On 23/09/2019, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Mon, Sep 23, 2019 at 08:31:50AM +0200, Stefano Zacchiroli wrote:
On Mon, Sep 23, 2019 at 07:53:02AM +0200, Andrea Trentini wrote:
Viola la libertà 0 del Software Libero, i.e., non è una licenza libera.
Corollario: avrà adozione 0.
Bel thread twitter di confronto tra le licenze software in stile "do no harm" ed il giuramento di Ippocrate in medicina:
La prima parte parla del giuramento di Ippocrate, che è rilevante solo a livello ideale. In sostanza l'autore ritiene che essere coerente con principi etici espliciti è difficile, per cui è meglio non provarci nemmeno. La seconda parte è più interessante e richiama la tua considerazione, Stefano: la licenza non verrà adottata perché i team legali delle aziende sono avverse al rischio, un po' come avviene con la AGPL che (ORRORE!!!) Google ha vietato nel proprio stack. E se Google non vuole adottare la AGPL, bisognerebbe ritirarla del tutto, non credi? :-D Come osano gli hacker contraddire autorità come queste? Ripeto che vi sono diversi assunti fondamentali che licenze come la Hippocratic License, la HESSLA o la Hacking License mettono in discussione. Uno di questi è l'aspirazione al "successo", alla diffusione della propria opera. Non vi piacciono queste licenze? Non sono compatibili con i rischi di impresa delle vostre aziende? Amen! Non usate il nostro software. Dov'è il problema? Ma perché mai dovremmo essere costretti a condividere il nostro lavoro con chi lo usa per scopi che non condividiamo? Risponderai certamente in latino:
Pecunia non olet et data non olent, deinde software ipsum non olendum est!
E già! Il denaro non puzza. Per questo i soldi di un assassino valgono come quelli di un contadino. Il denaro non puzza. Proprio come il monossido di carbonio. Forse è una fortuna che gli hacker puzzino un po'... Giacomo