Linked Open Data e P.A., binario morto?
Matteo Fortini si definisce un "civic hacker" ma è pure un assessore della sua città e vede quindi la P.A. anche dall'interno. In questo articolo [1] parla della sua esperienza con gli Open Data, vorrei qui riportare le sue conclusioni: "Quando la PA si rivolge all'esterno spesso viene percepita come “gelosa” dei propri dati. Anche fra gli esperti si commenta spesso sulla mancata apertura di questo o quel dataset, attribuendo implicitamente la colpa a una sorta di mala fede degli enti, che non vogliono privarsi di un bene essenziale. Ho capito che in generale le amministrazioni in realtà non sono padrone dei loro dati, che sono chiusi in archivi creati e gestiti dai software dei loro fornitori del momento, nei confronti dei quali hanno ridottissimi margini contrattuali, a maggior ragione nel caso in cui si vogliano ottenere risultati non necessari per ottemperare a qualche legge e pertanto interessanti potenzialmente per tutti i clienti. Aprire i dati non richiede solo buona volontà: richiede tempo, persone dedicate, e anche denaro. Tutto moltiplicato per gli adempimenti burocratici. È fondamentale, inoltre, avere una domanda di dati che venga dall'esterno. L’intenzione di aprire uno o più dataset si bloccherà molto più facilmente nelle pieghe di tantissimi adempimenti più urgenti, se non ci sarà qualcuno che abbia richiesto una loro pubblicazione per qualche motivo. Per questo, occorre anche diffondere la cultura dei dati aperti e in senso generale della filosofia che vi sta alla base: spesso gruppi di cittadini, associazioni, partiti, enti privati realizzano opere di ricerca producendo dati interessantissimi, che vengono purtroppo soltanto citati in occasione di qualche pubblicazione o conferenza stampa, restando ad ammuffire perché dimenticati in un hard disk, e non hanno neppure l’idea di richiedere dati alla pubblica amministrazione per fare ragionamenti." Nel 2006 Tim Berners-Lee ha coniato il termine Linked Data e successivamente ha suggerito una classificazione da 1 a 5 stelle per gli Open Data [2]. A fine 2012 la Commissione di Coordinamento SPC, formata da persone provenienti da varie amministrazioni ha presentato le "Linee guida per l'interoperabilità semantica attraverso i linked open data" [3]. Dal 2013 ad oggi? Chiudo sempre con le parole di Matteo Fortini: "Il nostro mondo è sempre più caratterizzato dalla pubblicazione di dati e contenuti online, spesso con licenze aperte. Purtroppo a quest’abbondanza non corrisponde in generale altrettanto impegno - politico, economico, tecnologico - perché questi contenuti siano disponibili sempre e per sempre. Basta un cambio di governo, una crisi economica, un aggiornamento normativo, un problema amministrativo o tecnico perché siano indisponibili anche per lunghi periodi. Pensiamo che la società civile debba riconoscere l’inestimabile valore dei dati aperti pubblicati e si debba adoperare perché non rischino in alcun modo di essere perduti o, con conseguenze simili, diventare non disponibili. Come accadde per i monaci benedettini in epoca medievale, è tempo di porsi il problema di mettere al sicuro tutti questi dati dall’impatto di qualsiasi catastrofe che li possa colpire, perché rimangano patrimonio pubblico." Antonio [1] https://medium.com/@mfortini/odd17-imola-gli-open-data-dentro-e-fuori-la-pa-... [2] https://5stardata.info/en/ [3] https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/documentazione_...
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Antonio Iacono