Condivido l'analisi di Mazziotti. Secondo me, la causa della Rete avrà tante più chance di successo quanto più sarà capace di essere transpartitica e transnazionale. I recinti partitici hanno fatto il loro tempo. Da loro bisogna cogliere il meglio e l'utile, senza farsi fagocitare. Il confine è labile, la sfida ambiziosa. Ma le persone che animano anche questa mailing list sono, a mio avviso, in grado di coglierla.
Caro Arturo,sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che occorra iniziare quanto prima un confronto serrato tra le realtà interessate per portare finalmente il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'agenda digitale nelle sedi istituzionali competenti. Prima di fondare un partito ad hoc, però, mi chiederei quante e quali formazioni politiche italiane attualmente "in campo", e dotate di una certa rappresentatività, siano disposte ad aprire una piattaforma di discussione su temi politicamente e economicamente ormai ineludibili. Inoltre, non credo che tutte le personalità di grande spessore che hai citato possano riconoscersi facilmente nell'impostazione e nel marketing politico del Partito Pirata, che anche nei Paesi in cui ha avuto un successo clamoroso è rimasto un partito di nicchia, senza la capacità di influenzare davvero i processi decisionali degli organi democratici. Tra l'altro, in un Paese come l'Italia, caratterizzato da una frammentazione politica ridicola, c'è davvero bisogno di un'altra piccola formazione, per giunta con un approccio monotematico? Come si comportebbe una formazione simile ogni qual volta c'è da prendere posizione su temi non direttamente afferenti all'innovazione digitale o a Internet? Quale sarebbe il suo collante politico, nella presumibile diversità delle posizioni interne?A me pare che occorra fare pressione, in tutti i modi possibili, soprattutto attraverso i media, sull'opinione pubblica e sulle formazioni politiche esistenti, affinché le personalità che hai citato, e anche persone più giovani, possano riconoscersi ognuno nella propria formazione e/o area politica, e all'interno di quella area o formazione spingere con la propria autorevolezza sui temi che ci sono cari. L'esperienze di gruppi fortemente motivati, e legati alla rete, come il Partito Pirata o il movimento di Grillo sono politicamente molto utili, ma non hanno il potenziale di incidere nella realtà istituzionale delle cose.Saluti a tutti, G.Il giorno 22 settembre 2011 22:56, <a.dicorinto@uniroma1.it> ha scritto:
Hola--
In effetti a più riprese ci siamo interrogati sul tema, esplicitando due opzioni:
a) popolare le liste elettorali dei partiti tradizionali con persone che si sono sempre contraddistinte nel campo dell'innovazione tecnologia e dell'uso sociale della rete, insieme alla difesa dei diritti digitali;
b) creare un partito indipendente che possa portare i temi a noi cari, la libertà d'espressione, il diritto alla rete, la cooperazione competitiva, l'etica hacker, nei parlamenti locali e nazionali.
In entrambe i casi le persone, le "teste" per farlo ci sono: Rodotà, Cortiana, Folena, Formenti, Ricolfi, De Martin, Scorza, Gilioli, Bottoni, De Petra, Brini, Di Liberto, Gualazzi, Di Frenna, Mascia, Calvo, Marzano, Capelli, eccetera, tanto per citarne alcuni, ma ancora di più mi convincerebbe un rassemblement e un programma comune redatto e condiviso dalle reltà/comunità che "praticano" queste tematiche da tempo, per dare corpo e gambe a questa prospettiva. Penso al "giro" di Nexa, di Wikimedia, di Scambio Etico, di Frontiere Digitali, eccetera eccetera...
Ecco io penso che bisognerebbe partire da qui: un confronto serrato tra le realtà interessate a cambiare le cose in una prospettiva istituzionale, parlamentare, mettendo insieme tutto quello che già esiste. I candidati sarebbero scelti in un secondo momento.
PS; certo dal punto di vista del marketing politico la bandiera del Partito Pirata potrebbe anche funzionare.
