Meno male che c'è ancora il Senato...
G.

Il giorno 6 maggio 2017 17:31, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
cio' che scrivi IMHO e' corretto.

in particolare
> Come se non prendere le impronte ai figli fosse determinato solo
> dall'alto costo dell'operazione di identificazione e dal basso costo
> della marmellata, e non da una riflessione etica e giuridica.

ma io  non sono pessimista.

la ragione per cui possono essere prese delle decisioni acriticamente (sostanzialmente un ibrido di ignoranza dei decisori con dose di lisciata di pelo alla propria constituency) e' la stessa ragione per cui certi strumenti verranno limitati dalla cultura giuridica, una volta compresi.

faccio un paio di esempi che conosco direttamente:

la norma sui captatori: stava venendo approvata come mero fatto tecnico, totalmente overlooked. una volta capito il perche' ed il per come, sono state personalita' di altissima caratura istituzionale (sostanzialmente a digiuno di tecnologia) a sostenere che andassero limitati a reati che attentano all'integrita' dello Stato.

la norma su cyberbullismo: al senato era uscito un testo centrato sulla formazione; alla camera -a seguito di un tragico suicidio con ampia eco mediatica- si introdusse la usuale dose di vano "repressionismo" (qualcuno ricordera' la mia polemica e non partecipazione al voto). e fu approvata con annesse dichiarazioni trionfalistiche nei TG in prima serata. E' tornata al senato dove e' stata riportata alla forma originaria; tornera' alla camera e la approveremo come nella prima stesura.

ci possono essere sobbalzi, ma complessivamente il nostro sistema istituzionale IMHO non offre grandi spazi di deriva

(comunque non si puo' prescindere dal segnalare e dal portare elementi di riflessione...  ci vogliono piu' informatici impegnati in politica (l'ho gia' detto ?) ;-) )

IMHO anche negli USA, dove pure errori giudiziari arrivano a uccidere innocenti, nel complesso, il sistema istituzionale mi pare che in ultima istanza regga rispetto a derive.

ciao, s.


On 06/05/2017 11:07, Alberto Cammozzo wrote:
Caro Stefano,

sulla fallacia della facial recognition e ai falsi positivi hai ragione,
ma non mi farei troppe illusioni.
Quelli che vediamo ora sono dei prototipi la cui funzione prevalente è
essere accettati e creare un mercato.
Le nuove generazioni di riconoscimento biometrico multimodale e facciale
stereoscopico lasceranno in futuro molte meno vie di fuga statistiche.

Comunque quello che mi allarma non è tanto l'uso del riconoscimento
facciale, tecnologia (per ora) assai fallace, ma un fenomeno molteplice:

1) il sistematico e acritico migrare dei ritrovati dell'industria ICT
negli strumenti repressivi, che si allargano alla sfera sociale
includendo rating reputazionale e stigmatizzazione new-mediatica.
    La fantasia distopica di alcuni episodi di Black Mirror è
paurosamente prossima agli scenari cinesi.

2) l'assenza di proporzionalità tra la pesantezza dello strumento di
vigilanza/repressione e la futilità della trasgressione.
    Chi prenderebbe le impronte digitali ai figli per sapere chi ha
rubato la marmellata?
    La versatilità delle tecnologie e il basso costo relativo abbatte
ogni frizione.
    Come se non prendere le impronte ai figli fosse determinato solo
dall'alto costo dell'operazione di identificazione e dal basso costo
della marmellata, e non da una riflessione etica e giuridica.

