cercando in rete il CIG B1D4011AB2, qualche determinazione dirigenziale viene fuori, ma poca roba, il grosso viene acquistato da enti centrali, ministeri, agenzie, ma non pubblicano nulla in rete (o comunque non indicizzati). Ma cosa scrivono in queste "determinazioni"?
Eccone un estratto a caso:
"Nell'ambito delle proprie competenze il Servizio Sistemi Informativi e Telematica deve garantire l'evoluzione delle componenti software del sistema informatico e telematico dell'Ente ad uso individuale, in conformità ai reali fabbisogni funzionali e coerentemente con l'evoluzione dell'offerta tecnologica. A tal fine è stato completato nel 2021 il passaggio del sistema di posta elettronica della ... , gestito presso l'Ente con server in-house dal Servizio Sistemi Informativi e Telematica, ad una modalità cloud secondo il modello di servizio Software-as-a-Service. Successivamente alla migrazione, è stata inoltre rilevata l'esigenza di dotare alcune postazioni di ulteriori funzionalità previste sempre dallo stesso pacchetto Microsoft, in particolare i programmi Word ed Excel utilizzati per produrre tabelle e documenti in un formato in uso presso molti Enti con i quali ... ha scambi continui di informazioni. Con Determinazione Dirigenziale ... si è proceduto al rinnovo triennale dal 01/08/2022 al 31/07/2025 di numero 240 licenze Office365 E1 e di numero 70 licenze Office365 E3. Questa soluzione 'leader di mercato', oltre a permettere la risoluzione dei problemi di continuità del servizio di posta, consente di mettere a disposizione dei dipendenti strumenti di collaborazione, quali ad esempio calendari condivisi, chat e condivisione risorse, moderni e attivabili su più dispositivi quali PC, smartphone, tablet, ed altri dispositivi. A tal fine si procede al rinnovo delle seguenti licenze per gli anni 2025-2028 per il periodo dal 01/08/2025 al 31/07/2028"
A.
Il 20/07/25 11:41 AM, Antonio ha scritto:
Des milliers d’administrations, d’hôpitaux ou de collectivités utilisent ainsi Microsoft 365 ou Azure, souvent sans conscience des conséquences juridiques. Même si l’hébergement est local, le risque reste transatlantique. E in Italia? Molto peggio ovviamente :(
Il tema, se visto dal lato di chi --come me-- deve spendere il proprio tempo (e quello dei propri collaboratori) a far si che le cose "funzionino"... è decisamente piu' complesso (e si fa fatica ad affrontarlo in questa sede). Personalmente *NON* ho dubbio alcuno del fatto che anche una organizzazione "Pubblica" complessa, come un Ateneo (certamente fin quelli medi; ma probabilmente anche quelli "grandi") puo' "operare serenamente" utilizzando infrastrutture full-F/OSS. Nel mio piccolo sto lavorando per dimostrarlo in modo scientifico e... essere riuscito a portare a Chieti ([1]) i colleghi di altri atenei/enti _di_ricerca... che sono venuti a presentare (...ad altri colleghi) le proprie infrastrutture, è stato molto faticoso... ma anche molto soddisfacente: i numeri snocciolati dai colleghi [2] fanno chiaramente capire che... si puo' fare, che il problema *NON* è "tecnico" e che, tuttosommato, il problema *NON* è neanche "economico". E dunque, qual'é il problema? Noi tecnici non abbiamo una "bacchetta magica"... ma se gia' avessimo la possibilita' concreta di confrontarci reciprocamente, in modo diretto, aperto, sereno, trasparente (....e non come una sorta di "carbonari" che si sentono al centro di un potenziale "fuoco amico" a scala Europa, pronto a colpire), sarebbe un bel passo in avanti. Si lavora, si definiscono e implementano delle case-history, le si trasforma in linee guida, le si accompagnano con sistemi di automazione che le rendono implementabili con uno sforzo tecnico quasi nullo e poi... si lascia il tutto a disposizione di chiunque, in perfetta logica full-F/OSS. Cio' detto, la sensazione, forte, che ho è che gli anni passano, le nuove leve --pur esistendo-- [4], si fa fatica a portarle "a bordo" e quindi, ahimé, il destino sembra ormai segnato... Detto in altri termini: si avvia a maturazione la convinzione che... non ne vale (piu') la pena (neanche adesso [7]) Buona domenica! Saluti, DV P.S.:
Ogni anno Consip "acquista" licenze Microsoft che poi le singole PA utilizzano. In ambito univ/ricerca, quando si parla di questo genere di ICT, il primo riferimento, piu' che Consip, è quello delle Convenzioni CRUI [5][6]
============== [1] https://www.unich.it/eventi/tavolo-tecnico-ict [2] https://www.linkedin.com/pulse/buone-pratiche-ict-confronto-damiano-verzulli... [3] https://lasuite.numerique.gouv.fr/en [4] https://www.garr.it/it/eventi/eventi-blog/2352-workshop-garr-2021 [occhio alle date nella slide 2] [5] https://crui.acquistitelematici.it/ [6] https://ict.crui.it/contratti-e-convenzioni/ [7] http://linuxdidattica.org/docs/documenti/tribolazioni_software_libero.html -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
participants (6)
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Antonio -
Damiano Verzulli -
Daniela Tafani -
Flavia Marzano -
Giacomo Tesio -
Roberto Dolci