How Technologists Can Help Counter Misinformation and Other Social Harms - Defusing Disinfo
https://defusingdis.info/2019/01/24/how-technologists-can-help-counter-misin... (Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
In Informatica i lavoratori detengono il pieno e (per il momento) inalienabile controllo nei mezzi di produzione: le proprie menti. Questo perché l'Informatica sta ai computer come la matematica sta ai pallottolieri. Purtroppo in pochi sono consapevoli di questo potere e pochissimi sono disposti ad assumerne la responsabilità. Temo però che un insegnante di Informatica che insegnasse agli studenti a dire NO ai propri superiori verrebbe velocemente allontanato, anche nell'università. Sarebbe bello invece riservare la lode a coloro che dimostrassero durante l'esame la competenza e il coraggio di correggere il professore. Prima o poi ce ne renderemo conto comunque. Speriamo tutti prima! ;-) Giacomo
On Wed, Jan 30, 2019 at 09:35:42PM +0000, Giacomo wrote:
In Informatica i lavoratori detengono il pieno e (per il momento) inalienabile controllo nei mezzi di produzione: le proprie menti.
Non cambia molto rispetto al tuo argomento qui sul potere dei lavoratori IT (che condivido), ma purtroppo non è affatto vero che gli sviluppatori hanno il pieno controllo dei loro mezzi di produzione, magari fosse così. Lasciamo pure da parte i mezzi di produzione tangibili --- spazio di lavoro fisico appropriato, connessione, hardware, etc., che spesso (ma non sempre!) gli sviluppatori possono avere anche a casa. Con i mezzi di produzione non tangibili va molto peggio. Il software non si scrive quasi mai from scratch partendo da una pagina bianca, si scrive sempre più riutilizzando componenti esistenti. Se tali componenti sono software libero, allora effettivamente lo sviluppatore ne ha controllo; ma se non lo sono (come spesso accade) è il tuo datore di lavoro che controlla questi importanti mezzi di produzione. Ed in particolare il datore di lavoro controlla *il codice che lo sviluppatore ha scritto per l'azienda in passato*, a meno che non sia rilasciato (anche) come software libero. E qui ritorniamo a discorsi già fatti in lista sulla necessità di avere contratti di lavoro che non trasferiscano automaticamente il diritto d'autore dallo sviluppatore all'azienda, ed alla necessità di creare una la coscienza di classe degli sviluppatori per portare questa rivendicazione. E se scavi su questo filone trovi un'altra marea di mezzi di produzione non tangibili che gli sviluppatori non controllano affatto (toolchain, servizi relativi al software, accesso ad informazioni di varia natura, ...). Per liberare gli sviluppatori in questo senso ce ne vuole ancora un bel po'! La ragione principale per cui oggi gli sviluppatori IT hanno solitamente il coltello dalla parte del manico nei rapporti di forza con l'azienda che li assume è semplicemente la competitività del mercato del lavoro in quel settore. Probabilmente resterà così per altri 10-20 anni. Bisogna usarli bene!
Temo però che un insegnante di Informatica che insegnasse agli studenti a dire NO ai propri superiori verrebbe velocemente allontanato, anche nell'università.
Ah, questi pregiudizi sulle università! :-) Personalmente dico cose ben più forti ai miei studenti su come fare valere i loro diritti di (futuri) lavoratori nel mondo IT e nessuno si è mai lamentato. Da studente ho avuto la fortuna di avere professori che facevano lo stesso con me, e non mi risulta nessuno si sia mai lamentato nemmeno con loro. Your mileage^Wexperience may vary. A presto, -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Sono felicissimo di venjre smentito sull'Università. Tuttavia nota che i "No" di cui parlavo sono solo marginalmente legati alla estensione dei nostri diritti in quanto lavoratori. Si tratta di insegnare a rifiutare in modo non negoziabile lo sviluppo di software contrario ai nostri valori. Sono d'accordo sulla tua proposta di attribuzione del copyright ai programmatori, ma non sono certo che una rivendicazione sindacale (pur legittima) sia il modo più efficace di ottenere questo risultato. Di certo però su un punto non sono d'accordo: c'è così poco da salvare nello stack software mainstream, che ormai riscrivere tutto da zero sta diventando l'approccio più economico. Dunque sì, vi sono mezzi di produzione fisici che possono costituire un _minimo_ capitale aziendale. Fatto sta che quei mezzi fisici esistoni per facilitare la produzione delle nostre menti: l'esatto contrario di ciò che avviene in una fabbrica, dove le persone sono lì per facilitare la produzione della catena di montaggio e delle macchine che vi operano. Quanto alle barriere legali, sono costruite sulle sabbie mobili. Giacomo
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J.C. DE MARTIN -
Stefano Zacchiroli