Ho visto il documentario e l'ho trovato molto utile.
Questa è una lista per addetti ai lavori, normale che per i presenti non ci siano novità,
ma credo che per l'utente medio, lo stesso che liquida la questione privacy con "tanto io non ho niente da nascondere",
la sola idea che il social non sia uno strumento, ma qualcosa di vivo, con i propri obiettivi e i propri sistemi
di manipolazione per ottenerli, possa essere una rivelazione.
Sul fatto che i social abbiano aspetti positivi, è vero, ma è anche vero che per diversi anni si è parlato
solo di quelli, anche in molti giornalisti abbiamo abboccato all'idea (poi rivelatasi per quello che era - puerile): più connessi=democratici/felici/eguali.

Ora, per fortuna non è più tabù raccontare l'altra faccia della storia;
come per esempio, qui:

Facebook Has Been a Disaster for the World

https://www.nytimes.com/2020/09/18/opinion/facebook-democracy.html





On Sun, Sep 20, 2020 at 5:51 AM barbaracarfagna--- via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Certamente va visto ma, personalmente, non ho visto grandi novità in “social  dilemma” rispetto al dibattito informato sul tema delle piattaforme. Ho visto la potenza di Netflix per chi vuole fare un rapido fundraising. 



Inviato da Libero Mail per iOS


sabato 19 settembre 2020, 23:11 +0200 da antiac@gmail.com <antiac@gmail.com>:
> Per chi avesse visto il docufilm su Netflix una riflessione a contorno

Premesso che non ho visto il film, tuttavia un breve commento
all'articolo vorrei lasciarlo, in
particolare alle conclusioni a cui arriva.

"... ll limite di Social dilemma è che (come molti libri su questi
temi) è realizzato più per lanciare
allarmi che per costruire; più per spaventarci che per aiutarci ad
avere una visione completa
del fenomeno e soprattutto indicarci le possibili soluzioni a minacce,
eccessi e storture
del mondo digitale".

Evidentemente perché non c'è nulla da costruire, che soluzioni da
"bacchetta magica" per rendere
i social "buoni e utili" non ce ne sono, che non basta trasmettere il
"Santo Rosario" per
tranquillizzare le persone (quanto meno i credenti).
L'articolista si lamenta che è stato dato pochissimo spazio alle
parole in favore dei social di
Tristan Harris "i social sono utilissimi per mille cose". Ma quando si
difende un'idea, di queste
mille cose, almeno qualcuna la devi proporre.
Io è dal 2004 che attendo una di queste "cose utilissime" per potermi iscrivere.
Rancilio avrebbe desiderato che nel documentario si fosse parlato più
ampiamente del
"Center for Humane Technology" che, a suo dire, sta svolgendo un
grande lavoro positivo
per cambiare il volto alla tecnologia.
Peccato che la news più recente del sito [1] è un articolo del Los
Angeles Times [2] non
tenerissimo con Facebook & C.
Chiudo con una frase riportata nel LA Times: "Justin Rosenstein points
out, the latter’s
“like” button was designed to be a tool for spreading “positivity and
love,” not the behavioral
tracking device it has become."
Per trasmettere nuovamente "positività e amore", Facebook dovrebbe
tornare indietro alla
sua nascita, ma non credo che dalle parti di Menlo Park (e di Wall
Street) siano molto d'accordo.

Antonio

[1]
https://www.humanetech.com/news
[2]
https://www.latimes.com/entertainment-arts/movies/story/2020-09-09/review-social-dilemma-facebook-google-netflix
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