Avevo visto l'articolo che segnali, citato qui:
E' impossibile verificare i consumi esposti, ameno così al volo.
Come prima impressione mi sembra che il problema, più che stabilire se i consumi elettrici siano corretti o meno, sia relativo al come viene effettuato il calcolo delle emissioni di carbonio. Le emissioni di carbonio che derivano dall'energia elettrica dipendono dalle fonti primarie usate per produrre tale energia elettrica.
Si parla di mix elettrico poichè sono di più tipi.
Le grandi compagnie sono poco trasparenti proprio su questo. E' possibile infatti, con artifici contabili leciti, far figurare che si usa energia rinnovabile per la propria elettricità mentre si acquistano solo i relativi crediti. Ne parlo qui:
Sintetizzo al massimo: il calcolo dell'energia richiesta dal singolo prompt non può essere fatta con grande precisione. Ma, anche se con forte indeterminazione, fornisce comunque l'idea di un qualcosa che, anche se piccolo, va moltiplicato per numeri enormi...Soprattutto visto che l'IA è sempre di più embedded ovunque. Dunque è un qualcosa di significativo, di cui occuparsi rispettando i requisiti non funzionali relativi alle prestazioni ed all'efficienza.
Quando si passa poi al calcolo delle emissioni di carbonio il discorso cambia: il greenwashing delle Big Tech è fatto con arte e usando con disinvoltura artifici contabili leciti.
A mio avviso conta avere coscienza dell'impatto ambientale di tutto il digitale, e non solo dell'IA. Se no si va fuori strada e si finisce per attribuire all'IA proprietà (anche se negative) che non ha! E' l'elaborazione che richiede elettricità (e dunque anche raffreddamento), sia che derivante da IA o meno.
Scusate le semplificazioni estreme, forse un po' brutali.
Giovanna