Green pass: discriminazione e controllo (Gattaca?)
Buongiorno, vi chiedo perdono in partenza per la lunghezza del mio messaggio, anche se cercherò di essere stringato al massimo, ma io vedo un pericolosissimo salto di paradigma reso possibile dalla recente crisi covid-19 nel contesto della "tecnologia del controllo". Le posizioni molto critiche di Cacciari e Agamben sul "green pass" [1] si inscrivono perfettamente nel più ampio discorso del "capture capitalism" [2] (detto volgarmente: se vogliamo "tenere aperto" dobbiamo applicare misure /tecnologiche/ (in)adatte a /prevenire/ questa e le future pandemie), oltre che nella questione molto più profonda della "nuda vita" [3]. Un articolo molto interessante che evidenzia questa connessione (tra green pass e capture capitalism) è quello di Tommaso Gazzolo [4], docente di Filosofia del Diritto, recentemente pubblicato nel "Diario della Crisi" dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: «Green pass: discriminazione e controllo» https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/green-pass-discrim... nel quale l'autore fa un'interessante analisi del concetto giuridico di discriminazione e come la pandemia (e il "green pass") abbia messo fortemente in crisi (o no?!?) la sua declinazione nel diritto: Alcuni estratti (arbitrari) che mi consentono di passare alla "fase distopica": --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Perché, sul piano giuridico, si può certo osservare che il “green pass” introduce un differente trattamento non delle persone, ma delle azioni – un differente trattamento, cioè, dipendente dall’aver compiuto o meno una certa azione (vaccinarsi), e non certo dall’identità o dalle convinzioni personali dei soggetti (non è perché sei convinto che il vaccino non sia opportuno o utile che vieni “discriminato”). [...] Il secondo argomento che il testo (di Cacciari e Agamben, n.d.r) spende è di ordine diverso. Mette in gioco, infatti, non tanto il problema della “discriminazione”, quanto quello della tecnologia politica che oggi corrisponde al nostro tipo di società, e che Deleuze già chiamava “società di controllo”. [...] Siamo, invece, in società che sono fondate sul controllo, ossia sull’idea – che il funzionamento degli algoritmi ha ormai portato ad un nuovo e inedito livello – di poter prevedere che cosa le persone, nella libertà dei loro movimenti, faranno ad una certa ora del giorno in un certo luogo. [...] Le vere innovazioni sono, piuttosto due: (a) da una parte, lo sviluppo di tutti quei dispositivi che consentono di assicurare un flusso di dati in grado di fondare calcoli predittivi. [...] Curarti /prima/ che ti ammali, limitare il traffico di ingresso in una Regione prima che i contagi oltrepassino la soglia di “sicurezza”, calcolare in anticipo il numero di persone che saliranno su quel bus a quell’ora in modo da verificare che esso non ecceda i posti seduti disponibili: sono queste le necessità del potere, oggi. (b) [...] una logica che assicurerà meccanismi “fluidi” di entrata e uscita dagli spazi, basati, più che sull’identità concreta degli individui, sui dati che essi possono trasmettere. [...] città «in cui ciascuno può lasciare il suo appartamento, la sua strada, il suo quartiere grazie alla sua carta elettronica (dividuale) che faccia alzare questa o quella barriera, e allo stesso modo la carta può essere respinta quel giorno o entro la tal ora; ciò che conta non è la barriera ma il computer che ritrova la posizione di ciascuno, lecita o illecita, ed opera una modulazione universale». [...] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Viviamo perennemente in uno "stato di eccezione", dove la necessità di /garantire sicurezza/ ai governati giustifica da parte dei governanti il ricorso ad ogni mezzo (il)lecito per combattere questa sorta di incessante guerra (civile): dal terrorismo alla pandemia (passando per le migrazioni), dai rifiuti al cambiamento climatico... ovviamente il tutto /scientemente/ (non scientificamente) [5] dimostrato. L'ultimo passo sopra mi ha ricordato la trama di un interessante film del '97, "Gattaca" [6], nel quale si narra di un mondo nel quale: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- A genetic registry database uses biometrics to classify those so created as "valids" while those conceived naturally and more susceptible to genetic disorders are known as "in-valids". Genetic discrimination is illegal, but in practice genotype profiling is used to identify valids to qualify for professional employment while in-valids are relegated to menial jobs. