Buongiorno Riccardo, dopo attenta riflessione ho deciso di inviare questo messaggio anche in lista perché a mio avviso l'argomento principale di discussione è l'utilizzo di Internet come mezzo dialettico di discussione politica e diffusione di (dis)informazione. Riccardo Nanni <riccardo.nanni9@unibo.it> writes: [...]
In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in questi giorni di 'essere stata tastata da lui in ascensore'." https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_l...
Quindi accuse di molestie nei suoi confronti ci sono e non credo sia corretto derubricarle a infondate.
Fatte salve altre accuse di molestie che ancora io non conosco, l'accusa di molestia in questione è quella - cito dall'articolo di La Repubblica indicato sopra - di una "tastata in ascensore" avvenuta 40 anni fa: io non mi permetto assolutamente di insinuare che sia infondata oppure di derubricarla sminuendone la gravità, anzi esprimo pubblicamente alla persona che l'ha subita tutta la mia solidarietà [1], ma per favore rendiamoci conto di che tipo di molestia sessuale stiamo parlando, se di molestia sessuale è corretto parlare; non saprei nemmeno se una cosa del genere denunciata oggi in Italia possa essere perseguita ai sensi dell'Art. 609-bis del codice penale o altra norma a riguardo.
Per questo ci tengo a ripetere: non conosco il caso Stallman e non sono nella posizione di esprimermi con cognizione di causa sul caso specifico. Ci tengo anche a ripetere che la mia non era un'accusa a qualcuno.
Mi permetto di considerare che cercare di ricavare un concetto generale relativo al fenomeno della sottovalutazione delle accuse di vittime di molestie sessuali partendo dal caso di Richard Stallman è decisamente molto fuorviante. Perché non stiamo parlando di un caso come quelli di Jeffrey Epstein o Alberto Genovese. Nel caso Epstein per esempio, la *scintilla* che ha scatenato il putiferio attorno a Stallman, il livello di ipocrisia della società occidentale ha toccato vette inaudite e insopportabili per la mia sensibilità: nel merito dico solo che nel 2008 egli ottenne un "Non-prosecution agreement" [2] e che il caso "Jane Does v. United States (2014)" (e forse anche altri) indicano piuttosto chiaramente che personaggi molto ma molto potenti e influenti sono riusciti a "essere sfilati" dal caso in modo quantomeno discutibile (anche giuridicamente). Ma tanto ora Epstein non potrà più parlare, è stato suicidato [3]. Se penso a quanta giustizia avrebbe potuto essere fatta, anche come forma di /riabilitazione/ delle nostre società, rinconoscendo fino in fondo alle vittime tutta la loro dignità, la sofferenza e l'ingiustizia subita... Comunque, non è il caso di (ri)fare un processo puramente mediatico agli Epstein, Genovese o sistemi giudiziari e carcerari di turno, perché le questioni processuali meritano di essere trattate altrimenti... e poi c'è sempre il rischio di diventare cospirazionisti no? Piuttosto, se vogliamo cercare di ricavare un concetto generale dal caso Richard Stallman in oggetto è quello di linciaccio mediatico strumentale all'ottenimento della sua estromissione dalla vita pubblica, compreso ogni suo incarico istituzionale: la "cancel culture" per usare un'etichetta. Questo per lo meno è il giudizio che io ne sto ricavando dallo studio approfondito delle informazioni pubbliche disponibili. Il sito https://stallmansupport.org/ e in particolare la pagina https://stallmansupport.org/debunking-false-accusations-against-richard-stal... a mio giudizio forniscono ottimi elementi di indagine. Di tutte le false accuse nei confronti di Stallman da quello che mi è dato sapere le uniche a rimanere in piedi - seppur da verificare puntualmente se fosse possibile - sono quelle di molestie sessuali, e /siccome/ sono accuse serissime meriterebbero di essere affrontate seriamente, quindi /come minimo/ separatamente da tutte le altre falsità tipo le accuse di essere misogino, sessista, difensore della pedofilia, transfobico, ecc., accuse sostanzialmente basate su rappresentazioni distorte o dispute linguistico-semantiche di frasi che Stallman ha scritto, tra l'altro in alcuni casi rimodulandole nel tempo, in merito ad argomenti che nulla hanno a che fare con gli incarichi pubblici che ricopre nella FSF e che ricopriva nel MIT. Rivolgo quindi un invito a tutte le persone che giustamente vogliono fare una battaglia affinché siano riconosciute e verificate puntualmente le accuse di molestie sessuali nei confronti di Richard Stallman: dissociatevi esplicitamente dalla campagna di linciaggio mediatico e chiedete chiarezza puntuale e precisa su /quelle/ accuse.
Però ho voluto ribadire un concetto generale che secondo me è importante, soprattutto quando da uomini ci esprimiamo su questioni come la discriminazione, le molestie e la violenza contro le donne (e non solo - io sono per l'approccio intersezionale).
Proprio per evitare possibili discriminazioni sociali e di genere inviterei tutte le persone a considerare che il fatto che io sia uomo di genere maschile, bianco, classe anni '70, del nord Italia, con un percorso di studi tecnici e sistemista informatico di professione, /non/ implica che io sia /automaticamente/ meno sensibile a questioni come la discriminazione, le molestie e la violenza sessuali; piuttosto proprio la mia personale sensibilità - che definirei propriamente intersezionale [4] con spiccate caratteristiche femminili e piuttosto allergica al macismo - mi porta a essere estremamente rigoroso e perfino intransigente quando decido di esprimermi su quelle questioni, al limite del logorroico e pedante come ho dimostrato in questo messaggio. Chiudo facendo un richiamo a un brano che sento molto mio, da uomo di genere maschile, con questo ritornello: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Siamo così anche quando non parliamo quando ci nascondiamo o camminiamo ma potrai trovarci ancora qui con i nostri sentimenti e i condizionamenti non ci senti stiamo per gridare un altro sì --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (ritornello inedito di «Quello che le donne non dicono», di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone, 1987 [5]) [...] Un caro saluto, Giovanni. [1] sarei curioso anche di sapere se sul momento o successivamente si sia confrontata con il molestatore, se il molestatore si sia mai pentito e le abbia mai chiesto scusa, sul momento o successivamente... ma sono cose personali. [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Jeffrey_Epstein#First_criminal_case [3] https://en.wikipedia.org/wiki/Death_of_Jeffrey_Epstein#Death «the jail informed the Justice Department that he would have a cellmate and that a guard would look into the cell every 30 minutes. These procedures were not followed on the night he died», ma tu guarda quando di dice la coincidenza! :-O [4] https://it.wikipedia.org/wiki/Intersezionalit%C3%A0 [5] https://it.wikipedia.org/wiki/Quello_che_le_donne_non_dicono/Ti_ruber%C3%B2 P.S.: ammetto di aver fatto una discreta fatica a redigere questo messaggio senza farmi sopraffare dalle farfalle nello stomaco e dalla commozione. -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.