Il discorso di Hunt, Segretario alla Cultura del Regno Unito, è perfettamente in linea con i voleri dei suoi mandanti. Confonde "violazione di copyright" con "furto" e inoltre annuncia una serie di misure incompatibili con l'*attuale* quadro regolatorio dell'Unione ma in linea con i cambiamenti legislativi che ACTA impone. Le misure dovrebbero essere raggiunte tramite "accordi volontari", ma in caso che questi accordi "volontari" non fossero raggiunti, allora Hunt si dice pronto a legiferare per imporre tali accordi "volontari" (una gaffe che fa sorridere).

Ecco le misure a mio avviso più importanti:

- un'organizzazione internazionale dell'industria (quindi privata) deputata a segnalare i siti da colpire;
- responsabilità agli ISP;
- responsabilità ai motori di ricerca;
- responsabilità agli inserzionisti;
- responsabilità alle società emittenti carte di credito e alle banche

Il transcript ufficiale è qui:
<http://www.culture.gov.uk/news/ministers_speeches/8428.aspx>

Come previsto, il rapporto Hargreaves viene nei fatti totalmente ignorato, contrariamente a quanto riportato in malafede dai giornalisti di regime nelle settimane passate.

L'unico aspetto positivo è che se Hunt prepara queste misure tutte insieme, significa che i suoi mandanti sono nervosi o forse addirittura disperati, e vogliono accelerare il piano di smantellamento di Internet che finora è proseguito a strappi, con alcuni ritardi. Per es. nel campo della distribuzione dei contenuti non sta dando i risultati voluti (ancora adesso i contenuti veicolati dalle major sono una minoranza quasi insignificante rispetto al totale); e nel settore della privacy e della protezione dei dati, siamo ancora molto lontani dalla sospensione del diritto alla privacy invocato dai mandanti fin dal 2006 e che si sarebbe dovuto concretizzare, nelle idee delle major americane, al termine dell'iter del Telecoms Package.

Ciao,
Paolo