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Un mondo dove la discriminazione è illegale, /semplicemente/ i tuoi dati biometrici - nel film comprendono il profilo genetico completo con predizione aspettativa di vita e malattie - sono utilizzati per determinare cosa NON puoi fare: prego notare con attenzione e pazienza l'analogia con l'analisi del concetto giuridico di discriminazione svolta dal Gazzolo nell'articolo sopra menzionato. C'è forse qualcuno che per combattere la "guerra alle malattie" (alla morte?!?) sta seriamente pensando di applicare questo paradigma di governo? Ci sono ricercatori e medici che stanno seriamente studiando il modo di rendere /scientemente/ [5] giustificato un simile scenario? Temo che tale scenario sarebbe accettato molto più che volentieri da ogni cittadino in modo analogo a come viene non solo accettato ma /richiesto/ il green pass... dopotutto chi non vorrebbe vivere /per sempre/ in totale sicurezza?!? [7] Se così fosse, per l'ennesima volta mi permetto di ricordare che tutto questo rischia seriamente di finire in una /drammatica/ allucinazione scientifica [8] (scientista) collettiva. Saluti, 380° [1] https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/massimo-cacciari-g... [2] che io preferisco di gran lunga all'etichetta "surveillance capitalism" [3] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-nuda-vita-e-il-vaccino [4] https://www.uniss.it/ugov/person/17442 [5] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-medicina-come-religione [6] https://en.wikipedia.org/wiki/Gattaca [7] https://en.wikipedia.org/wiki/Life_extension; sul legame tra AI e (rifiuto della) morte un giorno mi piacerebbe ritornare (partendo dalle posizioni di Ray Kurzweil, Marvin Minsky e il transumanesimo vs. Joseph Weizenbaum e l'umanesimo) [8] https://nooscope.ai/ -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
concordo pienamente Giovanni Il giorno sab 11 set 2021 alle ore 12:27 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno,
vi chiedo perdono in partenza per la lunghezza del mio messaggio, anche se cercherò di essere stringato al massimo, ma io vedo un pericolosissimo salto di paradigma reso possibile dalla recente crisi covid-19 nel contesto della "tecnologia del controllo".
Le posizioni molto critiche di Cacciari e Agamben sul "green pass" [1] si inscrivono perfettamente nel più ampio discorso del "capture capitalism" [2] (detto volgarmente: se vogliamo "tenere aperto" dobbiamo applicare misure /tecnologiche/ (in)adatte a /prevenire/ questa e le future pandemie), oltre che nella questione molto più profonda della "nuda vita" [3].
Un articolo molto interessante che evidenzia questa connessione (tra green pass e capture capitalism) è quello di Tommaso Gazzolo [4], docente di Filosofia del Diritto, recentemente pubblicato nel "Diario della Crisi" dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici:
«Green pass: discriminazione e controllo»
https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/green-pass-discrim...
nel quale l'autore fa un'interessante analisi del concetto giuridico di discriminazione e come la pandemia (e il "green pass") abbia messo fortemente in crisi (o no?!?) la sua declinazione nel diritto:
Alcuni estratti (arbitrari) che mi consentono di passare alla "fase distopica":
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
[...] Perché, sul piano giuridico, si può certo osservare che il “green pass” introduce un differente trattamento non delle persone, ma delle azioni – un differente trattamento, cioè, dipendente dall’aver compiuto o meno una certa azione (vaccinarsi), e non certo dall’identità o dalle convinzioni personali dei soggetti (non è perché sei convinto che il vaccino non sia opportuno o utile che vieni “discriminato”).
[...] Il secondo argomento che il testo (di Cacciari e Agamben, n.d.r) spende è di ordine diverso. Mette in gioco, infatti, non tanto il problema della “discriminazione”, quanto quello della tecnologia politica che oggi corrisponde al nostro tipo di società, e che Deleuze già chiamava “società di controllo”. [...] Siamo, invece, in società che sono fondate sul controllo, ossia sull’idea – che il funzionamento degli algoritmi ha ormai portato ad un nuovo e inedito livello – di poter prevedere che cosa le persone, nella libertà dei loro movimenti, faranno ad una certa ora del giorno in un certo luogo.
[...] Le vere innovazioni sono, piuttosto due:
(a) da una parte, lo sviluppo di tutti quei dispositivi che consentono di assicurare un flusso di dati in grado di fondare calcoli predittivi. [...] Curarti /prima/ che ti ammali, limitare il traffico di ingresso in una Regione prima che i contagi oltrepassino la soglia di “sicurezza”, calcolare in anticipo il numero di persone che saliranno su quel bus a quell’ora in modo da verificare che esso non ecceda i posti seduti disponibili: sono queste le necessità del potere, oggi.
