vorrei usare l'occasione
dell'incontro del 13 Dicembre al Teatro Franco Parenti per mettere a punto una
proposta di Direttiva Europea per garantire un sistema minimo di assiomi
affinché le potenzialità di Internet non possano essere precluse, per via
normativa o tecnologica. Partecipazione informata, disintermediazione,
condivisione, costituiscono alcune delle pratiche che hanno indicato
le potenzialità di sviluppo della rete nella produzione di
valore, sia nella qualificazione democratica dell'agire politico che nella
qualità del vivere sociale e negli aspetti economici.
Noi sappiamo che questa natura di
Internet non è scontata e che sono in atto reazioni non solo di natura
omeostatica da parte di chi sente in discussione delle rendite di posizione ma,
peggio, di chi vuole usare la rete per forme di controllo e definizione dei
profili identitari, nonché per costringere la relazione disintermediata dentro
processi/piattaforme relazionali pre-definiti.
La neutralità della Rete è in
discussione, sia per ciò che riguarda l'accesso sia per quel che
riguarda la profilazione della nostra identità, giustificata magari dalla
difesa del copyright, attraverso la Deep Packet Inspection. Sono
altrettanto evidenti le derive presenti nel walled garden di molti social
network, piuttosto che i tentativi di diversi governi di reintrodurre forme
gerarchiche di distribuzione e controllo dell'informazione nel nome
dell'editoria. Questo mentre Report ci informa che Finmeccanica ha affidato
la security dei dati relativi al settore dell'industria militare a società
russe, israeliane e cinesi, alla faccia della sovranità nazionale e della
trasparenza democratica.
Nell'ultimo decennio siamo riusciti
più volte a reagire, sia a livello europeo contro i reiterati tentativi
della Commissione di brevettare il software, sia sul piano locale limitando le
sanzioni a seguito dell'equiparazione del peer to peer alla contraffazione
che contribuendo a fermare la legge sulle intercettazioni attraverso la
campagna Nobavaglio.it. Abbiamo anche avviato la proposta/processo per
l'Internet Bill of Rights, ma oggi è urgente un'azione sulle regole e la
regolamentazione per non pregiudicare Internet come spazio pubblico e i suoi
netizen come impresa cognitiva collettiva che lo anima.
E' tempo di mettere in campo
un'azione propositiva utilizzando la possibilità di iniziativa dei
cittadini europei contenuta nel Trattato Costituzionale Europeo se vogliamo
avere un'efficacia anche locale.
Ai primi di Dicembre, in coincidenza
con il primo anniversario del Trattato, dovrebbe essere ufficializzato il
regolamento che consente a un milione di cittadini europei una iniziativa
propositiva.
Il testo sul quale raccogliere le
sottoscrizioni dovrà essere approvato prima.
Per questo chiedo a tutti voi di
segnalare gli elementi costitutivi da garantire attraverso una direttiva
europea: si tratta di definire e condividere una proposta di sistema minimo di
assiomi da sviluppare rapidamente in modalità wiki in dimensione aperta ed
europea (almeno). Ne ho parlato ad un convegno europeo a Grenoble trovando
significativi riscontri. Chi può venga a sviluppare il tema che crede insieme a
noi il 13 dicembre, altrimenti mi invii la sua nota e la metterò in
comune.
Intanto vi segnalo la bella e
puntuale iniziativa promossa da Stefano Rodotà e da WIRED e lanciata all’IGF
Italia, chiedendovi di sottoscrivere la petizione online http://internetcostituzione.it/
Articolo 21-bis della
Costituzione
Tutti hanno eguale
diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità
tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e
sociale.
a presto
Fiorello
manifesto di ottobre
passione del presente,
per una rinascita della res publica e per un nuovo impegno
politico-culturale
rete e
libertà
Milano, Teatro Franco Parenti - lunedì
con fiorello cortiana e i firmatari del Manifesto di
Ottobre
partecipano fra gli
altri: luca barbareschi, umberto croppi, fiorella de cindio, giorgio de
michelis, paolo gentiloni, fabio granata, roberto masiero, marco pancini,
roberto polillo, stefano quintarelli, sergio scalpelli, rosario sica, claudio
tancini, vincenzo vita
Accesso, condivisione,
tracciabilità, privacy, partecipazione informata, beni comuni della conoscenza:
l’interattività digitale può essere intesa come la formalizzazione di una
società orwellianamente controllata, totalitaristicamente panoptica, o come una
straordinaria opportunità di partecipazione del sapere, di valorizzazione
sociale, cognitiva, culturale e anche di nuovi profili di interesse economico.
Ma in Italia questi temi che non trovano nella rappresentazione politica giuste
parole e adeguate figure: latita un progetto politico e culturale per
l’innovazione, sia sotto il profilo delle policies, che delle norme legislative
e delle infrastrutture.
Urge disegnare insieme
un indirizzo coerente ed efficace per la politica pubblica della rete e per la
definizione delle libertà che la dimensione del digitale apre per i cittadini.
Alla fine del 2010, anno che il Consiglio d’Europa fissò, con l’Agenda di
Lisbona del 2000, come termine entro il quale divenire il continente più
competitivo nella società della conoscenza, e dopo l’appuntamento italiano
dell’IGF-Internet Governance Forum, il Manifesto di Ottobre promuove un
confronto intorno ai nodi della rete e delle libertà.
Trovo sconcertante e demenziale che, a turno, diverse anime belle di internet si aggiungano a coloro che cercano di introdurre controllo e scarsità per via normativa o tecnologoca. Lo fanno attaccando chi cerca di definire delle regole di garanzia, un sistema minimo di assiomi capace di non precludere le potenzialità reticolari, interattive e disintermediate della rete. Mi sembrano uccelli da voliera che se la prendono con chi vuole garanzie per volare e non con coloro che li tengono in gabbia. Il fatto, poi, che dileggino, diffamino e insultino Stefano Rodotà lo trovo insopportabile, non si sono neanche accorti che Nobavaglio.it è partita da lui, altrochè mettere le mutande alla rete Sic! Riconoscere la rete e la sua natura aperta come ecosistema cognitivo significa riconoscerla come un Bene Comune che, in quanto tale, richiede garanzie costituzionali ad ogni livello, locale e globale, perché come la Terra ci è dato in prestito dai nostri figli.Fiorello
Da tecnologo trovo piuttosto buffo che da centinaia di anni
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN
Inviato: mercoledì 1 dicembre 2010 12.40
A: Center Nexa
Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit
le costituzioni possano menzionare tranquillamente una specifica tecnologia,
la stampa, dato il suo rilievo nel formare l'opinione pubblica,
ma, secondo alcuni, non possano invece menzionare
un'altra tecnologia, Internet, altrettanto rilevante e generatrice.
Da perfetto ignorante di diritto costituzionale,
chiedo: "What's the difference?"
A parte il fatto che la stampa e' una tecnologia antica,
mentre Internet e' recente.
juan carlos
On 01/12/10 11:47, Angelo Raffaele Meo wrote:vale.it@gmail.com ha scritto:sinceramente non ho capito il senso di quell'intervento. Vi segnalo alcune argomentazioni in tema di Internet, interessanti e da tener presente ma che non mi trovano d'accordo:http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/794/internet-costituzione-italiana-fanatici-della-rete/A presto,Valentin
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Qualcuno può spiegarlo?
Grazie.
Meo
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