In realtà la Direttiva “on transparent and predictable working conditions” non si applica solamente ai cosiddetti “lavoratori della gig economy” né è stata pensata per quel particolare scopo. È una revisione di regole pre-esistenti (ma molto più deboli) che mira a creare una base minima di diritti per i lavoratori in tutta l’Unione Europea. Non entra nel merito di cosa sia un “lavoratore della gig economy” (concetto che a me fa sanguinare le orecchie, ma tant’è).Ulteriori informazioni:A presto,Andrea--On Sat, Apr 20, 2019 at 6:25 PM Luigi Scorca <luigi.scorca@gmail.com> wrote:A mio parere questo approccio è dannoso.La sentenza ECJ Elite Taxi vs UBER ha mostrato come quello che svolge la società americana è un servizio di trasporto e non può essere inteso come una mera intermediazione.Quindi, quelli sono tassisti/tassinari/autisti, e non fantomatici lavoratori della gig-economy.E lo stesso vale per tutti gli altri mestieri intermediari virtualmente da una piattaforma.Luigi_______________________________________________Il sab 20 apr 2019, 14:12 Mauro Alovisio <mauro.alovisio@gmail.com> ha scritto:_______________________________________________Gent.me/misegnalo news di interesse:Un caro salutoMauro Alovisio
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Andrea Glorioso
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