Re: [nexa] Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer, SARS-CoV-2 Vaccine - Articles (Alberto Cammozzo)
ciao, non ho le competenze minime per azzardare osservazioni nel merito dell'articolo, che mi pare estremamente interessante anche se ne capisco solo le linee generali. Vorrei però cogliere l'occasione per rimarcare un elemento che mi lascia sempre più stupefatto in quest'epoca di bio-tech: l'insistenza (crescente) sul concetto di "codice", "informazione", "comunicazione" (lettura-scrittura-esecuzione) ecc. legata alla virologia in particolare, alla genetica e quindi alla biologia in generale. Per essere il più concisi possibile: il paradigma dell'informazione non è adeguato alla biologia. Deriva da un'interpretazione essenzialista (platonico-aristotelica) dell'ereditarietà dei caratteri, che sarebbero "trasferiti" in maniera invariante dai geni da un individuo all'altro "per la conservazione della specie" (che in termini darwiniani non esiste, se non come "etichetta" nominalista per ragioni di pragmatica classificatoria). "Errori" di traduzione e influenze ambientali (rumore ed epigenetica) non toccano il cuore della faccenda: l'ordine invariante suppostamente alla base del vivente. Ciò è semplicemente falso, a livello scientifico, e qualsiasi biologo sa bene che la variabilità è primaria e presente a livello molecolare, embrionale, genetico ecc. Il vivente funziona grazie alla variabilità (caos stocastico) a tutti i livelli, dal subatomico al sociale; non grazie all'invarianza che riproduce un presunto ordine fondamentale. Capisco che l'immagine dell'RNA messaggero come di una memoria RAM e del DNA come di una memoria ROM sia icastica, ma è scorretta e fuorviante: non serve expertise genetica per comprenderlo. Scorretta e fuorviante almeno quanto l'immagine del corpo umano gestito da un cervello-calcolatore. Il cervello non è un computer, fine della faccenda. Il corpo umano non è una rete di calcolatori. Le relazioni fra biomi viventi non sono programmi informatici, anche se si possono eseguire modellizzazioni (MODELLI, non realtà). Non ci sono byte e bit binari nella chimica organica, tanto meno nella biologia. Mai visti né misurati. Il fatto che viviamo nell'epoca dell'informatica trionfante non può oscurare la semplice realtà dei fatti. Può semmai creare false aspettative e profezie che si autoavverano. questa mia insofferenza deriva probabilmente dal fatto che oltre dieci anni fa tradussi un testo per Elèuthera, "Ni dieu, ni gène" https://eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=252 scritto all'inizio del millennio da un biologo e un virologo-immunologo. All'epoca mi pareva esagerato insistere sul fatto che conoscere il "codice" genetico non significa decifrare (e quindi controllare...) le chiavi della Vita (notare l'afflato da apprendisti stregoni che spesso traspare dai progetti biotech. Il Codice Genetico come la Bibbia del Vivente. Dovrebbe far rizzare le antenne!) Invece da allora si sono moltiplicati i test genetici per "scoprire" le origini delle persone (quanto sei neanderthal?), ovvero predire il loro futuro (tua figlia sarà intelligente e con gli occhi azzurri?). La predestinazione divina funziona meno che in passato, in compenso la predestinazione genetica sembra avere un luminoso (e lucroso) futuro di fronte a sé. Ma la statistica e la probabilità di eventi riguardanti esseri viventi NON sono la realtà: sono estrapolazioni, calcoli, ecc. e soprattutto SEMPLIFICAZIONI. è lo stesso discorso dell'intelligenza artificiale: un calcolo probabilistico relativo a un evento che non si è mai verificato può dar luogo a una "predizione" basata su un "apprendimento" (es. algoritmi di predpol, inferenza bayesiana spinta, ecc.), ma solo a costo di arbitrarie semplificazioni e inferenze pesantemente biased. vabbè mi sto perdendo. sull'argomento, consiglio "Rage inside the machine" che è un po' lunghetto in alcuni passaggi ma abbastanza chiaro in merito https://www.rageinsidethemachine.com/ Per tornare alla questione informazione e "codice" genetico: nel corso del prossimo anno pubblicheremo un altro testo del biologo Jean-Jacques Kupiec a proposito dell'impossibilità di conciliare la genetica attuale con la teoria darwiniana. Perché sarà anche confortante ed esaltante immaginare di poter trattare virus e micro-organismi come programmi informatici, con tutto il corollario di containerizzazioni e trigger relativi (dev