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"La sfida attuale è recuperare quella visione alternativa della tecnologia dell'informazione che fu sconfitta politicamente negli anni '70: una visione che vede gli strumenti digitali non come mezzi di controllo dall'alto, ma come potenziali strumenti di partecipazione democratica e sviluppo umano" 23 anni dopo "Elaboratori elettronici e controllo sociale", nel 1996, come anteprima del "secolo della rete", Rodotà, in Tecnopolitica scriveva: "spesso il digitale ci porta a volgere lo sguardo ad Atene, in realtà sembra che maggiormente confacenti in termini descrittivi siano gli spazi istituzionali spartani, ove il processo decisionale avveniva soltanto per acclamazione, secondo una ferrea logica militare di inquadramenti e di gerarchizzazione. Nella Apella spartana non vi era alcuna conta dei voti, ma valeva solo il ruggito di crescente intensità del popolo, mentre i candidati alla carica di Geronte erano rinchiusi in una stanza da cui non potevano assistere ma solo ascoltare le acclamazioni della folla." A.