[...]ma non si fa nulla, hai ragione, e proprio per i motivi che dicevi, gli stessi, tra l'altro, a causa dei quali sono franati e franano tutti i discorsi di integrazione interoperabilità nella PA da 30 anni a questa parte
Su questo, concordo (per quel che possa valere...) e... rilancio (vedi sotto).
: non c'è potere, non ci sono appalti, i fornitori (veri decisori politici) non sono interessati, bisognerebbe fare tanta formazione, ecc
Su questo, sono in parziale disaccordo: disaccordo su "potere" e "appalti"; accordo su "fornitori" e "formazione"
Dal mio punto di vista, il problema è piu' semplice, e *NON* è
"nuovo"; Vi chiedo la cortesia di leggere *CON ATTENZIONE* il
frammento seguente:
==========================================
...gia' nel 1981 era possibile leggere in un rapporto CNEL "un
processo di riforma della Pubblica Amministrazione che voglia
essere moderno e produttivo non può prescindere da un utilizzo
razionale dell'informatica. Il che comporta un'altra
affermazione che è corollario naturale di quella che precede e
cioè che l'informatica non è uno strumenti aggiuntivo nella
pubblica amministrazione, ma uno strumento di riforma".
Dalle audizioni emerge piu' volte che mancano le competenze
interne e l'amministrazione sceglie di fare ampio ricorso al
mercato.
L'analisi dei curricula dei responsabili della transizione alla
modalita' operativa digitale rende difficile affermare che il
comma 1-ter dell'articolo 17 del CAD sia rispettato, e cioè che "il
responsabile dell'ufficio (...) è dotato di adeguate competenze
tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali", in
alcuni casi per stessa ammissione dei responsabili durante le
audizioni.
[...]
Dai lavori della Commissione non si può desumere che la spesa ICT
sia eccessiva, ma sicuramente emerge una scarsa capacità di
controllo della qualità della spesa, soprattutto per quanto
riguarda i sistemi informativi e l’impatto che dovrebbero
produrre, sia in termini di risparmi, sia in termini di
miglioramento della qualità dei servizi, che non viene quasi mai
misurato.
La mancanza di adeguate competenze interne impedisce alla PA di
contrattare adeguatamente con i fornitori, di progettare
correttamente le soluzioni necessarie, di scrivere bandi di gara
che selezionino il prodotto o il servizio più adeguato e aperto a
nuove implementazioni e, infine, di controllare efficacemente lo
sviluppo e la realizzazione delle soluzioni informatiche.
[...]
La mancanza di competenze adeguate, soprattutto nei livelli
apicali, e una concezione desueta del digitale, visto come
ancillare, di servizio e non come strategico, porta al rischio
sistematico di impiego inefficiente di denaro pubblico, in alcuni
casi vero e proprio spreco.
[...]
la Commissione ha constatato che molto raramente la PA committente
si pone il problema di misurare l’efficacia e la qualità della
digitalizzazione.
[...]
è auspicabile che la spesa di sviluppo e innovazione tecnologica
nei prossimi anni aumenti [...] ma la precondizione consiste
nell’immettere una massiccia dose di
competenze nella PA in modo da agevolare il cambio culturale
necessario ad una trasformazione evitando che la spesa pubblica
sia solo acquisto di tecnologia.
============================================
Vi ci ritrovate? Poteva essere scritto meglio di cosi'?
Come facciamo a *NON* concordare sul fatto che è *QUESTA* la radice del problema?
Attenzione: quello riportato qui sopra è un estratto della:
* "Relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla
digitalizzazione e l’innovazione della PA" del 13/10/2020
https://docs.italia.it/media/pdf/relazionecommissionedigitale-docs/bozza/relazionecommissionedigitale-docs.pdf
C'e' altro da aggiungere?
Fin quando questo problema non verra' affrontato e non verra'
risolto (evidentemente su scala "a lungo termine"), quello che
accadra' è scientificamente prevedibile.
Mi si perdonera' l'autocitazione, ma per "prevedibile" intendo
che, ad esempio, in ambito "cybersecurity" (molto trendy, in
questo periodo) è assolutamente normale che accada quello che
descrivevo in un mio scritto su Linkedin:
* "P.A. e (in)sicurezza delle infrastrutture"
https://www.linkedin.com/pulse/pa-e-insicurezza-delle-infrastrutture-damiano-verzulli
Le norme ci sono. I problemi sono chiari. È tutto chiarissimo....
Basta solo (volerci) mettere mano...
Io --nel mio piccolo-- c'ho provato, ed ho fallito. Due volte.
Non ci sara' una terza volta.
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html