ops in genetica, mi fa venire i brividi solo a pensarci... desideri inespressi di onnipotenza verso l'abolizione dello spazio-tempo, ridotto a istantaneità: clicco qui e funziona tutto "automagicamente" di là), ma è fuorviante e scorretto. Non c'è un'informazione ordinata che viene trasmessa dai geni, come se ci fosse chi detiene l'informazione-programma, chi la trasmette, chi la esegue ecc.: sono gli occhiali della vulgata genetica che ci spigono a vedere l'informazione ordinata da eseguire, laddove c'è invece variabilità stocastica e co-operazione evolutiva (darwiniana) fra molecole, cellule, ecc... roba ben più complessa! Forse accade anche perché dietro alla scienza c'è quasi sempre un'ideologia, per il fatto che conoscere è una forma di potere. Chi sostiene di essere scevro di ideologia in genere non lo è affatto, o quantomeno rischia di trovarsi come quegli scienziati che fecero il loro lavoro per la "conoscenza pura" e poi scoprirono che era stato usato per tutt'altro. ciao k. --- "tecnologie appropriate - https://alekos.net" "pedagogia hacker - https://circex.org" Il 27/12/20 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it ha scritto:
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1. Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 Vaccine - Articles (Alberto Cammozzo)
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Message: 1 Date: Sun, 27 Dec 2020 09:12:38 +0000 From: Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: [nexa] Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 Vaccine - Articles Message-ID: <F2DB906B-D06B-40EF-9611-0D4F0B758D10@zeromx.net> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
<https://berthub.eu/articles/posts/reverse-engineering-source-code-of-the-bio...>
Welcome! In this post, we?ll be taking a character-by-character look at the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 mRNA vaccine. [...]
Caroiao Karlessi, grazie per la risposta e per i riferimenti. Si, sono d'accordo: il paragone semplicistico tra codice genetico ed informatico zoppica dopo pochissimi passi. La tranquillizzante istituzione di un "codice" come oggetto descrittivo, prescrittivo e predittivo che consolida ogni comportamento di un sistema contro la sua complessità ha sempre fallito nel lungo periodo alla prova dei fatti. Ci sarebbe molto da dire, mi permetto solo di osservare che il termine /codice/ è presente in quasi ogni disciplina nel momento in cui parla di regolazione: codice biologico, sociale, giuridico, linguistico, organizzativo: da molti anni penso che lo studio del "codice" come oggetto transdisciplinare meriterebbe molta attenzione. Pur nella mutevolezza indomabile e nella variabilità pragmatica che il mondo presenta, se vi è una regolarità (sintattica, semantica) in qualche sistema, questa viene temporaneamente catturata dai suoi codici. Questi inevitabilmente rispecchiano l'ideologia del codificatore, ma parafrasando Barthes: i codici, pur essendo necessariamente autoritari perché _obbligano_ a dire, nello stesso tempo consentono anche di _trasgredire_, e di andare oltre. Per questo motivo, più delle "oneste" ideologie mi preoccupano i simulacri: codici fasulli, vuoti, che presumono di regolare (sintatticamente, semanticamente) comportamenti che di fatto non sono più consentiti (nella prassi). La regolazione minuziosa di comportamenti a volte distrae dal fatto che in senso più autentico ma non dichiarato certi comportamenti sono prescritti. Ad esempio leggi elettorali se non è consentita la rappresentanza, codice informatico dimostrativo o sleale, ricerca accademica libera all'interno di meccanismi premiali che di fatto la rendono obbligata, semenze sterili, termini linguistici che nascondono più di quanto dichiarano, diritti che denunciano la perdita di libertà, tutele al posto di autonomie... Mi scuso per la densità di quanto sopra. Di codice ho tentato di occuparmi a partire dal profilo semiologico, tentando qualche escursione in altre discipline. Mi permetto di darti un paio di link: <http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo2010-ZeusLelapo.pdf> <http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo2010-RumoreNonDistruttivo-Janus-20121029....> Ciao, Alberto On 27/12/2020 18:05, karlessi wrote:
ciao,
non ho le competenze minime per azzardare osservazioni nel merito dell'articolo, che mi pare estremamente interessante anche se ne capisco solo le linee generali.
