Buongiorno, --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai». --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (Genesi 3:17-19) "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it> writes:
Premesso che una quota di lavoro da remoto - per chi lo desidera - mi sembra ragionevole e utile,
sarebbe anche ragionevole e utile, in termini di Giustizia sociale, che chi lo desidera possa scegliere /come/ lavorare
terrei però anche conto:
1. della congruità della postazione di lavoro (ergonomicità, costi, ecc.); 2. dei costi aggiuntivi sostenuti dal lavoratore per elettricità e riscaldamento;
si ma, rimanendo su questo filone di ragionamento, non è che per i lavoratori "in presenza" si tiene conto: 1. della congruità dei mezzi di trasporto usati per recarsi sul luogo di lavoro, a partire dal /traffico/ sopportato; mi vengono in mente certi treni per pendolari stile carro bestiame o le perenni code in tangenziale dentro una "utilitaria" 2. dei costi aggiuntivi sostenuti in proprio dal lavoratore per usare i mezzi di trasporto di cui al punto 1 (costi biglietti trasporto pubblico e/o manutenzione mezzo proprio, inclusa la quota di ammortamento specifica per il tragitto lavorativo) per non parlare delle ore _impiegate_ per recarsi sul posto di lavoro e ritorno, NON retribuite nel 98% dei casi
3. di tutti quei casi in cui il lavoratore non può o non vuole lavorare da casa per i motivi più svariati, nel qual caso dovrebbe aver diritto ad un luogo di lavoro adeguato.
se non sbaglio qualche persona ha indicato una propria idea in merito in questo thread, che se non ho capito male assomiglia a: avere a disposizione luoghi di "co-working di prossimità" (del lavoratore) ...ma il co-working così come è concepito (male) adesso sta funzionando?!?
Mi chiedo, inoltre, se qualcuno stia studiando l'impatto (ammesso ci sia) del lavoro da remoto sulla solidarietà tra colleghi.
sì, sarebbe interessante che qualcuno studiasse l'impatto della qualità dell'ambiente di lavoro /in presenza/ sulla solidarietà tra colleghi; io conosco esperienze _devastanti_ (qualcuno ha studi antropologici da segnalare?) ancora meglio, sarebbe interessante che qualcuno studiasse l'impatto del lavoro da remoto sulla solidarietà tra vicini di casa ...e altri tipi di /vicinanze/ che il lavoro alienato (ripeto, l'unico che garantisce un reddito) _fisicamente_ impedisce [...] saluti /da remoto/ :-D , 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.