Ciao Andrea! Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> writes:
On 15/02/2020 16:11, Giovanni Biscuolo wrote:
... in altre parole la politica _incorporata_ negli algoritmi *deve* essere pubblica ogni qual volta regola uno o più aspetti della vita dei cittadini: no?
"Code is law" (cit. Lessig, lo disse anni fa, oggi secondo me assume ulteriori significati anche più terrificanti)
non ho mai letto il libro, nemmeno la versione 2 del 2006, quindi non conosco il pensiero completo... però ho letto la prefazione della seconda edizione :-) però... i DRM sono l'esempio perfetto di codice (proprietario) che *estende* la legge (il copyright in questo caso) in un modo più che indecente, ma non sarebbe così senza il DMCA/EUCD ;-) a nessun legislatore sarebbe mai venuto in mente di scrivere una legge "analogica" che estendesse il copyright per impedire la stampa di un testo digitale, la cosa è stata *delegata* al software (proprietario): _forse_ è uno dei primi esempi di come il software diventa legge (ma ci vuole una legge umana per renderlo praticabile) fuori dal "cyberspazio"
... insomma, il succo del discorso è che la tecnologia non è **mai**, mai, mai, mai, mai neutrale ma _incorpora_ una determinata politica
magari la "incorporasse" e basta, purtroppo temo che la *faccia* alla faccia (pun intended) del legislatore
la tecnologia **si fa**... e non si fa da sola :-) se il legislatore non si occupa dell'algoritmo che incorpora il software che egli adotta come parte integrante del corpus legislativo (nel caso specifico le regole per l'accesso al sostegno al reddito) allora è un problema... e infatti in questo caso la corte olandese è intervenuta _molto_ a proposito \O/ metafora alimentare: dovremmo chiedere al legislatore di prendere in considerazione la tracciabilità e il controllo della filiera di produzione del software così come fa con il controllo della filiera di produzione degli alimenti :-D Ciao, Giovanni -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures