Buongiorno, non ho capito il copyright dell'archivio: nel footer del sito http://www.archiviolastampa.it/ c'è un logo che richiama le "Creative Commons" ma il relativo link punta a: https://www.lastampa.it/archivio-storico/#lastampa_note_legali --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Ops! Pagina non trovata Sembra che quello che stai cercando sia stato spostato o non è mai esistito. Controlla l'indirizzo inserito o in alternativa vai alla Homepage --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Possiamo sperare che si tratti di CC-BY-SA? :-D Elena Marangoni <elena.marangoni@unito.it> writes:
Buongiorno, segnalo la preoccupante situazione dell'Archivio de La Stampa che dal 15 dicembre diventerà inaccessibile a causa della dismissione di Flash Player (ma non solo), ben descritta da Mario Tedeschini-Lalli: https://tedeschini.medium.com/tecnologia-digitale-obsoleta-un-secolo-e-mezzo...
che dice, sostanzialmente, che l'archivio è _nato_morto_ perché scegliere Flash nel 2010 è stato un errore imperdonabile (per me è _sempre_ stato inaccessibile e anti-etico... e non è stato Steve Jobs a convincermi :-O): --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Del comitato facevano parte, oltre all’editrice La Stampa (che portava in dote la collezione del giornale), la Regione Piemonte, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. L’archivio andò online alla fine di ottobre 2010 (erano passati già sei mesi dalla pubblicazione del celebre intervento con il quale Steve Jobs demoliva Flash), e alla fine di quello stesso anno il Comitato si sciolse, “avendo esaurito il suo scopo”. Nel 2012, la “nuda proprietà” dell’archivio fu passata alla Regione Piemonte, mentre alla Fondazione del Libro, la musica e la cultura, fu affidata la sua gestione per trent’anni — ma la Fondazione, che all’epoca organizzava il Salone del libro, fallì anch’essa solo cinque anni dopo. [I vari passaggi sono dettagliati in un documento della Regione Piemonte] Da allora l’archivio ha continuato a funzionare in una specie di limbo. Il materiale continua a essere ospitato sui server del CSI Piemonte, un’azienda informatica di emanazione regionale. La società esterna cui il Comitato aveva affidato la realizzazione dell’Archivio è scomparsa anch’essa. La Stampa si è nel frattempo fusa con il Secolo XIX di Genova e poi con il Gruppo editoriale l’Espresso, formando il Gruppo GEDI. Chi debba o possa occuparsi del futuro dell’Archivio storico non è chiaro. L’unica che abbia certamente una titolarità è la Regione Piemonte, che dell’Archivio è proprietaria e che si è alla fine mobilitata. All’inizio di dicembre 2020 — informano due diverse fonti e conferma la Regione — sono previsti incontri con tutti gli organismi inizialmente interessati alla creazione dell’Archivio: l’editore, le fondazioni bancarie e la Regione. Ma la soluzione non potà essere trovata e applicata nel giro di poche settimane e infatti il sito sarà probabilmente oscurato già il 15 dicembre, apprendiamo dalla Regione. --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
E' un caso paradigmatico in cui si intrecciano il problema dell'obsolescenza delle tecnologie informatiche (io sono mooolto preoccupata dalla dismissione di Flash tra pochi giorni, sono l'unica?),
La dismissione di Flash è un evento annunciato da diversi anni, chi nel frattempo non ha predisposto un piano di migrazione e aggiornato i propri formati in qualcosa di interoperabile ha fatto un cattivo servizio a sè e alla comunità. Nel caso specifico credo che sia chiaro che di risolvere il problema per tempo non c'è stato nessun interesse, di conseguenza nessuna risorsa. Nel caso specifico, sono convinto che l'archivio vero e proprio NON sia memorizzato "in Flash" e che si tratti "solo" di rifare il frontend per l'accesso ai contenuti, tecnicamente fattibilissimo avendo le adeguate risorse. Ma potrebbero anche solo limitarsi a pubblicare il materiale scansionato "raw": in che formato sarà?!? In generale, nel 2020, mi pare che il tema dei formati dei documenti digitali (con *tutta* la catena di software necessaria a renderli accessibili) sia ancora ampiamente sottovalutato. [...]
Cosa si può fare?
Pubblicare gli archivi storici in formato digitalizzato (djvu sarebbe l'ideale) con licenza CC-BY-SA e consentire a chiunque di costruirci sopra interfacce di consultazione, indicizzazione, (ri)scansione OCR, conversione in articoli Semantic MediaWiki, ecc. per facilitarne la fruizione, lo studio e la correlazione? Così sarebbe davvero un bene comune. Wikimedia Italia sarebbe un partner perfetto per un progetto del genere :-D [...] Grazie, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo