Buona sera Maurizio, On September 12, 2021 5:25:32 PM UTC, maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> wrote:
in tempi di crisi i distinguo molto sottili dei professori rischiano di sostenere la crisi.
A quale delle innumerevoli crisi che finalmente iniziano a ledere anche gli interessi (e di conseguenza le coscienze) del primo mondo fai riferimento? Pensi al solo covid o a crisi molto più gravi che però sono ancora tenute molto lontane dalla consapevolezza collettiva? Non riconoscendo autorità alla categoria dei professori (l'autorevolezza è sempre qualità individuale), considero una buona misura del valore culturale di un contributo accademico, il fastidio con cui viene accolto, in particolare da chi si allinea al potere.
quello che so è che per qualsiasi malattia ci curiamo con dei farmaci che sono pharmaka, cioè /veleni, /etimologicamente.
Quello che forse invece non sai, è che l'efficacia di questi veleni, in specifiche condizioni che non si riducono al dosaggio, viene rigorosamente verificato sperimentalmente PRIMA della loro distribuzione. La Medicina è certamente un'arte, ma è un'arte che si fonda sulla Scienza. Senza, non è Medicina. Dunque confrontare il green pass (o immuni o la prossima "soluzione tecnologica") ad un farmaco può essere efficace in termini retorici ma è privo di qualsiasi fondamento.
anche questa malattia richiede dei pharmaka, individuali e sociali.
Tutto fuorché economici, giusto? ;-)
essendo pharmaka è necessario un controllo attento delle dosi, ma la malattia non si risolve senza pharmaka cioè senza veleni assunti in dose controllata.
I farmaci non sono sempre un componente essenziale della terapia. E non sono mai il più importante: il più importante è la volontà di guarire. Ed a monte di questa volontà ci sono condizioni personali, culturali e sociali di cui un medico deve tenere conto PRIMA di prendere in considerazione qualsiasi terapia. Dunque forse, se vogliamo applicare la metafora medica alla società, forse prima dovremmo conoscere come lavora un buon medico. Poi molto spesso il paziente NON VUOLE DAVVERO GUARIRE... FINCHÉ PUÒ FARLO. Questo perché molto spesso, le cause della malattia risiedono nelle scelte del malato. Su scala sociale, quanta parte della diffusione del covid è riconducibile alla priorità accordata all'economia rispetto alla salute? Quanta parte è riconducibile alle disuguaglianze economiche e culturali che straziano la nostra società? Le terapie efficaci sono spesso faticose e vengono respinte perché comportano cambiamenti profondi. Quelle inefficaci invece no. Ma c'è sempre qualcuno pronto a proporle. Non è ridicolo parlare del Green Pass quando i brevetti sui vaccini impediscono la vaccinazione di miliardi di persone? Anche solo in Italia, ce li ricordiamo i tamponi venduti agli USA in piena emergenza?
una parte delle questioni mi pare che nascano dal fatto che come individui e società non sappiamo controllare (non sappiamo /come/ controllare) pienamente i pharmaka e le loro dosi.
Il problema non è ancora di controllo: bisogna PRIMA dimostrare che abbiano una qualche utilità nella cura della malattia.
non sapendo, o non volendolo fare, qualcuno preferirebbe stare senza pharmaka.
Mi sembra piuttosto razionale. Tu assumeresti un veleno non sapendo se ti sarà utile? E non comprendendo lontanamente come funziona? O gli interessi di chi te lo propone? Se sì, sono certo che al prossimo raffreddore un qualche spacciatore di zona sarà felicissimo di offrirti un ottimo rimedio della sua nonna. Gratis. Fin quando non potrai farne a meno.
mi pare che qui ci sia un tipico tema 'da nexa': 1) cosa serve per gestire il Green pass senza che questo comporti intrusione al di là dello scopo dichiarato?
Assumendo che lo strumento possa funzionare (ma... perché?) sarebbe un interessante problema informatico. Bisognerebbe modellare i diversi tipi di attaccante e vedere come impedirne l'azione. Spesso però a valle di queste analisi si conclude che un sistema non è adatto al contesto per cui viene proposto. È stata fatta per il green pass?
2) nessuno vuole ammalarsi e quindi è lecito e legittimo voler sapere se quelli con cui condivido i fiati e l'aria sono pericolosi per la mia salute.
Oh ma per questo non serve il green pass: lo sono tutti, fino all'ultimo. Con o senza vaccino. E con o senza green pass. E tu lo sei per loro! Lo sei se fumi. Se bevi. Se viaggi. Paradossalmente lo puoi essere persino se ti curi, laddove il SSN è allo stremo.
qual è un modo diverso dal Green pass per rendere possibile questo?
Costruire comunità chiuse autosufficienti. Peraltro, contrariamente al green pass, questo modo può funzionare davvero, se il tuo obiettivo è minimizzare il rischio di contrarre il covid. Il green pass, a voler pensar bene, serve solo ad incentivare le vaccinazioni, ma non ti garantisce alcunché.
se si ritiene pericoloso per vari motivi il metodo del Green pass, si individui un'alternativa.
Felice di essere stato utile! :-D Puoi iniziare a lavorarci oggi stesso.
se/finché l'alternativa non c'è, ci teniamo il pharmakon e lo usiamo con la dovuta attenzione/cautela.
Non è un farmaco. Tu lo definisci "veleno", ma dimentichi che non tutti i veleni possono essere usati come farmaci. E che un individuo non è una società divisa da inequità ed egoismi contrappposti come la nostra. Quando lo diventa, non c'è più nulla da guarire.
se no buttiamo il bambino con l'acqua sporca
Quale bambino? Puoi dimostrare che ci sia un bambino nella tinozza? O vuoi solo credere che ci sia? Giacomo