On 15/05/2019, Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Mi sono perso il saggio su SimCity che menzioni, mi puoi rimandare i riferimenti in privato?
Sei il secondo a chiederli, per cui ti rispondo in lista. Il saggio: https://logicmag.io/06-model-metropolis/ Il thread: http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2019-February/014537.html
Per il resto, abbiamo dati moderatamente affidabili circa l’effettivo impatto di videogiochi come quelli menzionati nell’articolo nel causare dipendenza, assuefare alla violenza e azzerare l'empatia umana per le vittime, oggettificandole?
Sulla dipendenza dai video giochi abbiamo ampia letteratura: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Video+Game Il problema è, come sempre, filtrare gli studi attendibili da quelli in conflitto di interesse. Lavoro lungo perché richiede non solo di escludere quelli finanziati dall'industria, ma effettuare una ricerca sugli autori per verificare influenze meno evidenti. Mia moglie mi parlò del problema ampiamente durante il tirocinio presso il SerT. I video giochi possono causare fortissima dipendenza. Sulla assuefazione alla violenza ed il resto il discorso è più interessante. La mente umana viene inevitabilmente modificata dalle percezioni provenienti dagli organi di senso. Più le forniamo un certo tipo di stimoli più questa si abitua a tali stimoli. Più la premiamo per certe reazioni, più tali reazioni diventano automatiche. Si chiama Apprendimento. ;-) Purtroppo non ho sotto mano studi scientifici che ne provino l'esistenza. Quanto agli sviluppatori (estensivamente intesi) dei video giochi, non assolutamente è la prima volta che sento descrivere esperienze simili da colleghi. Di solito però non arrivano su giornali. Chissà come mai! D'altro canto, se il realismo delle immagini negli anni e l'interattività è aumentata enormemente dal Phantamagoria del 1995, il cervello interpola automaticamente e l'esperienza non si costituisce solo sulle singole immagini ma lungo l'intera durata del gioco. Per contro, chiunque abbia mai giocato continuativamente per un certo periodo ad un videogioco sa quanto questo modifichi la sua percezione della realtà. Giusto pochi giorni fa, una mia collega mi raccontava di come da giovane passasse diverse ore al giorno giocando a Tetris. La mattina usciva di casa e vedeva come gli alberi potevano incastrarsi fra loro. E parliamo di Tetris! :-D Da giovane io ho avuto esperienze analoghe con altri giochi (da SimCity, a Doom, a Travis...). Persino con Snake e Majong! Naturalmente tu vuoi studi scientifici, inconfutabili, riproducibili in laboratorio. Ho come un déjà vu... :-D Qui si pone un interessante problema su cui discutevamo qualche mese fa, che come vedi è molto pertinente: la dipendenza strutturale della Scienza dal Capitalismo. Ma si pone anche un problema etico: come possiamo sottoporre un gruppo di persone ad esperimenti che SAPPIAMO poter modificare in questo modo i loro comportamenti? Una cosa e lasciarlo fare al mercato... ;-) Una cosa è chiudere 400 ragazzi in una stanza e sottoporli alla "cura di Ludovico" (cit.) ma SENZA l'emetico. Con un problema etico di questa dimensione, imporre il moralismo immorale dei lobbisti è davvero troppo facile! :-D Di nuovo, come spesso accade, dobbiamo accontentarci della nostra intelligenza e del nostro buon senso. In questo caso però abbiamo solidi elementi scientifici per ritenere che sì, questi giochi modificano profondamente ed in modo duraturo la mente dei giocatori. La Terapia dell'avversione è una terapia comportamentale largamente utilizzata per intervenire su comportamenti indesiderati (dall'abuso di alcol, a lievi disordini alimentari fino all'onicofagia). https://www.depressionalliance.org/aversion-therapy/ Si tratta di associare ripetutamente uno stimolo ad una sensazione molto spiacevole. Ecco, se questa terapia funziona, cosa potrà mai succedere se invece associamo una sensazione molto positiva allo stesso stimolo? Cosa potrà mai succedere se alla visione di un corpo che esplode associamo ripetutamente il rilascio di endorfine che il giocatore prova per aver vinto lo scontro? Che dici, abbiamo bisogno di aspettare altri studi? E se gli psicologi che adottano la terapia della avversione non sono "moderatamente affidabili", come potranno condurre studi che lo siano? Insomma, abbiamo ragazzi che compiono stragi in diretta su Facebook riproducendo le dinamiche di questi giochi. Cosa BEEEEEEP deve succedere ancora? Giacomo