Re: [nexa] la Corte Costituzionale "sperimenta" le licenze CC
Sono d'accordo. Ho infatti sottolineato nell'articolo che si tratta di un ottimo esempio. E a breve ne uscirà un altro, su altro canale, in cui parlerò di questo caso come un caso in ultima analisi virtuoso... anche se migliorabile nei modi. Bisogna accontentarsi dell'innovazione a piccoli passi; sempre meglio che la non innovazione.
Ecco, l'altro articolo di cui parlavo è uscito giusto stamattina su Apogeonline. Si intitola "CC, come Corte Costituzionale. Se le sentenze escono dai faldoni" http://www.apogeonline.com/webzine/2013/04/24/cc-come-corte-costituzionale In questo non faccio il giurista pignolo. Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
Scusate l'ulteriore messaggio... ma solo ora ho visto che da stamattina la pagina in questione risulta emendata con l'aggiunta del link. Dunque la licenza applicata è la Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia; ora non ci sono più dubbi. Ho già aggiunto una nota di aggiornamento al mio post originario. Allora forse le pignolerie a qualcosa servono... Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
PS: Tuttavia resta la contraddizione con la pagina "note legali", nella quale ora compare la seguente dicitura: - - - - - La Corte costituzionale fa divieto, in assenza di espressa autorizzazione, di riprodurre, estrarre copia, ovvero distribuire le informazioni testuali e gli elementi multimediali disponili sul sito per finalità commerciali. Il riuso degli Open data disponibili sul sito è soggetto a licenza Creative Commons (CC BY SA 3.0). - - - - - Il senso sembra essere quello che la licenza si applica solo sui cosiddetti "open data" e non sul resto dei contenuti del sito. Domanda: ma se abbiamo detto che nella sezione open data c'è tutto il materiale pubblicato dalla Corte Costituzionale, com'è la questione?!? Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
I partiti sono paralizzati dalla loro autoreferenzialità, generano un presidenzialismo de facto a Costituzione invariata, il Re è nudo e sarebbe tutta colpa della Rete? Ma mi faccia il piacere...direbbe Totò. Sono impressionato dalla reazione smodata degli ignoranti digitali che scambiano la modalità broadcasting di Grillo-Casaleggio con i 5 Stelle con quelle di interazione accreditata consentite da diverse piattaforme. Sono spinti da due motivazioni: - la prima risponde alla necessità di relativizzare l'espressione elettorale del 25% di italiani; - la seconda risponde all'insofferenza dei mondi editoriali cartacei e radiotelevisivi per la rete digitale. Come sappiamo in Italia non abbiamo la presenza di editori puri, con poche e piccole eccezioni, per cui il blocco sociale che ha fatto della cosa pubblica un terreno di saccheggio, incuranti di perdere le grandi aziende nazionali (ultime cadranno quelle dell'energia), e ha nominato/spartito redazioni e direttori, fa quadrato e reagisce in modo omeostatico contro ogni possibile disintermediazione nella definizione del senso comune. Avete notato che, a parte il fatto Quotidiano, è in atto la santificazione di Napolitano e della consociazione proposta, con la messa al bando del termine "inciucio"? Avete notato come la forzatura costituzionale con il secondo settennato, non escluso nè menzionato dai padri costituenti che non auspicavano di passare dal Ventennio ai 14 anni, sia stata equiparata alla parola "Golpe" ? Così con l'equivalenza semantica si evita di dire che Napolitano non è stato proposto come accordo di unità nazionale a partire dalla prima votazione, spiegandone le ragioni e le conseguenze per il governo del paese, ma crea una modifica di fatto con l'esercizio di un presidenzialismo mai introdotto. Avete notato che i commenti sulle elezioni in Friuli-V.G. sono tutti concentrati sul dimezzamento grillino e non sul fatto che solo il 50% degli aventi diritto è andato a votare? Si pone una questione di legittimità politica che volutamente viene rimossa. Avete notato come è stato trattato, relativizzato e persino diffamato Rodotà? Gli è stato imputato di essere sostenuto da Grillo, omettendo che è stato proposto da centinaia di professionisti e accademici non 5Stelle, ultimo Scalfari che lo conosce bene, avendolo come editorialista e avendolo avuto nel Partito radicale con/di Pannunzio. La rete ha ampliato enormemente lo Spazio Pubblico e consente modalità interattive e disintermediazione, ciò non significa che risolva le idiozie regressive proprie delle antropologie che la usano ma offre affermazioni di fonti e modalità informative fondate sull'autorevolezza e non sul controllo gerarchico, vedi Wikipedia. e-democracy, partecipazione informata con identità accreditate sono questioni non derubricabili a "democrazia dei tweet" come dice il Corriere. Questo rende più difficile una politica fondata sulla simulazione e sulla dissimulazione e rende i cittadini/elettori più esigenti. Siamo all'inizio e nessuno può limitarsi ad essere uno spettatore, magari "tecnologico", non è una rete di tubi per la quale occorrono idraulici ma è l'acqua, un Bene Comune per il quale occorre avere la consapevolezza di essere un blocco sociale per l'innovazione qualitativa, con le conseguenti responsabilità di pratiche, di azioni e di proposte. Fiorello Cortiana