A proposito, vi segnalo questa cosa che ho scritto sui nostri pirati:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/21/news/pirati_italiani-21966718/
**********************
“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore
-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----Per: "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it>
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Data: 22/09/2011 12.43PM
Oggetto: [nexa] Preparare una lista per le prossime elezioni?
Ne sono certo, come probabilmente anche IdV, ma ricordo bene come sia stato proprio Cappato che alla Festa dei Pirati del 2010 a dire come sia necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere direttamente in campo.
Sarebbe comunque interessante sentire Cortiana cosa ne pensa e se avesse voglia di mettersi alla testa di questa avventura. Per quanto mi riguarda anche Cappato avrebbe le caratteristiche adatte per fare il leader di questo soggetto politico ma ho la sensazione che sarà una delle punte di diamante che i Radicali metteranno in campo alle prossime elezioni, specialmente se non rinnoveranno l'accordo con il PD.
LDLIl giorno 22 settembre 2011 00:26, <andrea.mazzaro@libero.it> ha scritto:
l'idea e i contenuti sono interessanti: credo che in ogni caso i Radicali sosterrebbero le istanze proposte.
AM
Sent from Libero Mobile
________________________________
Il 21/09/2011, athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> ha scritto:
> Buon giorno a tutti,
>
> so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di firme a
> sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa anche
> possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed in caso
> di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere possibile
> fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei diritti
> fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a modificare
> all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la
> presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni
> politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
>
> Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0 sia
> indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una formazione
> politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera e
> frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un soggetto
> politico italiano che faccia propria con grande forza e determinazione la
> piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi appassioni molto
> la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che potrebbe
> garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione (sempre
> che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo una
> propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere l'errore di
> avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista, nelle
> liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo marchio.
> Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere
> rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico
> vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma sarebbe molto
> bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si sono in
> questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
>
> Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe aggiungere
> l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a
> cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento dei
> referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di iniziativa
> popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che potrebbero
> anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della autenticazione, che
> comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini siano
> equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano essere
> discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere congiunte
> in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere resi
> pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento europeo.
>
> Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai
> partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di informazione
> dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta
> politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle provincie
> comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una convergenza
> unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di politiche
> sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma ogni
> eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di voto.
>
> Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo, "prova a
> lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale disposto a
> remare nel tempo può diventare un veliero".
>
> Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a candidature
> elettorali.
>
> LDL
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
in effetti da più parti ci chiedono di emulare i tedeschi, il problema
è principalmente finanziario senza sottacere la poca simpatia e
seguito che abbiamo fra i giovani che dovrebbero essere i principali
animatori del partito, manca la volontà di mettere in campo iniziative
che suscitino attenzione e simpatia come del resto hanno fatto i
tedeschi (i.e. in mutande al check-in quando sono stati istallati i
inuovi scanner ......) mancano anche esperti dell'ambiente "politico",
sicuramente Fiorello potrebbe esserne uno, in grado d'impedirci
d'impantanarci prima ancora di veleggiare, persone del settore
informatico che godano di stima diffusa, Bottoni potrebbe essere uno
se sollecitato anche da altri (è sempre disponibile per l'associazione
ma molto meno per ripetere una campagna elettorale anche direttamente
sotto l'egida del Partito ...... insomma noi lo faremmo anche ma manca
la disponibilità di alcuni fattori che riteniamo fondamentali ......
se i partecipanti, oltre a Luigi, di questa lista vedessero di buon
occhio un'iniziativa di questo genere sarebbe già buona cosa insomma
....... il thread è aperto
grazie se decideste di farci conoscere cosa ne pensate.
saluti
athos
--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
http://www.piratpartiet.it
http://www.anonet.it
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Luigi Di Liberto (Coordinatore Movimento ScambioEtico)
http://www.scambioetico.org
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Giuseppe Mazziotti, Ph.D.
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