Riguardo a questi  numeri consiglio caldamente la lettura del rapporto MILEX, che va ben oltre l'inutile ragionamento sulle % del PIL:

Il carico reale

Alla base del lavoro di Milex c’è il Burdensharing Index, un indicatore elaborato dalla RAND Corporation – think tank statunitense su incarico del Pentagono – che misura in termini qualitativi e operativi il contributo effettivo di ogni alleato alla sicurezza collettiva, al di là della mera percentuale di Pil investito.

A differenza del parametro Nato, che si limita a registrare la quota di spesa rispetto al prodotto interno lordo, il Burdensharing Index considera un’ampia gamma di indicatori: numero e prontezza delle truppe, dotazioni tecnologiche, capacità logistica, interoperabilità dei sistemi, partecipazione effettiva alle missioni internazionali, efficienza delle infrastrutture militari (porti, aeroporti, reti stradali), disponibilità a ospitare truppe alleate, capacità di comando e controllo, adesione a regimi sanzionatori e attività diplomatica in ambito di prevenzione dei conflitti.

A questo si affianca il Burdensharing Ratio, ovvero l’indice rapportato non al PIL nazionale in sé, ma al peso economico del paese rispetto al PIL complessivo degli alleati. Se il valore è maggiore di 1, significa che lo stato contribuisce alla sicurezza globale più di quanto la sua economia suggerirebbe.

Italia in cima per contributo

I numeri raccolti e rielaborati da Milex sono inequivocabili. L’Italia, nella classifica aggiornata sulla base del Burdensharing Index, è il terzo contributore assoluto tra tutti gli alleati Nato e asiatici, con un valore pari a 4,75. Solo gli Stati Uniti (indice 46,5) e il Giappone (valore non dichiarato esplicitamente, ma noto come superiore) si collocano più in alto. Seguono Francia (4,61), Regno Unito (3,54), Germania (2,51) e Paesi Bassi (2,23).

Ancora più significativo è il dato relativo al Burdensharing Ratio: l’Italia registra un valore di 1,12, cioè superiore all’unità.

Significa che il paese sta già contribuendo alla sicurezza NATO oltre le proprie possibilità economiche.

Tra gli alleati europei solo Grecia (5,29), Lituania (4,19), Bulgaria (2,40), Slovacchia (1,86), Ungheria (1,46) e Paesi Bassi (1,35) presentano un rapporto più alto. Ma, come osserva Milex, «l’Italia è l’unico Stato NATO ad avere sia un indice assoluto di livello A (sopra 3) sia un ratio maggiore di 1». L’unico altro alleato in questa condizione è la Corea del Sud.


Fonte: https://www.editorialedomani.it/fatti/laltra-faccia-delle-spese-nato-litalia-e-tra-i-paesi-che-contribuiscono-di-piu-e-con-piu-carico-bvtm6kyr

On 27/06/25 10:31, Antonio wrote:
nel 2036 (anno dei rendiconti del 2035) Trump avrà 90 anni ed avrà finito il mandato da 7 anni...
Mah, sicuro che Vance (o altri rep o dem) siano meglio? ...

10 luglio 2018, c'era sempre Trump.
"Chi finanzia la Nato e perché Trump chiede agli alleati di pagare di più" [1]

"Ciò detto, l'organizzazione militare ha stabilito che ciascun paese membro dovrebbe spendere nel settore della difesa almeno il 2% del proprio prodotto interno lordo. L'Italia spende l'1,13% del Pil. Gli Stati Uniti oltre il 3,5%. Tre paesi europei spendono meno dell'1,0%: la Spagna, il Belgio e il Lussemburgo."

Sembriamo al suq, quanto costa questo? 20 Euro, no, troppo, ti posso dare 5. Va beh, facciamo 10 ultima offerta.
Se anche ottenesse SOLO il 2%, Trump l'avrebbe avuta vinta (sette anni dopo, con quattro di Biden in mezzo).

A.

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/chi-finanzia-nato-e-perche-trump-chiede-alleati-pagare-piu-AEe26fJF