La società italiana ha subito oltre vent'anni di lavaggio del cervello, dove la rete, le sue tecnologie, e le piattaforme che offriva venivano costantemente dipinte come forze negative e demonizzate. Per chi si rende conto, vivendo questa realtà nel suo quotidiano, soprattutto a livello internazionale, quanto dirompenti e positivi possano essere gli effetti economici, politici, e anche a livello personale della rete come piattaforma pur di per se neutra, è facile meravigliarsi della cecità degli altri. Ma penso sia proprio nostra responsabilità elencare con una prontezza e una immediatezza, che spazzano via le obiezioni più becere, esempi positivi di utilizzo in Italia. Quali sono i vostri esempi preferiti? Quali iniziative, che non siano durate una sola stagione, riportate quando vi capita di commentare in un foro privato o pubblico su quanto può aiutare la rete in Italia? David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban 2013/4/24 Fiorello Cortiana <f.cortiana@provincia.milano.it>
I partiti sono paralizzati dalla loro autoreferenzialità, generano un presidenzialismo de facto a Costituzione invariata, il Re è nudo e sarebbe tutta colpa della Rete? Ma mi faccia il piacere...direbbe Totò. Sono impressionato dalla reazione smodata degli ignoranti digitali che scambiano la modalità broadcasting di Grillo-Casaleggio con i 5 Stelle con quelle di interazione accreditata consentite da diverse piattaforme. Sono spinti da due motivazioni: - la prima risponde alla necessità di relativizzare l'espressione elettorale del 25% di italiani; - la seconda risponde all'insofferenza dei mondi editoriali cartacei e radiotelevisivi per la rete digitale. Come sappiamo in Italia non abbiamo la presenza di editori puri, con poche e piccole eccezioni, per cui il blocco sociale che ha fatto della cosa pubblica un terreno di saccheggio, incuranti di perdere le grandi aziende nazionali (ultime cadranno quelle dell'energia), e ha nominato/spartito redazioni e direttori, fa quadrato e reagisce in modo omeostatico contro ogni possibile disintermediazione nella definizione del senso comune. Avete notato che, a parte il fatto Quotidiano, è in atto la santificazione di Napolitano e della consociazione proposta, con la messa al bando del termine "inciucio"? Avete notato come la forzatura costituzionale con il secondo settennato, non escluso nè menzionato dai padri costituenti che non auspicavano di passare dal Ventennio ai 14 anni, sia stata equiparata alla parola "Golpe" ? Così con l'equivalenza semantica si evita di dire che Napolitano non è stato proposto come accordo di unità nazionale a partire dalla prima votazione, spiegandone le ragioni e le conseguenze per il governo del paese, ma crea una modifica di fatto con l'esercizio di un presidenzialismo mai introdotto. Avete notato che i commenti sulle elezioni in Friuli-V.G. sono tutti concentrati sul dimezzamento grillino e non sul fatto che solo il 50% degli aventi diritto è andato a votare? Si pone una questione di legittimità politica che volutamente viene rimossa.
Avete notato come è stato trattato, relativizzato e persino diffamato Rodotà? Gli è stato imputato di essere sostenuto da Grillo, omettendo che è stato proposto da centinaia di professionisti e accademici non 5Stelle, ultimo Scalfari che lo conosce bene, avendolo come editorialista e avendolo avuto nel Partito radicale con/di Pannunzio.
La rete ha ampliato enormemente lo Spazio Pubblico e consente modalità interattive e disintermediazione, ciò non significa che risolva le idiozie regressive proprie delle antropologie che la usano ma offre affermazioni di fonti e modalità informative fondate sull'autorevolezza e non sul controllo gerarchico, vedi Wikipedia. e-democracy, partecipazione informata con identità accreditate sono questioni non derubricabili a "democrazia dei tweet" come dice il Corriere. Questo rende più difficile una politica fondata sulla simulazione e sulla dissimulazione e rende i cittadini/elettori più esigenti. Siamo all'inizio e nessuno può limitarsi ad essere uno spettatore, magari "tecnologico", non è una rete di tubi per la quale occorrono idraulici ma è l'acqua, un Bene Comune per il quale occorre avere la consapevolezza di essere un blocco sociale per l'innovazione qualitativa, con le conseguenti responsabilità di pratiche, di azioni e di proposte.
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credo quanto dicevo ieri: «banca dati e contenuto della banca dati», o se preferisce «database right». "Open data" è <?xml eccetera?><root><pronuncia><num>1</num><eccetera/></pronuncia></root> free domain è «P.Q.M. la Corte dichiara manifestamente infondata tutta questa discussione» saluti Il giorno 24 aprile 2013 13:10, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com
ha scritto:
PS: Tuttavia resta la contraddizione con la pagina "note legali", nella quale ora compare la seguente dicitura: - - - - - La Corte costituzionale fa divieto, in assenza di espressa autorizzazione, di riprodurre, estrarre copia, ovvero distribuire le informazioni testuali e gli elementi multimediali disponili sul sito per finalità commerciali. Il riuso degli Open data disponibili sul sito è soggetto a licenza Creative Commons (CC BY SA 3.0). - - - - - Il senso sembra essere quello che la licenza si applica solo sui cosiddetti "open data" e non sul resto dei contenuti del sito. Domanda: ma se abbiamo detto che nella sezione open data c'è tutto il materiale pubblicato dalla Corte Costituzionale, com'è la questione?!? Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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