Lavorando in un piccolo Comune, devo dire che in larga parte si è trattato di una scelta politica ben precisa: lasciare ai privati lo sviluppo e la gestione del software invece di sviluppare una piattaforma unica nazionale. In alcuni casi possono in effetti essere necessarie delle personalizzazioni, penso ad esempio all'edilizia, dove si sommano disposizioni nazionali, regionali e dei regolamenti locali. Però l'anagrafe e lo stato civile sono funzioni gestite dal Comune a nome dello Stato, e dovrebbero quindi essere uniformi su tutto il territorio nazionale. Però il Ministero ha scelto di non fornire un software unico per la gestione, e ci sono oltre 20 diversi software acquistabili dai Comuni per gestire le anagrafi. Si tratta ovviamente di software proprietari, per i quali si pagano le licenze e la manutenzione, oltre che la personalizzazione iniziale (intestazioni, loghi, stradario...). Anche con l'avvento dell'ANPR, l'anagrafe unica nazionale, è stato predisposto l'applicativo web, ma è stata anche data la possibilità ai Comuni di continuare ad usare versioni adatatte dei software esistenti, scelta perlatro a questo punto ragionevole, dato che tutti gli altri applicativi sono interfaccibili con quello d'anagrafe, e smettere di usarlo di colpo avrebbe fatto cadere tutto il castello di carte.


Buon we a tutti


D.




From: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> on behalf of Roberto Guido <bob4mail@gmail.com>
Sent: Friday, June 30, 2017 11:39 AM
To: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] appello ai comuni: condividete il vostro software
 
On 06/29/2017 06:59 PM, Giulio De Petra wrote:
> Tutti i sw disponibili per i piccoli comuni, anche i più riusabili,
> aperti e meno costosi, sono stati realizzati in relazione ad una
> organizzazione già esistente.
> Utilizzandoli il nuovo comune di Mappano "importerebbe" anche le
> caratteristiche e i vincoli di quella organizzazione.
>
Ma e' abbastanza verosimile che tutti i piccoli comuni funzionino nello
stesso modo, anche in virtu' delle regolamentazioni su quali dati
gestire e come.
Nota interessante emersa in questi giorni: pare che nessuno conosca le
"specifiche tecniche" della pubblica amministrazione, summa di decreti
legge accumulati negli anni ma mai condensati in un documento tecnico
opportunamente tenuto aggiornato. Realizzare una applicazione, o
adattarne e aggiornarne una esistente, e' al 90% un onere burocratico
per ricostruire i diversi adempimenti da rispettare. Onere che,
ovviamente, tiene ben lontano qualsiasi soggetto di vocazione innovativa
che volesse cimentarsi nel magico mondo del software applicativo per la PA.

> Così facendo Mappano diventerebbe un laboratorio che potrebbe
> influenzare positivamente l'evoluzione organizzativa (e tecnologica)
> dei piccoli comuni italiani, oggi prevalentemente ostaggio di
> soluzioni digitali concepite in tempi molto lontani.
>
Suggestione certo interessante, ma un piccolo comune da solo puo' fare
fino ad un certo punto. Di sicuro non puo' commissionare da zero lo
stack amministrativo minimo, figurarsi dotarsi di strumenti piu'
sofisticati.
Anche da questo deriva l'appello ad "unire le forze", ed adottare un
modello aperto non per uno scopo fine a se' stesso ma per ottenere
risultati che il singolo comune da solo non puo' raggiungere.

--
Roberto Guido
http://www.madbob.org/

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