Temo, purtroppo, che nell'immediato la realtà sia destinata a soccombere, almeno nel discorso collettivo "mainstream". Sta venendo sostituita rapidamente da una specie di morchia, un blob nauseabondo (simile a quello dell'omonimo B-movie) che alcuni hanno etichettato come "post-verità". Non è un fenomeno "naturale", nel senso che non è stato sempre presente in questa forma, ma non siamo certo nuovi alla manipolazione della realtà, soprattutto a danno della popolazione priva di strumenti culturali: parlo della propaganda. La grande differenza è che le "sorgenti" di propaganda erano poche: a lungo siamo stati testimoni, per esempio, del bipolarismo capitalismo/socialismo reale (il primo Sting cantava "I don't subscribe to this point of view", tanto a Khrushchev come a Reagan). Credo che "l'effetto morchia" sia legato alla liquefazione di quel bipolarismo in migliaia di rivoli, torrenti portatori di voci e interessi più "piccoli", che si contendono il "palcoscenico della narrazione", a volte in concorrenza, a volte in collaborazione tra loro. In questo fenomeno la tecnologia ha un ruolo che mi pare importante: la velocità che lamenta Andrea è legata in una certa percentuale alle reti informatiche, che sono in grado di propagare queste "piccole pseudo-verità" in giro per il mondo a un ritmo senza precedenti, moltiplicandole, rafforzandole, a volte rendendole "virali". Con la televisione e i giornali questo era impossibile. Promuovere un "ritorno alla realtà", al momento, mi pare possibile solo alleandosi con il "generale tempo". Se usiamo il passare del tempo come "colino", le descrizioni del mondo più coerenti con la realtà restano "intrappolate" all'interno mentre le stronzate (bullshit) scivolano via, sebbene con una lentezza straziante. È un processo che si può stimolare, grazie a un paziente e prezioso lavoro di divulgazione, ma è lavoro che richiede pazienza e perseveranza e, probabilmente, la ferma convinzione di essere dalla parte giusta della Storia. Stefano P.S.: alla luce di quanto scritto sopra l'operazione "Ipnocrazia" mi pare condividere le stesse caratteristiche della propaganda della Silicon Valley sull'intelligenza artificiale. Emerge dall'esatto contrario dei valori che avevano generato Luther Blissett a suo tempo, anche per questo non ha alcun senso paragonarla a quell'esperienza. Inviato con l'email sicura [Proton Mail](https://proton.me/mail/home). giovedì 17 aprile 2025 12:44, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@gmail.com> ha scritto:
Ciao a tutti,
ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti.
Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc
Ho chiesto a ChatGPT adesso :
"Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti:
Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.".
Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop.
Buona giornata, Andrea