Buongiorno a Tutti Proviamo ad immaginare come l'informatica potrà servire i nostri figli? Da molto tempo stiamo cercando il modo, un aggancio, di proporre un progetto a Voi di NEXA. Noi del Banco dei Cittadini Volontari. Un contatto con Raffaele e qualcun altro c’è stato, tempo addietro con insufficiente forza di esposizione. Oggi l’argomento Libertà Democrazia, riduzione della povertà, retribuzione alle attività solidali, estrazione di valore dalle attività volontarie, sospingendo quel valore a circolare perché su quel valore non dovrà essere mai possibile speculare…. I tempi si fanno più pressanti, in questo periodo di ulteriori ristrettezze riusciamo ad intravedere il valore espresso da tutte le persone che volontariamente mettono a disposizione della collettività , e al contempo che non è più possibile andare tanto oltre in un sistema dove il --1° settore PUBBLICO (stato con le sue istituzioni, beni comuni, servizi pubblici gratuiti) afferma di non avere quattrini. -- Il 2° settore PRIVATO (albi professionali, istituzioni economiche e finanziarie) li presterebbe su garanzia dei beni comuni del paese. Di fatto depredando quanto non depredato fino ad ora. -- il terzo settore (NO PROFIT) dovrebbe intervenire solo in casi eccezionali.(non programmabili in quanto tali) di fatto fagocitato dal primo settore e sfruttato dal secondo. Terzo Settore, insufficientemente preparato per non soccombere? manipolato quanto basta per usufruirne con assiduità? Forse… o Forse NO. Di fatto servizi ne circolano pochi e sono sempre più ridotti da un pensiero speculativo che ha invaso ogni cosa e non mette in circolo quel valorizzatore numerico che chiamiamo denaro. Denaro.. quella bella invenzione non ancora del tutto scoperta. Il coraggio di proporvi un progetto dei Cittadini Volontari lo cogliamo ora partendo dal argomento: "Proviamo ad immaginare come l'informatica potrà servire i nostri figli?" Informatica non solo in quanto tale ma in quanto ogni aspetto vitale è permeato e deve far conto ed è sospinto ad utilizzarla. MA PER QUALI FINALITA? E la “lettera” di Antono Iacono, di cui riporto.. “Nella realtà, l'economia del dono (ottimamente descritta nel libro "Informatica solidale" del "nostro" Raffaele e di Mariella Berra) non ha mai funzionato se non tra le menti socialmente più portate all'altruismo. Nella mia lunghissima esperienza, raramente mi è capitato di discutere con gente che si sia mai posto il problema di chi finanzia il software libero, di chi, ad esempio paga gli sviluppatori di OpenSSL. Ebbene su questa base, Noi del Banco dei cittadini Volontari del Progetto Val.Az.Co. vogliamo retribuire gli sviluppatori del software sociale libero. Un po' di utopia.. certo, ma abbiamo i piedi per terra. Noi con Voi abbiamo le forze le competenze per realizzare …. Per uscire dalla conflittualità del primo settore PUBBLICO contro i l secondo settore PRIVATO. Siamo...Cittadini Volontari inevitabilmente indotti a ricorrere alla Vostra preparazione tecnica ma abbiamo una visione complessiva dei sistemi di scambio e della necessità di trovare soluzioni per il futuro dei nostri figli. Abbiamo necessità di trovare soluzioni informatiche finalizzate ad uscire dalle ristrettezze prodotte da un sistema economico speculativo che per sua finalità non è più in grado di fornire. Il terzo settore ha ancora finalità solidali coesive e voglia di realizzare benessere e prosperità con le tecnologie più avanzate. Ringrazio tutti per l’attenzione Carlo Antonello Promotore del Banco dei Cittadini Volontari. http://www.cittadini-volontari.it/420622668
Il 26/12/2020 13:11 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Proviamo ad immaginare come l'informatica potrà servire i nostri figli?
Mi aggancio a questa tua ultima frase per rafforzarla e a questa vorrei aggiungere alcune riflessioni personali sul software libero. Intanto premetto di aver letto con attenzione i vostri interventi e li condivido in pieno. Ho apprezzato, tra l'altro, le tue parole sulle reti, da ex sistemista non declarerò mai abbastanza l'importanza della loro conoscenza. Purtroppo, "annebbiati" dalla Nuvola, se ne parla sempre meno, Mi è piaciuto l'intervento di Davide su Open Stack, e poi quelli di Giovanni e di tutti gli altri. Sono assolutamente in linea con il mio pensiero.
A distanza di oltre ventanni dalle mie prime righe di codice rilasciate con licenza libera, c'è qualcosa che non mi torna.
Prendiamo il caso del progetto di software libero che conosco meglio, OpenSSL (altri scritti su OpenSSL li trovate qui blia.it/blog). Con l'uso massiccio della crittografia (il più classico, l'https), una libreria SSL deve necessariamente essere presente in ogni dispositivo che si connetta in rete. Non solo pc e server ovviamente, ma smartphone, tablet, router casalinghi e qualsiasi altro "oggetto" della IoT. Parliamo di miliardi di dispositivi e, considerato che OpenSSL, è la libreria più diffusa si fa presto ad immaginarne la pervasività. Bene, immaginiamoci per un istante che il software libero non esista. Il costruttore del routerino X dovrebbe scriversi il codice SSL da solo o comprarne la licenza, il costo sarebbe ovviamente più alto. Se Tommaso Campanella tornasse in vita, nella sua "Città del Sole" aggiornata al 2020, lui che disprezzava il commercio e la proprietà privata, avrebbe scritto che nella sua città ideale tutto il software doveva necessariamente essere libero. Nella realtà, l'economia del dono (ottimamente descritta nel libro "Informatica solidale" del "nostro" Raffaele e di Mariella Berra) non ha mai funzionato se non tra le menti socialmente più portate all'altruismo. Nella mia lunghissima esperienza, raramente mi è capitato di discutere con gente che si sia mai posto il problema di chi finanzia il software libero, di chi, ad esempio paga gli sviluppatori di OpenSSL. Perchè non vogliono sentirsi in colpa, non vogliono sentirsi dire che tu stai rubando loro tempo e denaro, perchè stai appofittando del loro impegno, dello studio, dell'abnegazione, perchè hai fatto man bassa di software (per te solamente gratuito) senza minimamente contribuire in alcun modo e senza esserti nemmeno posto il dubbio di chi ricompensa quelle persone. Magari sei convinto che queste persone siano ottimamente stipendiate da qualche fondazione, o che siano dei nobili, come Don Fabrizio del Gattopardo che si dedicava all'astronomia, qui invece si dedicano al software. Qualche tempo fa, ad un giovane sviluppatore che voleva "convincermi" a tutti i costi che il futuro fosse Javascript dicendomi che in Rete si trova una innumerevole quantità di software gratutito per realizzare in pochissimo tempo qualsiasi cosa, lato client e lato server, ho risposto, ma tu hai mai pubblicato niente su Github o piattaforme simili? E' rimasto senza parole.
Io non ho proposte, non so il modo di ricompensare chi scrive software libero. So solo che c'è un'enorme ingiustizia in atto. Da un lato milioni di individui che per vari motivi realizza qualcosa senza chiederne, materialmente, nulla in cambio, dall'altro altrettante entità, siano essi Big Tech o piccole software house, aziende statali o liberi professionisti che prendono "voracemente" e non restituiscono nulla se non, per lavarsi la coscienza, qualche contributo sporadico.
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