(b) [...] una logica che assicurerà meccanismi “fluidi” di entrata e uscita dagli spazi, basati, più che sull’identità concreta degli individui, sui dati che essi possono trasmettere. [...] città «in cui ciascuno può lasciare il suo appartamento, la sua strada, il suo quartiere grazie alla sua carta elettronica (dividuale) che faccia alzare questa o quella barriera, e allo stesso modo la carta può essere respinta quel giorno o entro la tal ora; ciò che conta non è la barriera ma il computer che ritrova la posizione di ciascuno, lecita o illecita, ed opera una modulazione universale».
[...]
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Viviamo perennemente in uno "stato di eccezione", dove la necessità di /garantire sicurezza/ ai governati giustifica da parte dei governanti il ricorso ad ogni mezzo (il)lecito per combattere questa sorta di incessante guerra (civile): dal terrorismo alla pandemia (passando per le migrazioni), dai rifiuti al cambiamento climatico... ovviamente il tutto /scientemente/ (non scientificamente) [5] dimostrato.
L'ultimo passo sopra mi ha ricordato la trama di un interessante film del '97, "Gattaca" [6], nel quale si narra di un mondo nel quale:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
A genetic registry database uses biometrics to classify those so created as "valids" while those conceived naturally and more susceptible to genetic disorders are known as "in-valids". Genetic discrimination is illegal, but in practice genotype profiling is used to identify valids to qualify for professional employment while in-valids are relegated to menial jobs.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Un mondo dove la discriminazione è illegale, /semplicemente/ i tuoi dati biometrici - nel film comprendono il profilo genetico completo con predizione aspettativa di vita e malattie - sono utilizzati per determinare cosa NON puoi fare: prego notare con attenzione e pazienza l'analogia con l'analisi del concetto giuridico di discriminazione svolta dal Gazzolo nell'articolo sopra menzionato.
C'è forse qualcuno che per combattere la "guerra alle malattie" (alla morte?!?) sta seriamente pensando di applicare questo paradigma di governo? Ci sono ricercatori e medici che stanno seriamente studiando il modo di rendere /scientemente/ [5] giustificato un simile scenario?
Temo che tale scenario sarebbe accettato molto più che volentieri da ogni cittadino in modo analogo a come viene non solo accettato ma /richiesto/ il green pass... dopotutto chi non vorrebbe vivere /per sempre/ in totale sicurezza?!? [7]
Se così fosse, per l'ennesima volta mi permetto di ricordare che tutto questo rischia seriamente di finire in una /drammatica/ allucinazione scientifica [8] (scientista) collettiva.
Saluti, 380°
[1]
https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/massimo-cacciari-g...
[2] che io preferisco di gran lunga all'etichetta "surveillance capitalism"
[3] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-nuda-vita-e-il-vaccino
[4] https://www.uniss.it/ugov/person/17442
[5] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-medicina-come-religione
[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Gattaca
[7] https://en.wikipedia.org/wiki/Life_extension; sul legame tra AI e (rifiuto della) morte un giorno mi piacerebbe ritornare (partendo dalle posizioni di Ray Kurzweil, Marvin Minsky e il transumanesimo vs. Joseph Weizenbaum e l'umanesimo)
-- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
dal 1300 era di carta... On 11/09/21 12:27, 380° wrote:
Buongiorno,
vi chiedo perdono in partenza per la lunghezza del mio messaggio, anche se cercherò di essere stringato al massimo, ma io vedo un pericolosissimo salto di paradigma reso possibile dalla recente crisi covid-19 nel contesto della "tecnologia del controllo".
Le posizioni molto critiche di Cacciari e Agamben sul "green pass" [1] si inscrivono perfettamente nel più ampio discorso del "capture capitalism" [2] (detto volgarmente: se vogliamo "tenere aperto" dobbiamo applicare misure /tecnologiche/ (in)adatte a /prevenire/ questa e le future pandemie), oltre che nella questione molto più profonda della "nuda vita" [3].
Un articolo molto interessante che evidenzia questa connessione (tra green pass e capture capitalism) è quello di Tommaso Gazzolo [4], docente di Filosofia del Diritto, recentemente pubblicato nel "Diario della Crisi" dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici:
«Green pass: discriminazione e controllo»
https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/green-pass-discrim...
nel quale l'autore fa un'interessante analisi del concetto giuridico di discriminazione e come la pandemia (e il "green pass") abbia messo fortemente in crisi (o no?!?) la sua declinazione nel diritto:
Alcuni estratti (arbitrari) che mi consentono di passare alla "fase distopica":
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
[...] Perché, sul piano giuridico, si può certo osservare che il “green pass” introduce un differente trattamento non delle persone, ma delle azioni – un differente trattamento, cioè, dipendente dall’aver compiuto o meno una certa azione (vaccinarsi), e non certo dall’identità o dalle convinzioni personali dei soggetti (non è perché sei convinto che il vaccino non sia opportuno o utile che vieni “discriminato”).