Vorrei però cogliere l'occasione per rimarcare un elemento che mi lascia sempre più stupefatto in quest'epoca di bio-tech: l'insistenza (crescente) sul concetto di "codice", "informazione", "comunicazione" (lettura-scrittura-esecuzione) ecc. legata alla virologia in particolare, alla genetica e quindi alla biologia in generale.
Per essere il più concisi possibile:
il paradigma dell'informazione non è adeguato alla biologia.
Deriva da un'interpretazione essenzialista (platonico-aristotelica) dell'ereditarietà dei caratteri, che sarebbero "trasferiti" in maniera invariante dai geni da un individuo all'altro "per la conservazione della specie" (che in termini darwiniani non esiste, se non come "etichetta" nominalista per ragioni di pragmatica classificatoria). "Errori" di traduzione e influenze ambientali (rumore ed epigenetica) non toccano il cuore della faccenda: l'ordine invariante suppostamente alla base del vivente. Ciò è semplicemente falso, a livello scientifico, e qualsiasi biologo sa bene che la variabilità è primaria e presente a livello molecolare, embrionale, genetico ecc. Il vivente funziona grazie alla variabilità (caos stocastico) a tutti i livelli, dal subatomico al sociale; non grazie all'invarianza che riproduce un presunto ordine fondamentale.
Capisco che l'immagine dell'RNA messaggero come di una memoria RAM e del DNA come di una memoria ROM sia icastica, ma è scorretta e fuorviante: non serve expertise genetica per comprenderlo. Scorretta e fuorviante almeno quanto l'immagine del corpo umano gestito da un cervello-calcolatore. Il cervello non è un computer, fine della faccenda. Il corpo umano non è una rete di calcolatori. Le relazioni fra biomi viventi non sono programmi informatici, anche se si possono eseguire modellizzazioni (MODELLI, non realtà). Non ci sono byte e bit binari nella chimica organica, tanto meno nella biologia. Mai visti né misurati. Il fatto che viviamo nell'epoca dell'informatica trionfante non può oscurare la semplice realtà dei fatti. Può semmai creare false aspettative e profezie che si autoavverano.
questa mia insofferenza deriva probabilmente dal fatto che oltre dieci anni fa tradussi un testo per Elèuthera, "Ni dieu, ni gène"
https://eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=252
scritto all'inizio del millennio da un biologo e un virologo-immunologo. All'epoca mi pareva esagerato insistere sul fatto che conoscere il "codice" genetico non significa decifrare (e quindi controllare...) le chiavi della Vita (notare l'afflato da apprendisti stregoni che spesso traspare dai progetti biotech. Il Codice Genetico come la Bibbia del Vivente. Dovrebbe far rizzare le antenne!)
Invece da allora si sono moltiplicati i test genetici per "scoprire" le origini delle persone (quanto sei neanderthal?), ovvero predire il loro futuro (tua figlia sarà intelligente e con gli occhi azzurri?). La predestinazione divina funziona meno che in passato, in compenso la predestinazione genetica sembra avere un luminoso (e lucroso) futuro di fronte a sé. Ma la statistica e la probabilità di eventi riguardanti esseri viventi NON sono la realtà: sono estrapolazioni, calcoli, ecc. e soprattutto SEMPLIFICAZIONI.
