Andrea Glorioso ha scritto:
Caro Paolo,
grazie per l'analisi (e la traduzione). Mi fa piacere che Scambio Etico abbia un'opinione positiva del compromesso raggiunto (che, noto, non e` condivisa da alcuni europarlamentari del gruppo GUE/NGL).
Salve, e grazie infinite per i preziosi insight. In effetti GUE si sta facendo piuttosto ostile contro l'art. 1.3a e contro coloro che l'hanno appoggiato (incluso il PiratPartiet) ma fintanto che non produrranno un'analisi concreta non riteniamo la loro posizione "substantiated".
- "Article 1.3a specifies in the first paragraph that the given provisions are addressed to Member States only. This is due to the strong opposition of the Council to avoid dispositions for National Regulatory Authorities." Secondo una giurisprudenza piuttosto consistente della Corte Europea di Giustizia (vedi, tra gli altri, il caso 152/84, Marshall v. Southhampton and South-West Hampshire Area Health Authority; il caso C-438/99, Jiménez Melgar v. Ayuntamiento de Los Barrios; il caso C-103/88, Fratelli Costanzo SpA v. Comune di Milano; il caso C-188/89, A. Foster and Others v. British Gas plc) il concetto di "Stato Membro" (e i relativi obblighi) include tutti gli organi dello Stato intesi in senso ampio.
Da questo punto di vista, il rivolgersi agli Stati Membri (al di la` dell'uso dei termini successivi, come dall'analisi di Scambio Etico) copre anche le autorita` regolatorie per le telecomunicazioni. In tal senso, come mi pare noti anche Scambio Etico, il compromesso e` piu` ampio dell'emendamento originario.
Ottimo! Facciamo tesoro di questa informazione e provvediamo all'integrazione nella nostra analisi.
- "Under some aspects, the Charter improves and reinforces the Convention"
Sarei curioso di sapere quali sono questi aspetti, secondo Scambio Etico.
Si basano essenzialmente sul parere della Corte Europea di Giustizia del 28 marzo 1996, che metteva in evidenza come i Trattati non permettevano alla Comunità di accedere alla Convenzione. Da dicembre invece avremo la Carta come parte integrante dei principi legali dell'Unione e di identico valore legale dei Trattati. In questo senso la Carta migliora e rinforza la Convenzione. Volevamo dire solo questo.
- "With regard to the Net Neutrality, this article attenuates the block conditions under certain circumstances, using a very elegant system that turns the same articles proposed by the telcos against themselves. But there are thinner limitations (prioritization, cap and so on) that can not be prevented by this text."
Mi sfugge in che modo l'applicazione di limiti di traffico (i "cap") riguardi la "neutralita` della rete". Puoi approfondire?
Due esempi sono meglio di mille parole. Ne faccio due che presentano problematiche diverse in merito al cap. In primavera British Telecom ha presentato il suo piano, http://www.inquisitr.com/25882/uk-telco-bt-proves-the-need-for-net-neutralit... da attuare eventualmente nel corso del 2010, di bandwidth cap sullo streaming video. Lo streaming video sarà limitato ai clienti a 768 kibt/s, che è una larghezza di banda insufficiente per contenuti di media risoluzione, e catastroficamente inadeguata per consentire streaming di contenuti in alta definizione. Il cap sarà rimosso per quei provider di contenuti video che pagheranno (oltre a quello che già pagano) una tariffa addizionale direttamente a British Telecom. Quindi coloro che vorranno avere la garanzia di raggiungere i clienti British Telecom efficacemente dovranno pagare di più (all'epoca secondo indiscrezioni si trattava di tariffe che solo colossi come Google e BBC sarebbero stati in grado di pagare e che taglierebbero fuori i privati cittadini, che pure generano il 95% dei contenuti presenti in Rete). Una simile pratica, se diffusa all'interno dei vari Stati Membri, porterebbe a una distorsione del mercato interno e sarebbe un ostacolo insormontabile per il raggiungimento del mercato unico digitale. Quante telcos un fornitore di contenuti video dovrebbe pagare per avere la certezza di raggiungere tutti i cittadini europei con efficacia? Non vediamo come il Telecoms Package possa proibire una simile violazione della Neutralità della Rete (che sia una violazione penso non ci piova, visto che discrimina in base al mittente e ai flussi di dati concorrenti). Riteniamo inoltre che sia estremamente complicato, se non impossibile, dimostrare che si tratta di pratica anticompetitiva ai sensi degli artt. 81 e 82 TEC (o 101 e 102 TEU) in quanto non siamo in presenza di un mercato univocamente definito. Né appare configurabile una violazione dei diritti fondamentali di espressione e di informazione. L'unica ipotesi che avanziamo per contrastare una simile pratica, grazie all'art. 1.3a, che sapientemente estende agli "end-users" i diritti delle "natural persons" (da definizione della direttiva quadro gli end-users non sono persone fisiche ma entità che accedono ai servizi di un ISP), è dimostrare (anche se pare difficile) che una simile pratica costituisce violazione dell'art. 16 della Carta ("Freedom to conduct a business"). Secondo esempio: dal 20 novembre Vodafone Italia ha imposto un cap, per la sua rete mobile e dalle 7 alle 22, di 128 kbit/s in upload e 64 kbit/s in download sul p2p. http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4444 Molte applicazioni VoIP si basano su architettura p2p, e il fatto di aver imposto un cap in download ridicolo (su una banda massima teorica dichiarata di 7373 kbit/s), addirittura più basso del cap in upload, svela il vero scopo della manovra (rendere difficoltoso l'uso di Skype sulla rete mobile durante il giorno, infatti Skype, pur se parsimonioso, ha comunque bisogno di almeno 80 kbit/s per funzionare decentemente, cioè che per lo meno si capisca la voce). Questo è un caso diverso perché qui si possono effettivamente ravvisare gli estremi per pratica anticompetitiva e per violazione del secondo regolamento comunitario sul roaming di luglio 2009, ma anche qui il Telecoms Package non appare in grado di proteggere la NN. Né il "mercato" è in grado di risolvere il problema: in Francia TUTTI gli operatori mobili bloccano VoIP, p2p e newsgroups da molti mesi e, al momento, nonostante le promesse di tuoni e fulmini da parte di Mrs Reding, non mi risulta sia stata aperta una singola procedura. Si possono poi fare altri mille esempi di pratiche che violano la NN e che sono già attuate dagli ISP (essenzialmente deprioritizzazioni ai danni di VoIP concorrenti e del p2p), che non potranno essere impedite dal Telecoms Package e che compromettono lo sviluppo della società dell'informazione e il raggiungimento del mercato digitale unico. Sul perché filtri, deprioritizzazioni e cap del p2p possono portare a danni gravi, ti rimando al documento (provvisorio) sugli usi commerciali del p2p compilato da TNT Village e ScambioEtico: http://docs.google.com/Doc?docid=0AV5y4tBZ4FWwZGR0N2JudDdfMmN4Y3o1d2d2&hl=en Per questi motivi riteniamo opportuno che alla proposta della Direttiva sulla NN avanzata dal Commissario Reding sia data massima priorità: ci rendiamo conto che comunque ci vorranno anni prima che essa veda la luce e venga trasposta, ma è sempre meglio che non far nulla e affidarsi pericolosamente al mercato, alla buona volontà delle telcos e ai capricci degli Stati Membri.
Grazie per i tuoi contributi (e per quelli di chiunque vorra` discutere).
Grazie a te. Attendo con interesse una tua eventuale risposta. Ciao, Paolo