Arturo, grazie per la reazione. A costo di essere ripetitivo, ma poiche` voglio essere assolutamente chiaro: non sostengo che chi utilizza strumenti volti a garantire l'anonimato, proteggere la propria privacy e/o aggirare blocchi e forme di censura sia necessariamente un "sovversivo" (non che essere un "sovversivo" sia, dal mio punto di vista, una caratteristica necessariamente negativa). Ma in alcuni paesi l'equazione esiste, sia nella percezione delle autorita`, sia nella realta` pratica derivante dall'esistenza di leggi draconiane. Continuo a non vedere la grossonalita` nell'affermazione di Morozov, proprio in ragione della differenza di cui sopra; ma credo che possiamo tranquillamente "agree to disagree" e passare oltre, almeno per quanto mi riguarda. Ciao, Andrea 2010/10/22 <a.dicorinto@uniroma1.it>:
Grazie Paolo, grazie Andrea--
infatti è proprio l'affermazione dell'equivalenza tra sovversivo e utilizzatore di strumenti anticensura che non mi va giù. E Morozov si è rivelato una volta di più assai grossolano nel farla.
Mi rifiuto di essere considerato un sovversivo. Io faccio quello che faccio perchè voglio un paese migliore, perchè voglio creare consapevolezza, perché voglio una democrazia globale.
Il punto su cui rischiamo di arenarci è la definizione di "strumenti anticensura". Si tratta infatti degli stessi strumenti che usiamo per aumentare la nostra privacy e garantirci l'anonimato: diritti costituzionali nei paesi democratici.
Io uso una gran quantità di mezzi anticensura: per capirli, raccontarli, insegnarne l'uso. In realtà non li uso perchè personalmente temo la censura, ma perchè:
a) devo alzare il mio grado di sicurezza in rete. Quando ho fatto delle inchieste per la RAI sugli hate-sites nazifascisti credete che l'abbia fatto in chiaro? Ovviamente no.
b) è necessario alzare il livello di protezione generale di chi li usa per scopi di sicurezza personale. Uno degli assiomi dell'uso "politico" della crittografia è che più gente la usa, più difficile sarà per i controllori monitorarne l'uso e creare la cultura del sospetto per cui chi li usa è già un potenziale colpevole...(quello che ha poi lasciato intuire Morozov)
cheers
PS: se vi serve, usate questo: https://amnesia.boum.org/
********************** I nemici della rete di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà
Formato: Tascabile Pagine: 285 Lingua: Italiano Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli Anno di pubblicazione 2010 Codice EAN: 9788817042758 Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio & TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria
Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> Sent by: nexa-bounces@server-nexa.polito.it 22/10/2010 00:24 ZE2
To nexa@server-nexa.polito.it cc bcc A Dicorinto/Dip-Psi/Dipartimenti/Didattica/Ateneo/Uniroma1/it Subject Re: [nexa] Tech Review: "Censorship Circumvention ToolsAren'tWidely Used"
Il 21/10/2010 23:25, Blengino ha scritto:
Nonostante questo mio comportamento, non sono un sovversivo nemmeno per le autorità.
Paolo, sei sicuro di questo? ;-)
Facciamo un esempio concreto realmente accaduto. 1) Le autorità italiane oscurano uno dei server di Imageshack (uno dei più grandi hosting service per immagini del mondo). 2) In quel server ci sono le MIE immagini (legali). 3) Cambio i DNS oppure uso una VPN e recupero le MIE immagini.
In base a quanto sopra posso essere accusato di eversione nei confronti dell'ordinamento democratico dello stato?
Ho commesso altri reati?
Ciao, Paolo
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