è lo stesso discorso dell'intelligenza artificiale: un calcolo probabilistico relativo a un evento che non si è mai verificato può dar luogo a una "predizione" basata su un "apprendimento" (es. algoritmi di predpol, inferenza bayesiana spinta, ecc.), ma solo a costo di arbitrarie semplificazioni e inferenze pesantemente biased.
vabbè mi sto perdendo. sull'argomento, consiglio "Rage inside the machine" che è un po' lunghetto in alcuni passaggi ma abbastanza chiaro in merito https://www.rageinsidethemachine.com/
Per tornare alla questione informazione e "codice" genetico: nel corso del prossimo anno pubblicheremo un altro testo del biologo Jean-Jacques Kupiec a proposito dell'impossibilità di conciliare la genetica attuale con la teoria darwiniana. Perché sarà anche confortante ed esaltante immaginare di poter trattare virus e micro-organismi come programmi informatici, con tutto il corollario di containerizzazioni e trigger relativi (dev ops in genetica, mi fa venire i brividi solo a pensarci... desideri inespressi di onnipotenza verso l'abolizione dello spazio-tempo, ridotto a istantaneità: clicco qui e funziona tutto "automagicamente" di là), ma è fuorviante e scorretto. Non c'è un'informazione ordinata che viene trasmessa dai geni, come se ci fosse chi detiene l'informazione-programma, chi la trasmette, chi la esegue ecc.: sono gli occhiali della vulgata genetica che ci spigono a vedere l'informazione ordinata da eseguire, laddove c'è invece variabilità stocastica e co-operazione evolutiva (darwiniana) fra molecole, cellule, ecc... roba ben più complessa!
Forse accade anche perché dietro alla scienza c'è quasi sempre un'ideologia, per il fatto che conoscere è una forma di potere. Chi sostiene di essere scevro di ideologia in genere non lo è affatto, o quantomeno rischia di trovarsi come quegli scienziati che fecero il loro lavoro per la "conoscenza pura" e poi scoprirono che era stato usato per tutt'altro.
ciao
k.
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Il 27/12/20 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it ha scritto:
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Message: 1 Date: Sun, 27 Dec 2020 09:12:38 +0000 From: Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: [nexa] Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 Vaccine - Articles Message-ID: <F2DB906B-D06B-40EF-9611-0D4F0B758D10@zeromx.net> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
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vabbè mi sto perdendo. sull'argomento, consiglio "Rage inside the machine" che è un po' lunghetto in alcuni passaggi ma abbastanza chiaro in merito https://www.rageinsidethemachine.com/
"Smith reveals evidence that the mechanical actors in our lives do indeed have, or at least express, morals: they're just not the morals of the progressive modern society we imagined we were moving towards. Instead, we are beginning to see increasing incidences of machine bigotry, greed, segregation and mass coercion. It is easy to assume that this is the result of programmer prejudice or the product of dark forces manipulating the Internet." Questo assunto, in lista, ci è abbastanza chiaro ;) Fermo restando che sono d'accordo con quanto scrivi, "il paradigma dell'informazione non è adeguato alla biologia", "le relazioni fra biomi viventi non sono programmi informatici" ecc. Ma l'articolo, seppure con parallelismi non azzeccati (RAM/ROM mRNA/DNA) o come dici tu, "scorretti e fuorvianti" ha il merito di far capire un po' di biologia/genetica/medicina molecolare ad un informatico. L'autore non sta dicendo che in biologia ci sono bit e byte ma che il raggruppamento di nucleotidi in codoni è "simile" a quello dei bit nei byte, poteva fare altre similitudini ma per un informatico è di immediato recepimento. Così come il motivo per cui la sequenza del vaccino [1] inizia con i nucleotidi GA, Hubert li paragona alle due lettere che in ambiente MS-DOS identificano i marcatori del tipo di eseguibile, "MZ". In entrambi i casi permettono al "sistema" di predisporsi ad interpretare il resto del "programma" in un certo modo. Così come la sostituzione delle molecole di uracile con 1-metil-3'-pseudouridina (un aminoacido artificiale) trova una certa corrispondenza nei Trojan Horse, ovvero codice malevolo inserito dentro applicazioni apparentemente innocue. Insomma, pur con alcune inesattezze e accostamenti azzardati, mi sembra un buon esempio di divulgazione ad di fuori dell'ambito disciplinare specifico. Stiamo pur sempre parlando di virus, dei più semplici organismi della natura. Antonio [1] https://mednet-communities.net/inn/db/media/docs/11889.doc
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