L'analisi di Wall Street Journal dal punto di vista tecnico, secondo me, non è sconvolgente: i referer esistono da sempre, così come la possibilità di mettere o meno parametri in chiaro negli url. Educare gli utenti va bene, alzare un polverone, che mi sembra più l'obiettivo di WSJ, meno. Anche perché, possedendo News Corp oltre a WSJ anche MySpace, sicuramente deve mirare a dare un'immagine di imparzialità. (Rapleaf in particolare, che seguo da tempo, è stata secondo me sfortunata nell'essere presa di mira nell'articolo: il suo lavoro *è* la profilazione degli utenti. Come potrebbe farla senza profilarli?) David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban On Tue, Oct 19, 2010 at 2:08 PM, <ugo.pagallo@unito.it> wrote:
Nonostante l'annuncio pubblico del 26 maggio scorso, per cui Facebook dichiarava di aver “drastically simplified and improved its privacy controls”, come dire, Facebook strikes again. La fonte è il Wall Street Journal di ieri: http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304772804575558484075236968.ht... u. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa