io sarei per tutti questi motivi per la realizzazione di una rete di accesso interamente nuova, interamente in FTTH, che richiederebbe un investimento di circa 17Bn. per semplicita' mettiamo 20Bn considerando interessi e riduzioni di costi. immaginiamo di ripagarlo in 10 anni (periodo brevissimo per investimenti infrastrutturale), sarebbero 2Bn/anno. considerando che il GDP è circa 2Tn/anno, l'investimento e' circa l'uno per mille.
Su questo concordo. La questione è a chi affidare questa nuova rete. Telecom pretende di averne il controllo o una fetta rilevante sulla base del fatto che ha già la rete in rame e sarebbe un asset che vorrebbe valorizzare. In realtà se si fa una rete completamente nuova, l'argomento non vale più. Pertanto si può di nuovo immaginare di creare una società mista pubblica/privata, in cui la maggioranza sia pubblica, e a cui partecipino i privati in funzione degli investimenti che fanno. Essendo pubblica, o privata e di pubblico interesse, potrebbe beneficiare dei fondi europei e quindi si quadra il cerchio: 1. abbiamo una rete di pubblica utilità sotto il controllo pubblico, come penso piaccia a Meo 2. adeguiamo l'infrastruttura alle esigenze a venire 3. recuperiamo sui costi coi finanziamenti europei 4. adottiamo una politica keynesiana per usire dalla crisi (pagare persone per scavare buche e richiuderle, dopo averci infilato tubi e cavi). 5. ci mettiamo al riparo da interferenze straniere (acquisizioni di società) che come al solito ci farebbero diventare terreno di conquista. 6. garantiamo equo ed efficiente accesso a chi voglia sviluppare nuove imprese e servizi. 7. assicuriamo il rispetto della Net Neutrality. -- Beppe