Diceva che i 'big data' avrebbero reso obsoleto il metodo scientifico.
Quindici anni dopo la scienza usa più e meglio i dati, ma ancora negli stessi paradigmi ipotetico-deduttivi
Oggi però lo stesso genere di profezie tecno-empiristiche prendono di mira il linguaggio, e con ben altri mezzi, con ben altre voci.
Il linguaggio - dicono - non è quella cosa su cui, da Socrate a Searle passando per Saussure e Wittgenstein, si sono interrogati linguisti e filosofi:è solo il "campo di forze" indotto dalla produzione di testi.
L'interpretazione della parola non è quella abduzione soggettiva di cui parlava Peirce, è semplicemente la generazione di una distribuzione di probabilità sulle parole successive.
A che serve allora l'ermeneutica? Essa sta già tutta nei miliardi di parametri di un LLM, basta tirarla fuori con qualche prompt
Finirà la critica letteraria? O finirà la letteratura tout-court?
Ne riparliamo tra quindici anni (spero)
Buona serata,
G.