[...] Il secondo argomento che il testo (di Cacciari e Agamben, n.d.r) spende è di ordine diverso. Mette in gioco, infatti, non tanto il problema della “discriminazione”, quanto quello della tecnologia politica che oggi corrisponde al nostro tipo di società, e che Deleuze già chiamava “società di controllo”. [...] Siamo, invece, in società che sono fondate sul controllo, ossia sull’idea – che il funzionamento degli algoritmi ha ormai portato ad un nuovo e inedito livello – di poter prevedere che cosa le persone, nella libertà dei loro movimenti, faranno ad una certa ora del giorno in un certo luogo.
[...] Le vere innovazioni sono, piuttosto due:
(a) da una parte, lo sviluppo di tutti quei dispositivi che consentono di assicurare un flusso di dati in grado di fondare calcoli predittivi. [...] Curarti /prima/ che ti ammali, limitare il traffico di ingresso in una Regione prima che i contagi oltrepassino la soglia di “sicurezza”, calcolare in anticipo il numero di persone che saliranno su quel bus a quell’ora in modo da verificare che esso non ecceda i posti seduti disponibili: sono queste le necessità del potere, oggi.
(b) [...] una logica che assicurerà meccanismi “fluidi” di entrata e uscita dagli spazi, basati, più che sull’identità concreta degli individui, sui dati che essi possono trasmettere. [...] città «in cui ciascuno può lasciare il suo appartamento, la sua strada, il suo quartiere grazie alla sua carta elettronica (dividuale) che faccia alzare questa o quella barriera, e allo stesso modo la carta può essere respinta quel giorno o entro la tal ora; ciò che conta non è la barriera ma il computer che ritrova la posizione di ciascuno, lecita o illecita, ed opera una modulazione universale».
[...]
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Viviamo perennemente in uno "stato di eccezione", dove la necessità di /garantire sicurezza/ ai governati giustifica da parte dei governanti il ricorso ad ogni mezzo (il)lecito per combattere questa sorta di incessante guerra (civile): dal terrorismo alla pandemia (passando per le migrazioni), dai rifiuti al cambiamento climatico... ovviamente il tutto /scientemente/ (non scientificamente) [5] dimostrato.
L'ultimo passo sopra mi ha ricordato la trama di un interessante film del '97, "Gattaca" [6], nel quale si narra di un mondo nel quale:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
A genetic registry database uses biometrics to classify those so created as "valids" while those conceived naturally and more susceptible to genetic disorders are known as "in-valids". Genetic discrimination is illegal, but in practice genotype profiling is used to identify valids to qualify for professional employment while in-valids are relegated to menial jobs.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Un mondo dove la discriminazione è illegale, /semplicemente/ i tuoi dati biometrici - nel film comprendono il profilo genetico completo con predizione aspettativa di vita e malattie - sono utilizzati per determinare cosa NON puoi fare: prego notare con attenzione e pazienza l'analogia con l'analisi del concetto giuridico di discriminazione svolta dal Gazzolo nell'articolo sopra menzionato.
C'è forse qualcuno che per combattere la "guerra alle malattie" (alla morte?!?) sta seriamente pensando di applicare questo paradigma di governo? Ci sono ricercatori e medici che stanno seriamente studiando il modo di rendere /scientemente/ [5] giustificato un simile scenario?
Temo che tale scenario sarebbe accettato molto più che volentieri da ogni cittadino in modo analogo a come viene non solo accettato ma /richiesto/ il green pass... dopotutto chi non vorrebbe vivere /per sempre/ in totale sicurezza?!? [7]
Se così fosse, per l'ennesima volta mi permetto di ricordare che tutto questo rischia seriamente di finire in una /drammatica/ allucinazione scientifica [8] (scientista) collettiva.
Saluti, 380°
[1] https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/massimo-cacciari-g...
[2] che io preferisco di gran lunga all'etichetta "surveillance capitalism"
[3] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-nuda-vita-e-il-vaccino
[4] https://www.uniss.it/ugov/person/17442
[5] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-medicina-come-religione
[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Gattaca
[7] https://en.wikipedia.org/wiki/Life_extension; sul legame tra AI e (rifiuto della) morte un giorno mi piacerebbe ritornare (partendo dalle posizioni di Ray Kurzweil, Marvin Minsky e il transumanesimo vs. Joseph Weizenbaum e l'umanesimo)
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