Apprendo ora la triste notizia della scomparsa di Filippo Demonte, una figura leggendaria nella storia dell'industria informatica. Filippo Demonte fu uno dei primi laureati in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino. Subito dopo la laurea, nel 1962, fu assunto in Olivetti con il compito di sviluppare un sistema automatico per il riconoscimento di caratteri numerici. Da quella ricerca nacque lo standard europeo OCR-B tuttora adottato in molti progetti. Lavorò poi su oltre 50 prodotti elettronici dell'Olivetti. Forse il più importante di questi prodotti è la "Olivetti ET 101", nata nel 1978, che viene oggi universalmente riconosciuta come la prima macchina per scrivere elettronica del mondo. Era caratterizzata dal dispositivo di stampa "a margherita", che consentiva di cambiare i caratteri stampati, e da un dispositivo di visualizzazione per correggere le due ultime righe battute. Dalla ET 101 derivarono una decina di altri modelli sempre più avanzati dal punto di vista elettronico. Ad esempio, la macchina per scrivere elettronica "Olivetti ET 351", nata 10 anni dopo la "EI 101", aveva un display di riga, una memoria a dischi magnetici, la possibilità di collegamento alle reti pubbliche per trasmettere messaggi telex. Inoltre, Filippo Demonte collaborò al progetto dei primi personal computer portatili, figli della nota Perottina, ma già dotati di floppy disk, stampante integrata, sistema operativo proprietario, linguaggio BASIC. Ignoro la causa della sua morte. POchi mesi or sono, fu, con Gastone Garsiera e me, uno dei protagonisti di una interessante conferenza al teatro Colosseo dedicata alla gloriosa triste storia dell'elettronica Olivetti. In quella occasione manifestò anche le sue grandi doti di intelligenza, cultura, umanità