Re: [nexa] nexa Digest, Vol 143, Issue 79
On 26 Mar 2021, at 13:41, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net <mailto:giovanni@biscuolo.net>> To: Stefano Maffulli <smaffulli@gmail.com <mailto:smaffulli@gmail.com>> Cc: NEXA ML <nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> Subject: Re: [nexa] Il ritorno di RMS Message-ID: <87k0puum2p.fsf@biscuolo.net <mailto:87k0puum2p.fsf@biscuolo.net>> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Carissimo Stefano,
[...]
E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
Oh santo cielo cosa mi tocca leggere... LUI non ha gli strumenti cognitivi! ROTFL. Scusa Stefano ma questa davvero te la DOVEVI risparmiare.
Ognuno ha i suoi limiti, e RMS ha secondo me i limiti che Stefano sottolinea. Vi raconto una esperienza diretta in proposito. Nel 1979, al MIT AI Lab, mi misi a lavorare sulla Lisp Machine, allo sviluppo del sistema a finestre, col duplice obiettivo di dimostrare l’utilità ed efficacia della programmazione a oggetti (il Lisp è un linguaggio funzionale) e di poterlo usare per sviluppare strumenti visuali di Office Automation (come si chiamavano all’epoca), in particolare uno spreadsheet (ancora Visicalc non esisteva e il termine spreadsheet non era stato coniato). Dopo aver messo in piedi iil sistema a finestre, a partire da una bozza di sistema di classi scritto da Greenblatt, mi preoccupai di creare qualche applicazione utile che lo utilizzasse, e l’editore Emacs, che tutti usavano, pareva l’ideale. Quindi mi misi a lavorare sul codice di ZWEI (ZWEI Was Eine Initially, https://en.wikipedia.org/wiki/EINE_and_ZWEI), scritto interamente in Lisp da Mike McMahon, facendo in modo che funzionasse dentro una finestra, anziché a tutto schermo, aggiungendo la possibilità di selezionare testi e spotarli col mouse, di fare apparire menu pop up per varie funzioni, ecc. Nelle ultime fasi del lavoro coinvolsi RMS, e lavorammo gomito a gomito sulla stessa tastiera. Fu un’esperienza straordinaria e RMS si rivelò il più eccezionale programmatore che abbia mai conosciuto. Prendeva pezzi di codice e li spostata da un file all’altro, ricompilava tutto al volo da dentro Emacs, il programma che stava usando in quel momento. Se avesse sbagliato una virgola, avrebbe smesso di funzionare tutto. Ma RMS non sbagliò mai e in meno di un paio d’ore, tra l'una e le 3 di notte, il lavoro fu completato. A quel punto mi sarei immaginato che RMS fosse soddisfatto. Invece disse che l’interfaccia grafica non serviva a nulla, che si poteva fare meglio e più rapidamente coi comandi da tastiera. E per dimostramelo mi sfidò: dovevamo proporre ciascuno all’altro un compito e misurare il tempo che ciascuno di noi impiegava a farlo. Vinse lui, ma perché i comandi di Emacs sono una protesi del suo cervello, che traduce istantaneamente ciò che pensa in una sequenza di Crtl/Meta X. Alcuni dei comandi che usava nemmeno li conoscevo: per esempio imparai che per eliminare una sequenza di spazi si usa Meta-\. BTW, pochi ancora sanno usare Emacs al meglio, non avendo imparato a usare le combinazioni Ctrl-Meta, e facendo uso invece di Escape, che non è un moduficatore. Sulla Lisp Machine oltre a Ctrl, Meta; c’erano anche Super e Hyper, per cui ad esempio Ctrl-Meta-Super-E chiamava l’ascensore al piano! Qualche anno dopo, parlai con lui a proposito della mancanza di un sistema a finestre per GNU/Linux e lui rispose dicendo, lasciamo che la comunità decida se sia utile. — Beppe
Grazie Giuseppe, On March 28, 2021 12:00:58 PM UTC, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Vi raconto una esperienza diretta in proposito. Nel 1979, al MIT AI Lab, [...]
