questo, imho, e' figlio della solita ideaa di concorrenza basata sulle infrastrutture. (il padre illustre e' Martin Cave) dato che la concorrenza deve puntare a produrre infrastrutture alternative (e non a condividerle) il pubblico non puo' intervenire senno' avrebbe un effetto distorsivo del mercato. salvo poi scoprire che di rete ce ne puo' essere solo una ed allora sarebbe bene *obbligare* la condivisione. bisognerebbe dire "il mondo nel 2010 si e' sviluppato in modo diverso da come immaginavamo nel 1990; l'introduzione dei cellulari e della concorernza ha abbassato i margini disonibili per investimento nella rete fissa e la ladder of investment si e' fermata ai primi due gradini, in quasi tutta europa". certo... se l'obiettivo socialmente desiderabile e' quello di promuovere l'uso delle reti (quelle esistenti e quelle da costruire) perche' se l'obietivo socialmente desiderabile e' non palesare gli errori, allora continuiamo come siamo che va bene. ciao, s. On 02/11/10 13.50, Fiorello Cortiana wrote:
pensate alla Provincia di Milano che sta finendo di disporre 4.000Km di fibra sotto i piedi dei milanesi, sic!
Fiorello
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Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Sergio Sette Inviato: martedì 2 novembre 2010 13.17 A: Stefano Quintarelli Cc: nexa Oggetto: Re: [nexa] Decreto Pisanu - Articolo su Lavoce.info
Concordo con Stefano. In particolare il codice delle comunicazioni, soprattutto laddove vieta alle P.A. di fornire servizi alla cittadinanza sfruttando le proprie infrastrutture. Se il mio ente volesse fornire un servizio alla cittadinanza, anche usando totalmente le proprie infrastrutture (e chiaramente pagando al gestore il traffico internet), non lo potrebbe fare ma dovrebbe delegare, ovviamente pagando, ad azienda iscritta come operatore. Questo è un freno non indifferente non solo al wifi ma anche per esempio alla posa di fibra. Un ente pubblico come il mio (un comune) che per sua natura avrebbe la possibilità di cablare la città, perchè mai lo dovrebbe fare se poi non può utilizzarla direttamente ?
Sergio Sette
Il giorno 02 novembre 2010 12:18, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
il wifi per essere operabile in italia deve funzioanre a massimo 100mW, contro i 150-250mW tipici di un cellulare
non ci sono vincoli al piazzamento di antenne
i vincoli residui tolta la pisanu riguardano il codice delle comunicazioni e le misure di protezine. (annessi e connessi)
ciao, s.
On 02/11/10 00.04, Enrico Bertacchini wrote:
In-Reply-To: <4CCF2CCF.3080006@digitalpolicy.it> Date: Tue, 2 Nov 2010 00:04:49 +0100 Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Message-Id: <CA83685A-1D7A-49FF-B447-F249A86A8516@gmail.com> References: <4CCEFB0A.8070208@polito.it> <WC20101101203026.820117@penalistiassociati.it> <4CCF2CCF.3080006@digitalpolicy.it> To: Nexa Center <nexa@server-nexa.polito.it> X-Mailer: Apple Mail (2.1081)
Cari amici,=20 vi segnalo un articolo apparso su LaVoce.info = riguardante il dibattito sull'abolizione del Decreto Pisanu.
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001978.html
Buona Lettura
Ciao
Enrico
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