3) la delega della regolazione alle macchine, o per essere più precisi
il passaggio da sistemi giuridico-sociali di regole a sistemi tecnici di
vincoli [1] che alla lunga porterà a:
    - una sproporzionata tutela giuridica della macchina,
    - la confusione tra la liceità di un comportamento e la possibilità
fattuale e tecnica di tenere lo stesso comportamento

Può sembrare che la Cina sa un contesto culturale molto distante dal
nostro e che certe cose da noi non succederanno mai.
In realtà da noi (UE) vi sono maggiori resistenze culturali e una
maggior frammentazione dell'autorità, per cui un impiego così invasivo
richiede maggior sforzo e tempo.
Gli USA sono in una zona intermedia.
Ma la politica securitaria in questi tempi ha gioco facile, così come è
forte la retorica del progresso tecnologico e del "You have no privacy,
so get over it" di Bill Joy.


Ciao,
Alberto

[1] me ne sono occupato a e-privacy nel 2008:
<http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo-RagioniVincoliNorme.pdf>
Oggi andrebbe corretto il tiro aggiustandolo su sistemi socio-tecnici
più che solo tecnici.


On 05/05/2017 20:16, Stefano Quintarelli wrote:
Di questo invece non sono particolarmente preoccupato...
Realizzeranno presto che...
http://blog.quintarelli.it/2016/05/di-riconoscimento-facciale-terrorismo-e-rev-bayes.html



In data 5 maggio 2017 16:31:49 Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net>
ha scritto:

Esempio estremo di escalation della tecnologia della sicurezza: la citta
di Jinan (oltre 7M ab.) installerà sistemi di riconoscimento facciale
per rilevare e punire l'attraversamento stradale dei pedoni e altre
infrazioni stradali.

Verrà usato in combinazione con un sistema "reputazionale" di
pubblicazione sociale dell'infrazione e uno sanzionatorio, per cui per i
recidivi le multe saranno più salate.

Mi travesto da Kurzweil e profetizzo una nuova singolarità. Non quella
utopica dei transumanisti, ma una distopica della rivolta contro le
social machines.


<http://www.ecns.cn/2017/05-05/256173.shtml>


Traffic police in Jinan, Shandong province, recently installed facial
recognition equipment at street intersections to go after jaywalkers and
other violators.

"When pedestrians or drivers of nonmotorized vehicles run a red light,
the equipment will take four snapshots and a 15-second video," said Wei
Jinghuo, director of the Jinan traffic police technology service center.
"Jaywalkers can usually be identified the same day by comparing the
images with those in the databases of the public security authorities.

"The technology enables us to recognize the image of each jaywalker in a
crowd."

The move is part of a 100-day campaign that will start soon in the city.

Once identified, jaywalkers will be notified by the traffic police and
asked to accept punishment at local traffic police branches. Jaywalkers
will be subject to fines as high as 50 yuan ($7.20).

Those caught by police on the spot will be given a choice: half an hour
of education on traffic rules or 20 minutes of volunteer work assisting
police in traffic guidance.

For those who refuse to take their punishment, the police will inform
employers or residential communities by letter, and their information
will be published in the media.

Information on jaywalkers will also be uploaded to the traffic credit
system Jinan plans to create before the end of next year. Once it's
completed, jaywalkers' information will be included in personal credit
archives, which will increase the cost of future violations of traffic
rules.

Wei said the punishment details are still being developed, as the
snapshot system has only been on trial for a month.

A number of Chinese cities-including Mianyang, Sichuan province, and
Fuzhou, Fujian province-have also started using facial recognition to
clamp down on jaywalkers.

In Mianyang, data captured by the facial recognition equipment are
displayed on a screen next to the street.

Dong Xiaoxia, an employee of a State-owned enterprise in the energy
industry in Jinan, said more time is needed to know whether or not the
system works.

"It depends on whether the authorities can enforce it," Dong said. "Can
the police authorities really expose jaywalkers' information in the
media? How will traffic credit records influence the jaywalkers?"

Zhang Qihua, a senior student at a university in Jinan, said the
campaign shows authorities' attitude toward clamping down on uncivilized
behavior.

"It is a good trend. Like the crackdown on drunken driving, I think a
crackdown on jaywalkers will also work," Zhang said.
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