Estremamente interessante. Si direbbe che RMS abbia erroneamente confrontato un massimo locale (la propria produttività su Emacs) con una media diffusa (la produttuvità di un utente medio con una GUI), ignorando che nel tempo è l'area sottostante la curva a fare la differenza. Tuttavia non accantonerei la questione come risolta: è un fatto che l'espressività testuale è mediamente superiore a quella grafica, tant'è che coloro che conoscono entrambe tendono a preferire quelle testuali ogni volta che devono svolgere una attività inconsueta o ripetitiva. L'ergonomia del testo però dipende dalla comprensione del linguaggio e dal modello mentale che si ha del sistema, per cui richiede una maggiore preparazione. Preparazione che dovrebbe essere fornita dalla scuola. Ed a valle della quale, molte GUI verrebbero percepite come indaginose, lente e farraginose rispetto al testo.
Qualche anno dopo, parlai con lui a proposito della mancanza di un sistema a finestre per GNU/Linux e lui rispose dicendo, lasciamo che la comunità decida se sia utile.
Questa però non mi sembra la risposta di un incompetente, ma quella di un idealista. I progetto GNU (+Linux o +Hurd, cambia poco) manca di un'architettura coerente. By design. Proprio per scelta di RMS. Personalmente lo considero da tempo un errore strategico, ma è espressione di una visione politica. L'idea che la comunità possa produrre dialetticamente una sintesi fra molteplici proposte ed in questa sintesi si manifesti un progresso collettivo. Poi ESR ha ridotto la comunità al mercato (il bazar) e tutti se la sono bevuta, ma questa è un'altra storia. Non vorrei però che una coerente scelta politica (certamente discutibile in retrospettiva, dal punto di vista tecno-storico) venga interpretata come impreparazione tecnica. Almeno su questo, credo. Giacomo
Buongiorno, interessante questo spin-off in merito ai limiti di RMS :-D Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> writes:
E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
Oh santo cielo cosa mi tocca leggere... LUI non ha gli strumenti cognitivi! ROTFL. Scusa Stefano ma questa davvero te la DOVEVI risparmiare.
Ognuno ha i suoi limiti, e RMS ha secondo me i limiti che Stefano sottolinea.
[...]
E per dimostramelo mi sfidò: dovevamo proporre ciascuno all’altro un compito e misurare il tempo che ciascuno di noi impiegava a farlo. Vinse lui, ma perché i comandi di Emacs sono una protesi del suo cervello, che traduce istantaneamente ciò che pensa in una sequenza di Crtl/Meta X.
Come altri qui, immagino, uso Emacs quotidianamente come interfaccia per *quasi* tutto quello che ho bisogno di fare al piccì, ci ho messo tre anni per arrivare a questo livello: ho iniziato usando la GUI, perché Emacs ha una GUI con la quale si può fare tutto, e pian piano il mio cervello sta imparando a tradurre il comando in sequenze di controllo, l'analogo dei "tasti rapidi" che chi usa spesso un word processor (o anche Thunderbird per leggere la posta) sa quanto siano fondamentali per incrementare la produttività. BTW in merito all'efficacia ed efficienza del "paradigma" GUI rispetto ad una interfaccia testuale (o mista, con entrambe disponibili) ci sarebbe molto da dire ma ci vorrebbe un intero convegno :-O
Alcuni dei comandi che usava nemmeno li conoscevo: per esempio imparai che per eliminare una sequenza di spazi si usa Meta-\.
A me la cosa che piace di più in Emacs è che, oltre a navigare il menù GUI (o testuale), si può "execute-extended-command" con M-x e, con le opportune estensioni, fare anche una ricerca con fuzzy-matching dei risultati: eccezionale!
BTW, pochi ancora sanno usare Emacs al meglio,
Senza dubbio non è l'interfaccia preferita dagli utenti, comunque non darei la colpa di questa mancanza a RMS e tutti coloro che hanno mantenuto ed esteso Emacs fino ad oggi. Se io non mi fossi fatto distrarre per troppi anni dalle montagne di opinioni che ho letto, tutte incentrate sulla "editor war", sarei stato molto più produttivo molto prima... ah. [...]
Qualche anno dopo, parlai con lui a proposito della mancanza di un sistema a finestre per GNU/Linux e lui rispose dicendo, lasciamo che la comunità decida se sia utile.
Alla fine non ho capito quali sarebbero i limiti cognitivi di RMS: che non gli interessava la GUI? No perché non so quando parlasti con RMS in merito alla GUI, ma in GNU c'è GNUstep dal 1994 circa (sebbene non sia tra i toolkit GUI più utilizzati, con GTK e QT che la fanno da padrone) e moltissimi software GNU hanno interfaccia grafica... quindi è da anni che la comunità ha deciso :-D Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
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Giacomo Tesio -
Giovanni Biscuolo -
Giuseppe Attardi