On Sat, Apr 11, 2020 at 10:34:22AM +0200, Enrico Nardelli wrote:
Il threat model che ho in mente è quello nel quale nella cerchia dei tuoi "conoscenti" viene rivelato che sei infetto. Essendo un dato sanitario, mi pare rientri tra quelli per i quali spetta a te decidere se rivelarlo o meno.
Certo, ma è proprio qua che mi sembra che il confronto non regga. Se una persona è d'accordo a rivelare alla tua cerchia stretta di contatti/conoscenti questa informazione, userà la app; altrimenti no. Personalmente, non avrei problemi a rivelare oggi questa informazione pubblicamente, perché ritengo sia un contributo utile alla società. Ergo questo specifico aspetto della app non mi porrebbe particolari problemi. Altri faranno scelte diverse, e va bene così. Ma resta la mia domanda: in cosa l'esistenza della app peggiora lo stato attuale (pre-app) delle cose? (Poi possiamo discutere della difficoltà di comunicare questi aspetti importanti ai potenziali utenti, che è un'altra can of worms...)
Non penso che durante un tracciamento dei contatti manuali, l'autorità sanitaria, quando avvisa Stefano che è stato in contatto con un malato, gli dica: "guardi che ha recentemente incontrato Enrico che purtroppo ha sviluppato il coronavirus quindi è bene che anche lei si faccia controllare e stia in quarantena", no?
Immagino che sostituirà "Enrico" con "una persona", giusto?
Non mi sembra affatto chiaro. Secondo i protocolli OMS attuali, prima di decidere di fare un tampone si determina se si è stato un close contact o meno---ne abbiamo discusso nel dettaglio nel thread lanciato da Fabio qualche giorno fa. Non mi sembra ci sia alcun modo di determinare se sei stato un close contact o meno senza rivelare l'identità del tuo peer (più di 15 minuti, a meno di 2 metri, coinquilini, etc). Questo aspetto cambierà quando avremo abbastanza test da farli a tutti senza pensarci due volte, ma al momento non è così. Ciao -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »