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La rete dovrebbe essere un luogo neutrale, ognuno dovrebbe avere il diritto di esprimere la propria opinione senza pregiudizi di sorta ...
Qui dobbiamo fare una distinzione, tra rete aperta e visibile a tutti e rete privata, fatta da chat e gruppi chiusi di vario genere. La rete aperta a tutti, quale può essere lo spazio che un quotidiano dedica ai commenti online dei lettori, non è un luogo neutrale dove dire quello che ci piace, quello che ci passa per la testa, quello che ci viene "dalla pancia". La rete è una piazza virtuale, esattamente come una piazza reale, la piazza di un piccolo comune o di una grande città. Proprio come in una piazza non puoi gridare tutto a tutti. Tu scrivi che chi lo fa si prende le proprie responsabilità. E' vero, ma dimmi quanti "odiatori" online sono stati denunciati?. Se invece una persona va nella piazza del proprio paese e offende con frasi razziste, quante probabilità ci sono che venga arrestata? Il diritto, le leggi, le tutele, anche quando apparentemente limitano la libertà di espressione, sono conquiste della società civile, non dimentichiamolo. Da padre di tre figli pre e adolescenti sono molto preoccupato dell'odio on line, dell'hate speech, io ho gli strumenti culturali per "filtrarli", loro non ancora. Ti invito a leggere questo rapporto [1], in particolare i casi di studio. Ciao, Antonio [1] https://www.bricks-project.eu/wp/wp-content/uploads/2016/03/relazione_bricks...