I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie". A. https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda... https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
Ciao. La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia). Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda...
Buongiorno, Non è sicuramente l'unica idea del genere. Ad esempio mi viene subito in mente inizi 2000 la comunità wireless Fon ( https://en.wikipedia.org/wiki/Fon_Wireless ), basato su hardware qualsiasi low cost per realizzare una rete wireless condivisa. Tuttavia, si è andati progressivamente incontro a restrizioni dal punto di vista gerarchico/organizzativo (alla fine la Internet globale è comunque regolata su logiche gerarchiche) sia legali (all'epoca per dire c'era il DM 314-92, la legge Pisanu, tracciamento dei dati etc), per non entrare in imparziali discorsi politici. Un cambio di paradigma doveva forse essere fatto 20 anni fà, ma non era assolutamente più facile di oggi. Saluti 24 janvier 2025 14:26 "abregni" <abregni@iperv.it> a écrit:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia).
Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare > con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. > Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il > pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone > di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi > sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel > corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno > miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di > ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute > mentale e delle nostre democrazie". A. https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda... -democrazia-riformiamo-i-social-97dbc212-0601-40b0-8396-ac01a5f633b7.html https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
-- Ing. E. Roberto Richiardone e@richiardone.eu emmanuel.roberto-richiardone@ingpec.eu +39 340 2539585
Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono : - Certificazione dell'identità (facile da aggirare) - Moderazione e factchecking (ha già fallito) - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti (giuridicamente assurda) Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare? Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate. L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee. E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni. G. On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it> wrote:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia).
Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda...
Tragicamente, ...concordo. Il 2025-01-24 15:17 Guido Vetere ha scritto:
Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono : - Certificazione dell'identità (facile da aggirare) - Moderazione e factchecking (ha già fallito) - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti (giuridicamente assurda)
Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare? Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate. L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee. E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
G.
On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it> wrote:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere della Sera; - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe finita così, ...la democrazia).
Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliarda...
L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
L'Europa? Politici europei? Imprenditori europei? Burocrati europei? Scienziati europei? Accademici europei? Giornalisti europei? A quale categoria di "europei" ti riferisci? Il politico si "accorge" di qualcosa che riguarda la tecnologia solo quando ne parla la stampa o la televisione, oppure, come in questo caso, quando un tizio della Silicon Valley (portandosi dietro i suoi sodali) assurge a Deux ex machina della politica americana (e non solo). Ma i "media" tradizionali dove sono stati nell'ultimo decennio? Monica Maggioni, qualche giorno fa, faceva pubblicamente autocritica per "avere letto troppo poco in questi anni di quello che questi signori scrivevano e dicevano" [1]. La "catena" ideale dovrebbe essere: 1) Una stampa seria e indipendente che faccia le pulci, ad esempio, alle Big Tech, non appena questi perdano la bussola; 2) Un'opinione pubblica sensibilizzata dal "cane da guardia della democrazia" di cui al punto 1) 3) Una politica che, messa in azione dall'opinione pubblica, si attivi per finanziare infrastrutture e provider indipendenti con il mandato di favorire la nascita di social decentralizzati C'è solo un piccolo problema ... Se la stampa di cui al punto 1) è nelle mani di pochissime mani, la catena si spezza al primo anello. A. [1] https://www.raiplay.it/video/2025/01/Il-cavallo-e-la-torre---Puntata-del-200...
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