Anna, grazie. Sono due anni che speravo, che attendevo di leggere parole come queste. Parlare di persone, parlare di diritti e farlo senza timore controcorrente. Anche io, che ho scritto parecchio e chiaramente a riguardo dell'affaire RMS, ho vissuto un forte disagio mentre lo facevo, una sensazione di insicurezza mentre dicevo quello che sapevo e quello che pensavo. Il mondo non dovrebbe essere così. Quasi non ci speravo più. Stasera mi sento meno solo. Buonanotte a tutti. Marco On Wed, 2021-05-05 at 20:32 +0000, Masera Anna wrote:
Scusate ma non vedo donne entrare nella discussione e poiché Richard Stallman l’ho conosciuto di persona e intervistato più di una volta vorrei dire la mia. Penso che ogni caso sia individuale e generalizzare sia sbagliato. Penso anche che i processi non debbano essere mediatici ma appartengano alle aule dei tribunali. Se Stallman ha commesso dei reati sarà giudicato in tribunale, spero. Personalmente, per quel poco che l’ho conosciuto, l’ho trovato un essere umano timido e impacciato nelle relazioni umane, scusate se uso un cliché ma mi è sembrato il classico nerd imbranato con le donne, ecco. Per niente aggressivo, semmai goffo. Non escludo che nella vita sia capitato che ci abbia provato malamente, ma dubito che sia stato molesto o insistente. Uno che se gli fai “buh” si spaventa e retrocede. Questo lo dico perché – non so quante donne siano qui in lista – non conosco molte donne a cui gli approcci non desiderati siano mancati, ma tra un approccio non desiderato e una molestia vera e propria c’è differenza. Il movimento #metoo è importante e ha scoperchiato un mondo che andava scoperchiato, e magari arrivasse anche in Italia. Ma il rischio che venga usato per travolgere anche brave persone magari equivocate c’è. Serve rispetto, attenzione, misura, per non tracimare nel processo mediatico. Le notizie vanno riportate nelle sedi adeguate. Fare fuori Stallman per passaparola e male lingue è un esercizio triste. E come garante del Centro Nexa vi dico che penso che far emergere questo sentimento, di dispiacere per il processo mediatico in mancanza di prove precise provate contro questo grande pensatore del software libero, sarebbe giusto. Chiamarci fuori per paura di quello che pensa il mondo politicamente corretto non ci farebbe onore. Ovvio, caro Raffaele Meo, che non possiamo neanche fare l’errore contrario: non abbiamo la certezza che Stallman sia innocente. Quindi ci dobbiamo astenere dall’esprimere un giudizio, perché non ci compete, è competenza della giustizia. Ma possiamo esprimere speranza che sia scagionato perché per tutto quello di cui siamo a conoscenza finora non ci sembra che meriti il fango che gli stanno gettando addosso. (E lo stesso direi per Joy Ito, ma questa è un’altra storia…)
Anna Masera
Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> Per conto di Marco A. Calamari
Inviato: mercoledì 5 maggio 2021 19:22
A: Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it>; D. Davide Lamanna < davide.lamanna@binarioetico.it>; nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
On Wed, 2021-05-05 at 16:47 +0200, Angelo Raffaele Meo wrote:
Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di quattro nipotine. Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle sue iniziative scientifiche.
Certamente, è un ottima cautela che ti consiglio, particolarmente se frequenti social
(ma in questo caso te lo saresti cercato); sono ambienti da evitare per la propria ed altrui
salute, sia mentale che fisica.
Mi aggancerei invece a questo punto finale del thread per porre pubblicamente
una differente questione.
Parlando sempre del caso RMS o meglio parlando in generale, in questa sede il
problema del linciaggio mediatico via social potrebbe essere oggetto di discussione
una volta esaurita quella sulle sacrosante questioni delle molestie alle donne?
Eppure la caccia alle streghe, perché di questo si tratta, è stata inventata proprio contro
le donne.
Possibile che cosi tante donne ed uomini, anche di indubbio spessore, possano non
rendersene conto, od addirittura rendersene complici?
Ma Voltaire e Brecht dove sono finiti?
Marco
Raf
Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne sentiva davvero il bisogno.
In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in questi giorni di 'essere stata tastata da lui in ascensore'."
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_l...
<
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_l...
Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto per niente.
Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato, Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi sono pubblici e l'iscrizione libera.
Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
"Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da lui in ascensore"
Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no? Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana" come oggi.
Prosegue così:
"Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in ascensore con lui, ma niente di più".
Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa, ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo di giornale?!
Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E' talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose orribili l'un* dell'altr*.
Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo già da un po'.
D.
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